Reggiana: Il presidente Barilli conferma la fiducia al tecnico e richiama la squadra all'impegno e al rigore professionale. Alessi, Guidetti, Mei e Lanna verso la panchina


Sangue, sudore e lacrime. Messaggio dedicato ai giocatori, individuati come i principali responsabili della crisi sempre più profonda della Reggiana. Inoltre qualcuno dei senatori (Alessi, Guidetti, Mei e Lanna; non Saverino), è in odore di panchina.

La società era a un bivio dopo le dichiarazioni rilasciate dal mister Amedeo Mangone nel dopo-partita di Pagani («la società decida se il problema è l’allenatore o i giocatori»), e ha scelto di rafforzare la posizione del tecnico, consegnandogli una simbolica frusta, richiamando la squadra al massimo impegno e rigore professionale.

Aumenterà anche il tempo che dovrà essere dedicato alla squadra: da oggi tutte le mattine e i pomeriggi saranno occupati da allenamenti o da momenti in comune (in sede). Unico giorno di libertà, fino al match col Gubbio del 13 marzo, sarà domenica prossima. Una ‘full immersion granata’, suggerita dal tecnico, che ha lo scopo di ricompattare il gruppo, di smussare gli spigoli tra qualche giocatore e lo stesso Mangone. Nell’obiettivo di salvarsi: il presidente Barilli ora punta ad evitare i play out.

«Mai pensato neanche per un secondo di esonerare Mangone - esclama Barilli - Come del resto non l’hanno mai pensato Tito Corsi e Marco Lancetti. Le congetture e i nomi di possibili sostituti sono tutta farina del vostro sacco. Vedrò il mister domattina (oggi, ndr) e gli chiederò qual è la sua strategia per uscire dalla crisi. Voglio vederlo negli occhi. Se se la sente di andare avanti, come mi risulta, sarà con lui che lavoreremo per il rilancio. Non ho la più pallida idea delle ragioni che ci hanno portato a questa situazione. Il girone d’andata era stato positivo, poi abbiamo cominciato a soffrire. Anche per episodi sfortunati. Ma adesso dobbiamo voltare pagina».

Il numero uno granata è adirato coi giocatori. Incontrerà Mangone stamattina, in sede. Sarà presente anche il direttore generale Tito Corsi, il più convinto fautore della continuità. Il mister non ha alcuna intenzione di dimettersi, se nel confronto di oggi non emergeranno divergenze di vedute fino a ieri imprevedibili, la nuova linea verrà ufficialmente varata. Stamattina, alle 10,30, dovranno presentarsi in sede anche i giocatori. La resa dei conti, insomma, sarà generale.

«Mangone non è mai stato in discussione - dice Tito Corsi - quindi non è il caso di parlare di conferma. Siamo vicini all’allenatore, speriamo di uscire con lui da questo momento difficile. A nove giornate dalla fine non avrebbe senso prendere un altro tecnico. Guardate la Spal, con Remondina la situazione non è migliorata. Il presidente è sulla mia stessa lunghezza d’onda. Dobbiamo ricompattare l’ambiente. E non c’è spaccatura tra giocatori e allenatore.

Mangone si è assunto le sue responsabilità, ma giustamente ha rimarcato che anche la squadra deve farlo. Tutta la settimana lavora su cose che alla domenica vengono disattese all’’80%. La sua conduzione diventerà un po’ meno amichevole. Si dovrà stringere la cinghia, fare qualche sacrificio in più. Non ci saranno provvedimenti punitivi, ma semplici regole. Mangone non ha dato permessi e ci si ritroverà tutti domani (oggi, ndr). A rilanciarci sarà il lavoro».

di Ezio Fanticini

ilrestodelcarlino.it

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