Europei di volley femminile, tabellone e calendario partite: Italia-Svezia ai quarti

Dopo aver chiuso al primo posto il girone D dell'Europeo di volley femminile, l'Italia di Julio Velasco inizia bene anche la fase ad eliminazione diretta. Le azzurre battono 3-0 la Bulgaria e ai quarti ritroveranno la Svezia battuta ai gironi, mercoledì 2 settembre alle 19 su Sky Sport Arena. Tutti i match saranno in diretta su Sky Sport e in streaming su NOW

Oggi mercoledì 2 settembre (ore 19.00) si gioca Italia-Svezia, incontro valido per i quarti di finale degli Europei 2026 di volley femminile. Dopo aver primeggiato a punteggio pieno nella Pool D, imponendosi in tutte le partite andate in scena a Göteborg (Svezia), e dopo aver travolto la Bulgaria con il massimo scarto nel primo turno a eliminazione diretta, le azzurre scenderanno in campo a Brno (Cechia) per affrontare le sempre temibili scandinave, terze nel raggruppamento casalingo e poi capaci di regolare la Cechia.

Le Campionesse del Mondo se la dovranno vedere nuovamente contro il sestetto guidato da coach Lorenzo Micelli, già battuto con un secco 3-0 nel precedente disputato lo scorso 23 agosto allo Scandinavium. La nostra Nazionale partirà con tutti i favori del pronostico, ma dovrà stare molto attenta a un’avversaria dotata di un potenzialmente tecnico davvero eccellente e, soprattutto, a una giocatrice funambolica del calibro di Isabelle Haak, semplicemente la miglior marcatrice del torneo.

Le ragazze del CT Julio Velasco dovranno fare i conti con una degli opposti più temibili al mondo: servirà arginarla per riuscire a superare anche questo ostacolo e meritarsi la semifinale da disputare contro la vincente del confronto tra Polonia e Paesi Bassi. L’Italia scenderà in campo con la palleggiatrice Alessia Orro, l’opposto Paola Egonu, le centrali Sarah Fahr e Anna Danesi, le schiacciatrici Ekaterina Antropova e Myriam Sylla, il libero Eleonora Fersino.

Di seguito il calendario completo, il programma dettagliato, l’orario d’inizio, il palinsesto tv e streaming di Italia-Svezia, quarto di finale degli Europei 2026 di volley femminile. La partita sarà trasmessa in diretta tv su Rai 2 e Sky Sport Arena (canale 204); prevista la diretta streaming su Rai Play, Sky Go, NOW, Euro Volley Tv, DAZN; garantita la diretta live testuale su OA Sport.

CALENDARIO ITALIA-SVEZIA OGGI, EUROPEI VOLLEY FEMMINILE
Mercoledì 2 settembre

Ore 19.00 Italia vs Svezia – Diretta tv su Rai 2, Sky Sport Arena

PROGRAMMA ITALIA-SVEZIA: COME VEDERLA IN TV E STREAMING
Diretta tv: Rai 2, gratis e in chiaro; Sky Sport Arena (canale 204), per gli abbonati.

Diretta streaming: Rai Play, gratis; Sky Go, NOW, Euro Volley Tv, DAZN, per gli abbonati.

Sky e Oasport

Sport Formula 1, c'è un’Italia che vince anche se non si vede sul podio

Da Pirelli a Brembo, da OZ a Fondmetal, fino a caschi, cinture, tute e pistole per i pit stop: dietro lo spettacolo del GP di Monza c’è una filiera di eccellenze tecnologiche

Avvenire

Non solo Ferrari o Kimi Antonelli, il GP d’Italia che si disputa sul circuito di Monza domenica 6 settembre, rappresenta la punta di diamante dell’Italia della componentistica. Ovvero, non solo auto, come Ferrari e Racing Bulls, nome inglese ma sede a Faenza, ma anche e soprattutto aziende che nella ricerca e sviluppo hanno saputo creare un territorio unico fatto di eccellenze mondiali.

L’elenco è lungo e comincia con Pirelli, sponsor della gara ma fornitore unico degli pneumatici sia per la F1 sia per le altre categorie, come F.2 e F.3 che correranno nel week end e dal prossimo anno anche nel Moto Mondiale, ovvero copertura completa a livello planetario a 2 e 4 ruote. Dice Dario Marrafuschi, capo del MotorSport Pirelli: “Monza ovviamente è la gara di casa e per noi è sempre motivo di orgoglio, perché per Pirelli rappresenta l’occasione per vivere da vicino quello che per 365 giorni all’anno facciamo nella nostra sede di Milano”. Ovvero gli pneumatici che forniscono la F.1 dal 2011 e che fino al 2028 sono stati confermati, nascono e vengono sviluppati in viale Sarca a Milano. “Qui abbiamo le nostre menti pensanti, i laboratori dove conduciamo e sviluppiamo mescole, carcasse, strutture, dove analizziamo i dopo gara e portiamo avanti le eccellenze che non sono solo tecniche ma il frutto di collaborazioni con università e laboratori all’avanguardia”.
Da Milano alla conquista del mondo, ma se si parla di gomme si deve parlare anche di cerchioni e col regolamento 2026 è tornato di moda il made in Italy. Sono due le aziende presenti ad alto livello: la OZ, con una esperienza decennale nella categoria, con sede in provincia di Vicenza, fornitrice di Red Bull, Racing Bulls e Mercedes tra l’altro, e la Fondmetal, da Palosco provincia di Bergamo, che torna in F.1 dopo una parentesi di 25 anni, quando il nome era abbinato a una scuderia che costruiva e faceva correre piloti come Fernando Alonso, che ha ritrovato in Aston Martin squadra alla quale fornisce il materiale. Due aziende leader, due aziende di provincia dove la ricerca e sviluppo dei prodotti, specialmente di serie, le ha portate alla ribalta mondiale: “Per noi era un discorso da riprendere – dice Stefano Rumi, presidente Fondmetal – dopo che mio padre lasciò la F.1 alla fine del 2001, era un po’ un impegno personale. Grazie alle nostre esperienze in ricerca e sviluppo, che a quel tempo culminarono anche nella Galleria del Vento di Casumaro, la Fondtech, diretta da Jean Claude Migeot, ex DT della Ferrari, abbiamo voluto fortemente tornare nella massima categoria, perché è lì che si impara a risolvere i problemi che poi vengono affrontati tutti i giorni dagli automobilisti più esigenti”.
Gomme, cerchi, potevano mancare i freni? E infatti la Brembo, società leader da oltre 50 anni presente in F.1, ha il monopolio delle vittorie e delle forniture grazie a un lavoro continuo nella ricerca a due e quattro ruote. Si tratta di un attestato di sicurezza e qualità che Brembo ha portato in giro per il mondo. Quando si parla di sicurezza, un discorso a parte meritano le aziende italiane che hanno il monopolio per i caschi. Tutti i piloti, infatti, indossano almeno un prodotto italiano. Si va dai caschi Bell, proprietà OMP di Ronco Scrivia, che indossano Hamilton e Leclerc, per citarne due, ai Schuberth di Verstappen, nome tedesco ma sede in provincia di Vincenza, una azienda che produce caschi ad alto livello con 30 dipendenti e 3 autoclavi per il carbonio che ha conquistato il pilota olandese. E poi c’è la Stilo, altra realtà italiana, anche questa in provincia di Bergamo, a Cenate Sotto, provincia che con Brembo e Fondmetal si dimostra fra le più attive nel settore della ricerca e sviluppo nel motorsport. Piloti Stroll e Bottas in F.1 ma una vasta e ampia esperienza nel mondo dei rally.

Sempre sotto la voce sicurezza compaiono altri nomi: Sabelt che fornisce le cinture di sicurezza a Ferrari, per esempio, che da Moncalieri ha firmato i mondiali degli ultimi anni targati Schumacher e quello WEC Ferrari dell’anno scorso, campo in cui è arrivata anche la Sparco, di Volpiano, una azienda leader da 150 milioni all’anno di fatturato che oltre alle cinture fornisce anche le tute ultraleggere alla Red Bull e alla Williams, dividendosi il mercato con gli altri player della sicurezza, come OMP/Adidas che fornisce Mercedes e Audi oppure Alpinestars, sulle McLaren campioni del mondo, tanto per citarne una.
Infine, la ciliegina sulla torta: quando vediamo i pit stop da record, un cambio gomme in due secondi, il tutto avviene grazie alle pistole pneumatiche della Dino Paoli di Reggio Emilia, società nata nel 1968 e che ha accompagnato lo sviluppo tecnologico del cambio gomme, tanto che nel 2022 hanno omologato per primi una pistola ad avvitamento elettrico ultraleggera. Anche qui abbiamo il monopolio delle forniture a tutti i team di F.1. Come dire che l’Italia da corsa vanta eccellenze mondiali in cui la ricerca e sviluppo, l’innovazione tecnologica e lo stare al passo coi tempi, non ha eguali al mondo. Segni particolari: sono tutte realtà di provincia, che per cercarle sulla cartina geografica si fa fatica, ma che rappresentano il centro del mondo del motorsport mondiale. A Monza è occasione di celebrazione anche per questi.


 

Europei volley femminile 2026: Italia-Bulgaria oggi, orario, formazioni e diretta TV

Il cammino della selezione italiana nella rassegna continentale entra nella fase più delicata. Oggi alle ore 16.00 sul taraflex di Brno l’Italia affronta la Bulgaria negli ottavi di finale, un incontro ad eliminazione diretta che non permette passi falsi e mette in palio il pass per la semifinale di tabellone degli Europei 2026.

La squadra guidata dal commissario tecnico Julio Velasco si presenta al match a punteggio pieno, forte di cinque successi su cinque nella prima fase disputata a Göteborg. L’unica frazione concessa dalle campionesse del mondo è stata contro la Francia, in un match dove le azzurre hanno dimostrato grande maturità e capacità di soffrire.

Le scelte di Velasco e le risorse tattiche dell’attacco azzurro

Il percorso nel girone di qualificazione è servito allo staff tecnico per testare nuove configurazioni in campo. Tra le opzioni tattiche spicca l’impiego simultaneo di Ekaterina Antropova e Paola Egonu, una soluzione che garantisce una potenza di fuoco straordinaria in fase offensiva a fronte di una maggiore attenzione richiesta nella ricezione e in difesa.

Le dichiarazioni della vigilia di Denise Meli hanno tracciato la rotta, sottolineando la necessità di concentrarsi sul proprio sistema di gioco senza snaturare l’identità del gruppo. L’obiettivo dell’Italia sarà quello di imporre subito il proprio ritmo, facendo valere la maggiore caratura tecnica emersa anche nell’ultimo precedente stagionale in Nations League.

L’ostacolo bulgaro: la guida di Abbondanza e le insidie della rosa avversaria

Dall’altra parte della rete ci sarà una selezione ben conosciuta dal volley italiano. La Bulgaria è guidata dal tecnico nostrano Marcello Abbondanza, artefice di un progetto che unisce atlete di grande esperienza a giovani promesse del vivaio nazionale.

Il gioco bulgaro fa perno sulla cabina di regia gestita da Kristina Guncheva, affiancata dall’alternativa Lora Slavcheva. Le principali minacce in attacco sono rappresentate dalle schiacciatrici Aleksandra Milanova e Tsvetelina Ilieva, con il reparto opposti guidato dalla giovane Iva Dudova e da Mikaela Stoyanova, volto noto per le sue trascorse esperienze nel campionato italiano con le maglie di Vallefoglia e Macerata.

A completare l’organico balcanico figurano centrali di rendimento come Maria Krivoshiyska e Kaya Nikolova, sostenute in seconda linea dalla solidità dei liberi Zhana Todorova e Mila Pashkuleva. Pur avendo chiuso al quarto posto il proprio girone a Brno, la squadra di Abbondanza potrà sfruttare la conoscenza dell’impianto di gara per giocare senza alcuna pressione.

Copertura televisiva e opzioni di trasmissione in diretta

L’evento sarà coperto da un’ampia programmazione mediatica sia sui canali in chiaro sia su piattaforme satellitari e in streaming. La diretta televisiva gratuita sarà garantita da Rai 2, offrendo a tutti gli appassionati la possibilità di seguire il percorso del gruppo azzurro.

Per gli abbonati le opzioni si estendono ai canali Sky Sport e alla piattaforma DAZN, con il supporto streaming accessibile tramite Rai Play, Sky Go, Now TV ed Eurovolley TV.

sport2u

Tadej Pogacar ha pubblicato sui social una foto che lo ritrae nel letto dell'ospedale dove è stato ricoverato ieri dopo la brutta caduta nella ottava tappa della Vuelta

 

ansa

Cerottone sul sopracciglio, collare cervicale, spalla e mano fasciate e una smorfia eloquente: Tadej Pogacar ha pubblicato sui social una foto che lo ritrae nel letto dell'ospedale dove è stato ricoverato ieri dopo la brutta caduta nella ottava tappa della Vuelta che lo ha costretto al ritiro dalla corsa che stava dominando.

Il corridore dell'Uae Team Emirates ha accompagnato l'immagine con un sottofondo musicale, 'Stayin' alive' dei Bee Gees, segno che il morale, nonostante tutto, è accettabile. Nella caduta di ieri, avvenuta a causa di un ostacolo sull'asfalto mentre pedalava tranquillo a centro gruppo, Pogacar ha riportato una commozione cerebrale, la frattura scomposta della clavicola, una frattura cervicale stabile a livello della vertebra C7 e abrasioni multiple. La clavicola dovrà essere operata ma l'intervento è stato rinviato per precauzione data la commozione cerebrale. Solo in seguito si potranno valutare i tempi di recupero le possibilità dello sloveno di riprendersi in tempo per i Mondiali, in Canada, a fine settembre, e gli Europei, che saranno nella sua Lubiana.


Meeting di Bellinzona. Battocletti da record, la collezione è finita

 

QN Sport

La collezionista di record. Nadia Battocletti non smette mai di correre dietro alla storia e ieri ha compiuto l’ennesimo sorpasso. Al meeting di Bellinzona la mezzofondista trentina ha centrato l’ennesimo primato: quello italiano sui 1.500 metri. Nadia chiude con il tempo di 3’57’’54 (13° a livello mondiale in stagione): migliorato sensibilmente il 3’58’’11 timbrato da Sintayehu Vissa nel 2022. Ci riesce vincendo con il solito splendido finale, il cambio di passo a duecento metri dal traguardo quando trova un varco per portarsi in testa e lanciare la sua volata. In gara la portacolori delle Fiamme Azzurre rimane chiusa all’inizio dell’ultima tornata, con qualche contatto alle spalle dell’altra americana Addison Wiley che poi finisce al secondo posto in 3:58.96 dopo l’allungo irresistibile dell’azzurra.

Un risultato raggiunto a cuor leggero che completa la collezione di tutti i record azzurri del mezzofondo: 1.500 metri indoor e outdoor, 3.000 metri in sala e all’aperto, 5.000 e 10.000 metri, 5 km e 10 km su strada. "Sono molto contenta – dice Nadia –, è bello correre liberi di mente come ho fatto qui. Sapevo che la gara era organizzata alla perfezione e dall’ultimo giro cominciavo a sentire l’arrivo che si avvicinava, iniziavo ad avere energie in più. C’era tanto caos a 300 metri dalla fine, poi ho visto un buco per uscire e mi sono detta che era il momento giusto".

Gioie anche dal Grand Prix Brescia. Secondo posto nel peso per Leonardo Fabbri: il toscano lancia a 21,99, ma viene beffato dal giamaicano Rajindra Campbell (22,59). Seconda anche Sara Fantini nel martello: 74.30 metri per la primatista italiana Venti centimetri più avanti DeAnna Price. Terza Elisa Coiro negl 800 metri (1’58’’62).

Sempre più StraordiNadia. La 26enne trentina trionfa anche nei 1500 metri del meeting svizzero di Bellinzona, fermando il cronometro a 3′ 57′' 54 e stabilendo il nuovo primato italiano

 «Bello correre liberi di mente come ho fatto qui» dice raggiante Nadia Battocletti, «all’ultimo giro ho iniziato a sentire energie in più e nel caos ai 300 ho trovato il momento giusto». E così ecco un’altra gemma che si aggiunge al doppio oro europeo di Birmingham nei 5mila e 10mila metri e alla vittoria in Polonia, suggellando un’estate memorabile. L’atleta delle Fiamme Azzurre si prenderà adesso una pausa, rinunciando alle finali di Diamond League per dedicarsi alla scrittura della tesi di Laurea e staccare dalla routine frenetica che l’accompagna quotidianamente, prima di rituffarsi negli allenamenti. Tra un anno ci sono i Mondiali di Pechino, tra due le Olimpiadi di Los Angeles. E anche se Nadia non vuole sbilanciarsi, in molti pensano che solo lei possa spodestare sua maestà Beatrice Chebet.

 La doppietta agli Europei e il successo in Polonia hanno cancellato la delusione del Gala di Roma?

«Mi hanno aiutato a ritrovare fiducia in me stessa. Nella preparazione avevo faticato e quindi riuscire a confermare i due titoli Europei ha avuto un certo peso. Magari da fuori è sembrato facile, ma non lo è stato».

A proposito di facilità, quando corri sembri in controllo dall’inizio alla fine. È veramente così o la tua è una sorta di poker face?

«Quando entro in gara sono effettivamente spesso in controllo e questo è merito del lavoro fatto in allenamento. Anche ad alta intensità riesco a tenere d’occhio le mie avversarie e capire se il ritmo è quello giusto».

A Birmingham quindi sapevi di averne molto di più delle tue avversarie nel finale?

«Mi ero preparata bene e per ritmi più sostenuti, ma sia i 5mila che i 10mila sono state gare molto tattiche. Sapevo di avere del margine per il giro finale e l’ho sfruttato alla grande».

Rispetto al biennio 2024-2025, Nadia Battocletti è più forte oggi?

«Mi manca una conferma importante come quella della doppia medaglia al Mondiale di Tokyo 2025, ma i parametri rilevati in allenamento dicono di sì».

La tua grande rivale adesso è Beatrice Chebet. È battibile?

«Gli scorsi anni era senza dubbio un gradino sopra a tutte, però non penso ci siano atleti imbattibili. È difficile, ma credo che in futuro si possa fare».

A breve ti laureerai in Ingegneria edile. Come si concilia lo studio con una vita da atleta professionista di primo livello?

«Non è stato semplice, ho scelto una facoltà tosta. A volte lo sport è addirittura passato in secondo piano rispetto allo studio. Ora invece ho finito gli esami e sono più tranquilla, tra settembre e ottobre riprenderò con la mia tesi».

Tua mamma dice che dovresti staccare di più a volte, è vero?

«Me lo dice spesso e ha ragione, ma avevo delle scadenze e io odio non rispettare i tempi prestabiliti quindi non avevo molta scelta».

Meglio una medaglia ai Mondiali di Pechino o un 110L?

«Direi una medaglia a Pechino. I voti sono una cosa extra, ci tengo fino a un certo punto».

Un difetto

«Faccio fatica a vivere le cose con la giusta leggerezza».

L’Italia dello sport olimpico è sempre più multietnica.

«È vero ed è bellissimo. Lo sport è un’attività sociale e quindi può aiutare a favorire l’integrazione nel quotidiano».

Mancano meno di due anni a Los Angeles. Se potessi sognare l’Olimpiade perfetta, come sarebbe?

«A volte sogni in grande e poi la realtà ti riporta coi piedi per terra, quindi non voglio spingermi troppo in là con i pensieri. Diciamo che sono consapevole di avere la possibilità di fare bene, poi a volte serve anche fortuna».

E nel caso in cui l’Olimpiade andasse benissimo, cosa ti regaleresti?

«Mi concederei qualche viaggio e la possibilità di respirare un attimo senza l’ossessione di dover subito riprendere gli allenamenti».

Il Giornale