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Un Giro d’Italia tra piste e montagne: tutte le tappe
Domenica speciale per il basket siciliano in Serie B Nazionale! Nel weekend appena concluso, la Siaz Piazza Armerina ha firmato una vera e propria impresa show, sbancando il PalaLeonessa della capolista Brescia con un nettissimo 61-80
Domenica speciale per il basket siciliano in Serie B Nazionale! Nel weekend appena concluso, la Siaz Piazza Armerina ha firmato una vera e propria impresa show, sbancando il PalaLeonessa della capolista Brescia con un nettissimo 61-80...
Un dominio totale per il quintetto di Crotti[cite: 1, 6], capace di unire una difesa impenetrabile a ben 5 uomini in doppia cifra[cite: 1, 6], mettendo in scena una serata speciale e praticamente perfetta[cite: 1]. Il parquet della favorita Brescia è stato espugnato di prepotenza, confermando la Siaz Piazza Armerina come una solida realtà in questo avvio di stagione
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Perché Kimi Antonelli è un campione formato famiglia
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Andrea Kimi Antonelli campione del mondo di F1. A venti anni e 68 giorni è il più giovane a fregiarsi del titolo iridato e per l’Italia rappresenta un fatto storico visto che l’ultimo titolo conquistato fu quello di Alberto Ascari nel 1953, ovvero 73 anni fa. Il successo di Antonelli è il frutto di una scommessa di Toto Wolff, il team principal di Mercedes, che ha voluto il giovane bolognese nella sua squadra. Quando Lewis Hamilton annunciò il passaggio alla Ferrari nel 2025, Wolff non ebbe dubbi e mise Antonelli in prima squadra. Una scommessa azzardata, errori da debuttante nella prima stagione per Antonelli ma la stoffa del campione c’era tutta: «Correva in F4 e dissi che sarebbe diventato il primo italiano campione del mondo di F1 dopo tanti anni. Mi presero per pazzo o ubriaco, ma avevo visto giusto e oggi questo risultato ripaga quella scelta» dice ancora oggi emozionato il manager austriaco che per fine anno ha predisposto la sua uscita dal vertice del team delegando alcune funzioni. Ma come si spiega questa esplosione che ha portato Antonelli a battere tutti i record, dal più giovane campione del mondo al più giovane vincitore a Monza del GP d’Italia (e anche qui era dal 1968 che in pilota italiano non vinceva in casa), al più giovane vincitore del GP Monaco, al più giovane in pole position e via di record su record, tanto che il detentore del precedente primato, Sebastian Vettel, quattro volte campione del mondo di F.1, ha voluto omaggiarlo: «Bravo Kimi, sei stato perfetto, hai dimostrato di saper gestire la pressione, saper gestire una monoposto, senza una sbavatura, hai battuto il mio record ma hai mostrato di avere tante altre qualità, hai meritato questo trionfo».
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Kimi Antonelli diventa il più giovane campione del mondo di sempre

È aria fresca, luce dentro a un tempo che adesso porta il suo nome. Andrea Kimi Antonelli ride e piange, corre senza fermarsi come se alle sue spalle ci fosse ancora qualcuno da seminare. Ma non c’è più nessuno là dietro, perché un ventenne italiano è diventato campione del mondo di Formula 1. Eppure Kimi corre lo stesso: in Messico, tra le braccia della sua squadra, appena sceso da una Mercedes che durante la parabola di tutta la stagione gli ha concesso lampi di gloria purissima che ha saputo sfruttare con la calma di un veterano. L’uomo e la macchina, insieme. Perfetti come in ogni grande storia che la Formula 1 abbia mai raccontato. Questa, più di molte, destinata a riempire i libri del motorismo per sempre: diluvi di grandezza per un ragazzo che grande, nell’età, non è ancora. Arrivato nella massima serie a diciotto anni, subito con Mercedes, a sostituire chi, invece, è tra i più grandi di tutti i tempi: Lewis Hamilton. Un bambino nel sedile di un gigante, con tutta la pressione che ne consegue. Da lì un primo anno di alti e bassi, a prendere le misure con un mondo altro, e poi quest’anno – al via di un nuovo regolamento tecnico – subito davanti, subito veloce, imprendibile, puntato con i piedi dentro a un universo che non gli è mai più stato estraneo. Capace di prendersi la testa del Mondiale alla terza gara del campionato per poi non lasciarla più andare: cinque successi consecutivi come base solidissima per costruire il proprio trionfo, cuscino per proteggersi dai colpi dei problemi di affidabilità che lo hanno mandato al tappeto due volte, e poi ancora davanti, con nove vittorie totali e una costanza senza eguali, per definire il profilo perfetto di un titolo iridato vinto con quattro gare di anticipo sul finale della stagione.
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