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Grande prova degli azzurri di Mancini in Turchia che oltre ai 4 gol mettono in mostra un gioco ritrovato e tante individualità, dai fratelli Esposito a Kayode
Unahotels, il debutto è amaro: Trento passa al PalaBigi 83-78
di Alessia Marconi
REGGIO EMILIA – Inizia la stagione 2026/2027 con la Unahotels che apre le danze contro l’Aquila Basket Trento. Si comincia con Barford, Visconti, Severini, Ogbeide e Smith che vanno sul primo possesso.
La prima palla è però della formazione ospite che nonostante un buon attacco, non trova il canestro. E’ Luca Severini a trovare la prima tripla di questa partita, alla quale viene risposto a tono dall’attacco ospite che si porta avanti 3-7 dopo pochi secondi. Barford costruisce un tiro rocambolesco e tiene i compagni in ritmo, nonostante qualche ingenuità in attacco.
Va a segno anche Visconti, ma l’impressione è che serva alzare l’asticella per gestire la fisicità dell’attacco ospite.
Entra Edwards, ma Priftis chiede un timeout sul 8-14, per provare a riorganizzare i suoi uomini. L’ingresso di Echenique gli costa subito un fallo, mentre l’attacco biancorosso continua a faticare. La difesa si inceppa e viene puntualmente sanzionata, con la Unahotels che si ritrova in bonus con ancora tre minuti sul cronometro. Piovono fischi a ripetizioni ai danni dei biancorossi, che vanno sotto di dieci punti. Speedy Smith subisce un fallo che manda in bonus la squadra ospite e può segnare due liberi che pesano come macigni. Rossato serve un assist sontuoso a Severini, che ne segna altri due, ma la strada sembra tutta in salita. Si chiude 18-26.

Si riprende con una rimessa per la Unahotels, che trova subito il canestro per mano di Lorenzo Uglietti, mentre la difesa prova a stringere le maglie sul prorompente attacco ospite.
Edwards subisce un fallo su tiro e porta a casa due liberi che ricuciono appena la distanza, ma la formazione ospite sembra essere sempre un passo avanti. Uglietti prova a prendere i compagni per mano, nel momento di massima confusione. Reggio è a -7 e fatica tremendamente a tenere il passo di una partita che sembrava fuori portata già dai primi minuti. Gli sforzi in difesa sembrano non bastare, altra azione, altro canestro subito. Ma Barford non ci sta e trova un canestro e fallo su tiro da tre punti che ridà ossigeno agli uomini di Priftis. L’attacco si affida a Barford per provare ad ingranare la marcia giusta, ed è proprio una tripla dello stesso Barford a ricucire lo squarcio 32-39. Ogbeide commette il suo terzo fallo a tre minuti dall’intervallo lungo, mentre nonostante una tripla di Smith, i biancorossi continuano ad arrancare senza riuscire ad approfittare delle ingenuità degli avversari. Due liberi del solito Barford accorciano il divario 38-41, ma l’inerzia è tutta nelle mani di Trento che scappa di nuovo via, sfruttando al meglio un fallo in attacco di Rossato e tutti i punti ciechi della difesa della Unahotels. Con uno scatto d’orgoglio, Rossato si va a prendere la tripla del 41-46, riaccendendo le speranze dei padroni di casa che vanno negli spogliatoi 43-46.

Si riprende con una rimessa per Trento, che perde palla e consente ai padroni di casa di costruire subito in attacco: il tiro di Smith viene respinto dal ferro, ma c’è un fallo della difesa e stavolta è Barford a segnare. Ma arrivano palle perse in sequenza, nonostante gli sforzi evidenti di attacco e difesa. Segna Thor, la musica però è sempre la stessa. Ogbeide commette il suo quarto fallo, la difesa non riesce a tenere sotto controllo un attacco instancabile. Rossato trova un’altra tripla e Barford subisce fallo su tiro da tre: fa 2/3 il numero 0 biancorosso, finora miglior marcatore tra le fila biancorosse. Sul 55-60 viene chiesto un altro timeout dalla panchina reggiana, per cercare di riordinare le idee, in quella che potrebbe risultare essere la parte fondamentale di questa difficilissima partita. Arrivano due triple consecutive di Rossato e dopo due liberi di Bigelow il punteggio è 61-62, ma arriva il quarto fallo anche di Uglietti. Smith tenta la tripla a fil di sirena che però non va a segno. Si va all’ultimo periodo proprio 61-62.

Si riprende con una rimessa per la Unahotels che segna subito per mano di Riccardo Rossato, Trento non smette di segnare, ma anche Barford risponde a tono, sempre dalla lunga distanza. Barford serve Thor che segna e accende il Palabigi che esplode su un ulteriore canestro di Thor che porta avanti la Unahotels 70-68. Ma anche nei momenti di grande slancio, i biancorossi non sembrano riuscire a trovare la quadra per approfittare dei punti ciechi della difesa avversaria. Segna ancora Barford e la Unahotels ora è avanti 73-71, con la palla in mano: Echenique subisce fallo ma non riesce a segnare nessuno dei tiri liberi a disposizione. Smith subisce un contatto e va a terra, lamentando un dolore al ginocchio. Trento approfitta della confusione generale per allungare di nuovo, ma Rossato non arretra di un centimetro e segna ancora nonostante venga fischiato anche il suo quarto fallo. Severini segna la tripla del 78-77, ed è ormai chiaro che il finale di questa partita si deciderà negli ultimissimi minuti. Trento passa in vantaggio di nuovo, gli animi tesissimi sia da una parte che dall’altra. La Unahotels perde palla, mentre rientrano Smith e Ogbeide, con il cronometro che vola pericolosamente verso lo 0. La Unahotels deve arrendersi all’Aquila Basket Trento per 78-83.
stmpareggiana.it
Roberto Mancini inventa un'altra Italia e reagisce alla falsa partenza col Belgio all'Olimpico, con una sonante vittoria a Bursa: il 4-1 alla Turchia
4-1 alla Turchia premia il coraggio di puntare sui giovani - Kayode e Sebastiano Esposito all'esordio azzurro -, peraltro unica via percorribile.
Non era uno spareggio, si era precipitato a dire il ct prima del fischio di inizio, ma di fatto la vittoria contro la nazionale di Montella allontana il pericolo dell'ultimo posto e della retrocessione alla B di Nations League.
Soprattutto, risultato e prestazione (primo tempo di dominio, secondo di sofferenza e maturita') sono una boccata d'ossigeno e regalano tempo alla ricostruzione pensata dal ct. La Turchia, per di piu' priva del suo regista Calhanoglu, non e' il Belgio, e la Francia venerdi' a Parigi sara' banco di prova piu' severo; ma neanche l'Italia e' stata la squadra timida e imbelle di venerdi' a Roma. Tra le note positive, la verve di Sebastiano Esposito (con il fratello Pio a rievocare storiche coppie azzurre: l'ultima dal 1' insieme nel 1915, i Cevenini), il gol del debuttante Kayode, un Tonali in crescita. E poi il gol che ha aperto le marcature, di Bastoni, tornato in azzurro a sei mesi dalla notte buia di Zenica. A dar ragione a Mancini e' poi un'idea complessiva di gioco, pensata e realizzata, che ha tenuto all'angolo la Turchia per tutto il primo tempo: il 3-0 che lo ha chiuso poteva essere addirittura più tondo.
Mancini cambia otto undicesimi rispetto al Belgio, ed e' decisamente un'altra nazionale non solo nei nomi. Bastoni e Scalvini sono coppia centrale piu' solida, Kayode a destra e Ruggeri a sinistra spingono e coprono; Tonali al centro del gioco e' piu' tonico, assistito agli esterni dal Frattesi argento vivo di questo inizio stagione e da Fagioli che ragiona palla al piede. Davanti, Raspadori completa il trio nel quale spicca il duo Esposito. Dall'altra parte, Montella privo di Yldiz oltre che di Calha si schiera con un 3-4-3, affidandosi all'estro di Arda Guler. Ma sotto la pioggia di Bursa l'Italia morde subito: reparti piu' stretti, aggressione piu' rapida, palleggio che via via cresce. Raspadori va al tiro dopo soli 5', ma libero a destra in area apre troppo la traiettoria. Il controllo del campo e del gioco si concretizza al 9': Frattesi pesca bene Pio Esposito sul limite, il destro al volo e' parato in angolo e sulla battuta, Bastoni a centroarea ruba il tempo alla difesa e alza sotto la traversa per 1-0. La Turchia alza la pressione e l'Italia arretra, ma la palla buona per il raddoppio capita sui piedi di Pio Esposito al quarto d'ora: il centravanti liberato da un rimpallo Frattesi-Celik esita davanti al portiere e si fa anticipare al momento della battuta decisiva. Gli azzurri si fanno perdonare agli occhi di Mancini con l'azione del 2-0, corale e tecnica: la fitta rete di passaggi di prima al limite libera da sinistra a destra Kayode, sul tiro il portiere non trattiene e Frattesi sul secondo palo infila in rete al 22'. Subito dopo ci prova Uzun, ma il primo tiro dei turchi e' una svirgolata alta. Ma al 26' l'Italia mette il sigillo: l'azione e' fotocopia di quella del raddoppio, la chiude col destro Kayode servito da Pio Esposito in posizione identica; 3-0 e la Turchia è al tappeto. Il colpo si sente, la squadra di Montella non riesce a imbastire azioni degne del nome, e non solo per il pressing azzurro.
Attorno alla mezzora e' ancora Raspadori ad alzare di sinistro su assist di Ruggeri, poi e' il turno al tiro di Sebastiano Esposito - fino ad allora vivacissimo a sinistra: cross di Kayode e destro al volo alto. Al rientro, Mancini cambia solo Cambiaghi per Raspadori, mentre Montella ridisegna difesa (fuori Demirali, in gran sofferenza con Pio Esposito), centrocampo e attacco con tre innesti: partenza forte della Turchia, che accorcia dopo 1' su errore della difesa azzurra, sorpresa dal cambio gioco su Aidin che pesca solo in area Ylmaz. Ma al 5' ci pensa Pio Esposito di testa a ristabilire le distanze: sul tiro di Tonali respito dal palo il tuffo di testa e' vincente. Il 4-1 spegne in parte l'ardore turco, e fortuna azzurra che sul sinistro in rete di Ylmaz al 10' Aidin e' sulla linea del pallone in fuorigioco, e l'arbitro annulla. La Turchia schiaccia l'Italia nella sua area, e al 20' il ct manda in cambo Doumbia per Sebastiano Esposito per dare sostanza al centrocampo, spostando Frattesi sulla linea degli avanti. La stanchezza pesa sulle due squadre, le distanze si allungano e al minuto 26 nel giro di 60'' sfiora il gol prima Kayode, su fuga di Cambiagi, e poi Ylmaz, murato da Scalvini in area, A un quarto d'ora dalla fine Mancini blinda l'Italia con Scamacca per Pio Esposito e Romano per Fagioli. Nel finale Arda Guler inventa per la prima volta, sotto porta Akturkoglu spreca sparando alto sottoporta. La difesa azzurra controlla Arda Guler e via via spinge la partita al fischio finale. Appuntamento venerdi', in casa di Zinedine Zidane.
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La prima della Pallacanestro Reggiana è una doccia fredda
Sono gli ospiti che cercano di tirare il primo strappo alla gara sfruttando l’atletismo di Bayehe e le accelerazioni degli esterni D.Brown ed Olivari, volando sul 14-24 grazie anche al contributo di Bigelow. Ci pensano allora gli esterni Barford e Smith a caricarsi la UNA Hotels sulle spalle, riportandola vicina a un possesso di distanza sul finale del primo tempo, con Rossato che risponde poi a Bertini chiudendo i 20’ iniziali sul 43-46. Con Charles e Darius Brown, la Dolomiti Energia riesce a respingere inizialmente gli assalti dei cecchini Thor e Rossato mantenendo il controllo del match, fino a quando proprio Rossato infiamma il PalaBigi con le due triple consecutive che valgono il sorpasso sul finire del terzo quarto (61-60). Successivamente, le squadre si scambiano continui sorpassi e controsorpassi, con Olivari che si riaccende annullando gli effetti di una bomba e di un’incursione di Rossato firmando due triple consecutive (75-77 a 3’ dal termine). Proprio il numero 8 bianconero, in seguito, spegne l’entusiasmo biancorosso acceso da una tripla di Severini e Bigelow in contropiede punisce un errore di Barford con il libero del +3. Nei minuti finali, Barford e Thor falliscono i tentativi dall’arco che sarebbero valsi il riaggancio e Darius Brown si invola in contropiede per appoggiare il canestro che sigilla la contesa sul 78-83.
I bianconeri sono stati guidati dai 23 punti e 7 rimbalzi di Olivari, i 13 punti e 7 rimbalzi di Bigelow e gli 11 punti di Bayehe. Ai biancorossi non sono bastati i 22 punti e 6 rimbalzi di Barford, i 16 punti di Rossato e i 10 punti a testa di Thor e Severini.
Lega Basket
Male con il Belgio la prima di Nations League della Nazionale del redivivo "Mancio". Più ombre che luci, evitata la goleada grazie a Donnarumma. Lunedì sera c'è la sfida con i turchi di Montella
Nel 2027 la "Freccia Rossa" riscopre l’anima della prima edizione: circuito ad anello, senso antiorario e molte delle strade che costruirono il mito
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Il percorso e le date
La via Adriatica
L’ultimo giorno e il traguardo
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