Tragedia in Cina, muore l'imprenditore Milo Campioli. L’avevano visto domenica a Bologna in occasione della partita tra Conad Bologna e Trenkwalder

REGGIO EMILIA (26 Aprile 2012)  - L’avevano visto domenica a Bologna in occasione della partita tra Conad Bologna e Trenkwalder. Sorridente, in compagnia del figlio Giacomo (5 mesi) e della moglie Federica. Quella per il basket era una delle grandi passioni di Milo Campioli, amministratore delegato della Omso. Il giorno dopo avrebbe dovuto volare in Cina per visitare alcuni clienti e siglare nuovi contratti per la sua azienda. L’appuntamento col destino, purtroppo, per Milo, si è compiuto mercoledì notte. Il 39enne imprenditore è infatti rimasto vittima di un gravissimo incidente stradale nei pressi della città di Luzhou, nella provincia cinese del Sichuan. Le notizie sulla dinamica del sinistro sono alquanto frammentarie. Ciò che si sa è che avvenuto intorno alle 3.30 del mattino, orario cinese, e che al momento dell’incidente stava piovendo a dirotto. Assieme a Campioli, sull’automobile, erano presenti l’autista cinese, l’agente del cliente cinese con cui l’Omso avrebbe dovuto chiudere un contratto di fornitura, e l’ingegner Massimo Verona, responsabile dell’ufficio tecnico e direttore di produzione di Omso. Campioli (che al momento dell’incidente stava dormendo) è morto sul colpo, così come l’autista. L’agente ha riportato gravi ferite alla testa ed è stato trasportato all’ospedale più vicino in gravi condizioni, dove è stato operato. Verona, anche lui appisolato, è riuscito a svegliarsi in tempo ed ha riportato la frattura di una costola, un forte colpo di frusta ed altre ferite. Quest’ultimo è stato anche quello che ha immediatamente avvisato i colleghi di lavoro in Italia che hanno avuto l’ingrato compito di avvisare i familiari di Campioli. Da quanto si è appreso, l’ambasciata italiana a Pechino e la comunità cinese sul posto si stanno adoperando con grande alacrità e umanità per cercare di rendere spedite le pratiche per il rimpatrio della salma in Italia. La speranza è quella di potere riportare Campioli a Reggio Emilia entro la fine della prossima settimana.
«Siamo distrutti - dicono in azienda, alla Omso -. Milo era totalmente e completamente dedicato al suo lavoro e al suo bambino, la luce dei suoi occhi. Il suo pensiero, anche in questo viaggio, era quello di cercare nuovi mercati, nuove opportunità per continuare a far lavorare al meglio i 110 dipendenti della sua azienda». Camera ardente e funerali, al momento attuale, non sono stati ancora fissati.
Il Cordoglio di Confapi e Pallacanestro Reggiana
Non si sono fatte attendere le espressioni di cordoglio da parte del mondo imprenditoriale e sportivo per la morte di Milo Campioli, genero dell’ex presidente di Pallacanestro Reggiana e Lega Basket, Enrico Prandi. «Pallacanestro Reggiana, commossa, si stringe intorno a tutta la famiglia Prandi, all’ex presidente biancorosso Enrico Prandi, alla moglie Mariangela Pasetti, al figlio Nicola, alla figlia Federica ed al nipotino Giacomo per la drammatica e prematura scomparsa del loro caro Milo Campioli. Grande tifoso di Pallacanestro Reggiana che seguiva spesso e volentieri anche in trasferta. Pallacanestro Reggiana esprime in questo momento le più sentite condoglianze ad Enrico, a tutta la sua famiglia ed anche alla famiglia Campioli».
Questo il messaggio di Confapi: «La notizia che in mattinata si è diffusa in città ha destato profondo cordoglio in Confapi dove (Campioli, ndr) ha ricoperto per anni la carica di Consigliere del Gruppo Giovani e di Consigliere Unionmeccanica. Alla famiglia, ai dipendenti dell’azienda vanno le condoglianze della Presidente Cristina Carbognani, di tutto il Consiglio Direttivo e la struttura, oltre a quelle di Claudio Lodi, Presidente del Gruppo Giovani che, insieme  tutti i colleghi del Gruppo Giovani, e a Luca Gorreri, Presidente provinciale Unionmeccanica, si uniscono al cordoglio».
Il ricordo dei suoi amici del basket
L’improvvisa scomparsa di Milo Campioli ha suscitato un profondo choc anche nel mondo del basket minore reggiano. Milo, infatti, era molto noto negli ambienti cestistici reggiani per aver giocato, tra le altre a Bibbiano e al CT Albinea: «E’ tutta mattina che piango - attacca sconfortato Giancarlo Borghi, responsabile della allora sezione basket al Ct Albinea -. Ancora non mi capacito. Il mio primo pensiero va alla sua famiglia a cui porgo le mie più sentite e sincere condoglianze. Milo? Era un ragazzo splendido, educato. Mai una parola di troppo. Trasmetteva tranquillità a tutti. In campo me lo ricordo segnare canestri fondamentali per farci vincere. Fuori una persona gentile, in grado di risolvere con tranquillità tutti i problemi che ci potevano essere. Questo è un colpo tremendo, davvero. Di lui avrò sempre un ricordo splendido». Luciano “Ciga” Giumbini ha condiviso con Campioli tre anni di pallacanestro, come allenatore e compagno di squadra: «Un ragazzo di cuore, con cui si stava davvero bene assieme. Grande umiltà, grande semplicità, sempre sereno. Mi piace pensarlo adesso accompagnato da angeli di luce verso il posto che gli compete e da lì saprà stare vicino alle persone a lui più care e al suo piccolo bambino».
Senza parole anche i suoi ex compagni di squadra «Ancora non ci credo - dichiara con un filo di voce Silvano Guarnieri, con cui Milo aveva giocato ad Albinea -. L’avevo visto domenica scorsa a Bologna, al Pala Dozza. L’avevo preso un po’ in giro per quella barba che si era fatto crescere. E’ tutto così assurdo...». La sua scomparsa ha suscitato profonda commozione anche presso la Pol. Bibbianese.

ilgiornaledireggio

26 Aprile 2012 ore 06:55

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