Milano Cortina: ecco dove vedere i Giochi olimpici in tv

Milano Cortina 2026 non sarà soltanto una grande manifestazione sportiva, ma un racconto diffuso che attraverserà l’Italia, i suoi territori e i suoi simboli. I XXV Giochi olimpici invernali sono in programma dal 6 al 22 febbraio, anche se il clima olimpico si respirerà già da oggi 5 febbraio, quando – pur senza l’assegnazione delle prime medaglie – accanto al curling entreranno in scena anche hockey su ghiaccio e snowboard. Il battesimo ufficiale sarà venerdì 6 febbraio con la cerimonia di apertura allo stadio San Siro, mentre il sipario calerà domenica 22 febbraio con la cerimonia di chiusura all’Arena di Verona. In mezzo, sedici giorni di gare quotidiane.
Il racconto dell’Olimpiade passerà innanzitutto dal servizio pubblico. La Rai, broadcaster ufficiale dei Giochi, garantirà una copertura ampia e gratuita: le competizioni saranno trasmesse in chiaro e in diretta su Rai 2 e Rai Sport HD, oltre che in streaming su RaiPlay, per un totale di circa 250 ore di programmazione. Accanto alla televisione, l’offerta coinvolgerà radio e piattaforme digitali, con Rai Radio 1, RaiPlay Sound e RaiNews.it impegnati in un presidio continuo dell’evento.
Durante Milano Cortina 2026, Rai 2 e Rai Sport diventeranno a tutti gli effetti “Reti olimpiche”. L’intero palinsesto di Rai 2 sarà dedicato ai Giochi, fatta eccezione per gli spazi informativi del Tg2, che resteranno invariati. L’unica deroga sarà la cerimonia di apertura, in diretta su Rai 1 a partire dalle 19.50 del 6 febbraio: circa tre ore di spettacolo, tra emozioni e suggestioni, con una sfilata degli atleti che per la prima volta coinvolgerà luoghi diversi, da Milano a Predazzo, Livigno e Cortina, dove verrà acceso un secondo braciere. La telecronaca sarà affidata ad Auro Bulbarelli e allo scrittore Fabio Genovesi.
RaiNews.it sarà il fulcro dell’offerta informativa digitale: streaming video delle gare, notizie in tempo reale, risultati, medagliere, approfondimenti e curiosità, con uno sguardo che abbraccia non solo lo sport, ma anche il clima emotivo e culturale dell’evento. Il lavoro sul web sarà strettamente connesso ai social dell’informazione Rai – da Instagram a YouTube, fino al canale WhatsApp – con contenuti originali e collaborazioni con RaiSport, RaiNews24, giornalisti e protagonisti del mondo Rai. Ampio spazio sarà dato anche a interviste inedite, trasmissioni e speciali.
La radio conferma il suo ruolo centrale nel racconto olimpico. Su Rai Radio 1, Radio 1 Sport e RaiPlay Sound, l’impegno è quello di seguire “tutta l’Olimpiade invernale minuto per minuto”, con radiocronache, collegamenti e notiziari dal 6 al 22 febbraio, nel solco di una tradizione che affida alla voce il compito di trasformare lo sport in racconto condiviso.
Accanto all’offerta free, la copertura integrale sarà garantita da Warner Bros. Discovery, broadcaster ufficiale dei Giochi. Attraverso HBO Max e discovery+ saranno disponibili tutte le discipline olimpiche in tempo reale, per una programmazione avviata già il 4 febbraio e supererà le 1.000 ore complessive di contenuti, di cui 865 dedicate alle competizioni live. Le gare saranno visibili anche su Eurosport 1 ed Eurosport 2, disponibili su DAZN, Amazon Prime Video Channels e TimVision.
Eurosport 1 dedicherà l’intero palinsesto ai Giochi, affiancato da Eurosport 2 per la diretta integrale dei 116 eventi da medaglia. Tre gli studi quotidiani: alle 12 Mountain Zone da Cortina, ale 18 Half-Time Livigno dallo Snow Dome e alle 23 Notte Bianca Milano dalla Triennale. Una squadra di oltre 100 ex atleti accompagnerà il racconto, da Tina Maze a Carolina Kostner, da Kristian Ghedina a Francesca Marsaglia. Per la Cerimonia di Apertura, il commento speciale sarà affidato al regista teatrale Davide Livermore. La tecnologia permetterà una visione in contemporanea di diverse discipline oltre a una fruizione semplificata per passare velocemente da una gara all’altra.
In programmazione sui canali Eurosport e on demand su HBO Max e discovery+, Radici è la docuserie originale di Eurosport Italia in 6 puntate dedicate ad alcuni dei nostri atleti più attesi a Milano Cortina 2026, tra favoriti e astri nascenti del ghiaccio e sulla neve. Con Lisa Vittozzi, Davide Ghiotto, Maurizio Bormolini, Miro e Flora Tabanelli, Valentina Margaglio e Carola Saletta.
I contenuti prodotti saranno distribuiti in 47 Paesi, confermando l’impegno tecnologico ed editoriale del gruppo per il ritorno in Europa dei Giochi olimpici invernali.
Televisione, radio, streaming e social: Milano Cortina 2026 sarà un’Olimpiade da seguire ovunque. Un mosaico di linguaggi e piattaforme che restituisce il senso profondo dei Giochi: un evento globale capace di parlare a tutti, restando radicato nei luoghi e nelle storie che lo ospitano.
 
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L'Olimpiade delle app che non piace al New York Times



Rieccoci allora. Nona Olimpiade da inviato per me, una sola Invernale però, questa. Trent'anni di Giochi scritti e senza giocare mai. O forse 30 anni passati giocando sempre. Perché scrivere è una passione che si fa per mestiere, e non un mestiere che si fa per passione. Mi sento un privilegiato per essere ancora qui. Ma anche discretamente vecchio.
A questo penso mentre cerco un mezzo per raggiungere San Siro. Trent'anni di Cerimonie Inaugurali, di badge al collo con la mia foto, sempre quella, sempre più giallo ocra, il colore del tempo. Che il mio stia iniziando a passare galoppando, lo conferma la drammatica consapevolezza che questi sono i Giochi delle app. Sei obbligato a scaricarne almeno cinque se vuoi accreditarti, avere il programma dei trasporti, ricevere le notizie dal Coni, chiedere i biglietti per le gare, o anche solo per esistere. Se non sei tecnologico, sei rovinato. I dinosauri alle Olimpiadi non sono ammessi, purtroppo. Io, per ora, mi faccio aiutare. E resisto. Oggi ho scaricato una app che mi spiega come si fa a scaricare le app. C’ho capito poco, ma mi sono sentito importante perchè quella non ce l’ha nessuno sul cellulare. E la esibisco a tutti come una medaglia d'oro.
In metrò leggo che le atlete americane al Villaggio sono entusiaste per il menù in mensa, e molto sorprese di aver trovato il bidet nei bagni. Qualcuna non sa cosa sia, altre ignorano come lo si usi. Viviamo in un mondo strano. Ma non è male nemmeno l'ironico reportage del corrispondente da Roma del New York Times, Jason Horowitz. Titolo: "Trekking tra le sedi olimpiche invernali d'Italia? Meglio non avere fretta". Lui, da bravo giornalista investigativo, si è preso la briga di andare a verificare sul campo l'organizzazione di queste Olimpiadi. Il responso è disarmante: "Lunghe distanze, strade strette, collegamenti complessi e nevicate renderanno la logistica un incubo", avvisa. E mi sembra di immaginare la sua faccia felice di raccogliere letame e accendere il ventilatore contro di noi. "Un'edizione con otto sedi diverse distribuite su circa 8.500 miglia quadrate nel nord Italia significano un incubo che ha portato i funzionari ad accogliere ogni nuovo tunnel, ogni aumento del servizio ferroviario o ogni tratta di autobus estesa come una vittoria entusiasmante contro il rischio del fallimento", scrive Horowitz. Che ad un certo punto sarebbe rimasto bloccato dal ghiaccio su una strada secondaria, e sarebbe stato soccorso da una campionessa olimpica di curling. Così almeno dice lui, evidentemente romanzando. Ma non basta. "Questa visione idilliaca di Olimpiadi "in viaggio" è stata il cavallo di battaglia del Comitato Organizzatore fin dall'inizio", spiega il Nyt, sottolineando che "per necessità, l'Italia ha fatto saltare il vecchio modello delle Olimpiadi Invernali concentrate tra città e dintorni, dove gli sport su ghiaccio si tenevano spesso in un'unica città ospitante e le gare di sci nelle montagne circostanti. Nella corsa a completare gli interventi prima dell'inizio dei Giochi - continua - le strade sembravano uno slalom di coni arancioni, mentre gli operai dipingevano strisce pedonali, colavano cemento e scoprivano nuovi cartelli". Impietoso, il sarcastico corrispondente segnala che l'app ufficiale dei trasporti che spiega come muoversi tra le varie competizioni, indica che il "percorso migliore" dagli eventi da Cortina a Livigno, "prevede un viaggio di 18 ore e 6 minuti".
Ora, esagerazioni a parte, negare l'evidenza sarebbe stupido. Ma quello che il New York Times non sa, è che siamo già bravissimi a prenderci in giro da soli, e a vedere nero ovunque. Non serviva mandare un americano. Piuttosto non ricordo dove fosse il Nyt ai Giochi di Atlanta nel 1996, dove - oltre all'inesistenza del bidet - non funzionava quasi nulla. E cosa scrisse quando gli autisti delle navette si perdevano per strada non sapendo minimamente dove si trovassero. Ricordo invece la loro rivoltante mensa olimpica, dove era impossibile ordinare un'ipotesi di cotoletta senza l'obbligo di sciacquatura di piselli sopra. L'addetto non capiva che chiedevi una tregua olimpica dal pisello infame e scofanava comunque palettate di mappazzone verde guardandoti con l'espresione di una mucca che vede passare un treno. Quella sì molto americana. Oh yes.
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La fiaccola a Milano, Mattarella con gli atleti: i primi fotogrammi delle Olimpiadi

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella indossa la giacca delle Olimpiadi al Villaggio Olimpico

Eccoci. Alla vigilia della cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026, domani sera allo Stadio San Siro, i Giochi sono già entrati nel vivo. Le prime gare hanno preso il via ieri al Curling Olympic Stadium di Cortina con il torneo del doppio misto, disciplina che a Pechino 2022 regalò all’Italia l’oro di Amos Mosaner e Stefania Constantini: i campioni uscenti tornano oggi sul ghiaccio per il turno preliminare contro la Corea del Sud. Segnali incoraggianti arrivano anche dallo sci alpino, con le prove cronometrate della discesa libera maschile che hanno visto Giovanni Franzoni ottenere il secondo tempo e Dominik Paris il quinto, alimentando aspettative e fiducia. Ma in queste ore l’attenzione resta concentrata soprattutto su ciò che accadrà domani alle 20, quando si aprirà ufficialmente la XXV edizione dei Giochi. Una cerimonia destinata a un pubblico potenziale di circa due miliardi di spettatori e costruita come un grande racconto collettivo, tra spettacolo e simboli, nel segno dell’armonia. Sul palco – e idealmente in dialogo con la città – si alterneranno artisti e protagonisti della cultura italiana e internazionale: da Mariah Carey ad Andrea Bocelli, da Laura Pausini a Cecilia Bartoli, fino a Lang Lang, Pierfrancesco Favino, Sabrina Impacciatore, Matilda De Angelis e Ghali. Le prove coinvolgono da settimane centinaia di figuranti e, negli ultimi giorni, si sono concentrate anche all’interno dello stadio.La cerimonia avrà un carattere volutamente diffuso, in coerenza con la geografia dei Giochi: la sfilata degli atleti si svolgerà non solo a Milano, ma anche a Cortina, Livigno e Predazzo, per consentire a tutti i partecipanti di vivere questo passaggio simbolico. Duplice anche l’accensione del braciere olimpico, che avverrà in simultanea all’Arco della Pace, a Milano, e in piazza Dibona, a Cortina. A dichiarare ufficialmente aperti i Giochi sarà il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, atteso domani sera a San Siro insieme a oltre cinquanta tra capi di Stato, di governo e membri di case regnanti.
Proprio Mattarella, questa mattina, ha visitato il Villaggio olimpico di Milano, in via Lorenzini, dove sono già ospitati oltre 1.500 tra atleti e tecnici nelle sei palazzine realizzate da Coima – un complesso destinato, dall’autunno, a diventare un grande studentato per universitari fuori sede. Accolto anche da Arianna Fontana, una dei quattro portabandiera azzurri, il Capo dello Stato ha incontrato parte della delegazione italiana, rivolgendo agli atleti parole che hanno richiamato il senso profondo dello sport olimpico. «Essere stati selezionati, essere in squadra, prendere parte alle Olimpiadi è già un traguardo di estrema importanza, un successo autentico», ha sottolineato, ricordando come la prima competizione sia «con se stessi e con i propri limiti», prima ancora che con gli altri. Un messaggio ribadito più volte: l’auspicio di molte medaglie si accompagna alla convinzione che ciò che conta davvero sia il modo di partecipare, «con impegno, lealtà, rispetto», offrendo al mondo «uno spettacolo di convivenza, amicizia, umanità e serietà». Dopo aver firmato il “Murale della Tregua”, Mattarella ha visitato uffici e residenze del Villaggio e ha pranzato nella mensa con gli atleti, che gli hanno donato una giacca con il suo nome.
Intanto Milano si prepara a reggere l’impatto di un evento di portata globale. La presenza di così numerosi ospiti internazionali ha attivato da giorni un imponente piano di sicurezza: zone rosse sono state istituite attorno allo Stadio San Siro per la giornata di domani, alla Fabbrica del Vapore – dove si terrà la cena offerta dal Cio –, alla Triennale (sede di Casa Italia) e in alcune aree centrali, tra cui Palazzo Reale, dove il Presidente riceverà le delegazioni straniere. Ne derivano limitazioni al traffico, scuole chiuse all’interno della circonvallazione e il ricorso diffuso allo smart working, oltre a deviazioni per alcune linee di superficie e fermate della metropolitana temporaneamente soppresse nelle zone sensibili. Un primo assaggio del clima olimpico lo ha già offerto oggi l’arrivo in città della fiamma, che da sessanta giorni percorre tutte le Regioni e centinaia di località. Entrata a Milano da sud, non lontano dal Villaggio olimpico, la torcia ha attraversato parte della circonvallazione e alcune aree semicentrali – da Sant’Ambrogio al Portello, fino alla zona del Policlinico – per giungere in piazza Duomo alle 19.30. Il percorso si è svolto senza particolari criticità, sebbene non siano mancate alcune contestazioni simboliche: a San Donato Milanese e lungo l’hinterland sono apparsi cartelli contro il governo iraniano; a Sesto San Giovanni manifesti con la scritta «La fiamma olimpica è sporca di sangue, fuori Israele dalle Olimpiadi»; in centro, due attivisti di Greenpeace hanno esposto un modellino dei cerchi olimpici con un messaggio contro l’Eni; in varie strade, infine, scritte “Ice Out” in riferimento alla contestata presenza di agenti dell’Ice statunitense al seguito della delegazione Usa.
Su questo punto è tornato a intervenire il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, ribadendo che gli agenti americani saranno impegnati esclusivamente in attività di analisi e scambio informativo con le autorità italiane, come avviene da anni in decine di Paesi, Italia compresa. Le opposizioni e il sindaco di Milano, Beppe Sala, continuano però a parlare di una presenza non gradita, segno di un clima che resta vigile e sensibile. Ancora poche ore, dunque, dense di appuntamenti e di attese. Poi – si spera – il rumore di fondo si attenuerà e la scena sarà tutta per lo sport, per le storie di fatica e di talento che solo i Giochi sanno raccontare. Con l’auspicio, condiviso e dichiarato, che accanto allo spettacolo e ai valori olimpici possano brillare anche i colori azzurri.
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