Scontro tra titani. Potremmo sottotitolare così il prossimo impegno della sempre più rimaneggiata Pallacanestro Reggiana, impegnata in casa contro la Tezenis Verona

Si incontrano da avversari, nello stesso palazzetto, due degli allenatori più importanti della storia reggiana, Dadone Lombardi a parte. Sicuramente quelli che hanno più caratterizzato la storia biancorossa recente, con molte analogie: entrambi sono stati “cavalli di ritorno”, con Frates di nuovo alla guida di Reggio e Marcelletti tornato alle redini per la terza volta di quella che fu la gloriosa Glaxo Verona, ostacolo quanto mai difficile, visto che oggi la Trenkwalder è terzultima in classifica a 10 punti, appaiata proprio a Verona (con cui vanta però un –24 nello scontro diretto) e appena 4 punti sopra la coppia Forlì-San Severo. Arcigno e risoluto l’”architetto”, sanguigno e iperattivo il “professore”. Vediamo l’andamento di questo inusuale ma affascinante match.

L’ARCHITETTO MILANESE
A Fabrizo Frates sono legate alcune pagine di storia della Pallacanestro Reggiana, in particolare la straordinaria finale di Coppa Italia strappata nel 2004 con la squadra di Garris e Sam Hines. Grande organizzatore di gioco difensivo, Frates ha portato a Reggio la cultura della disciplina dando ordini e gerarchie precise sul parquet. Fu anche questo alla base della promozione in serie A. Frates ha riportato Reggio in alto. A combattere con Milano, Treviso e le due Bologna, senza paura. E lo ha fatto “alla reggiana”, ovvero con pochi soldi, ma ben investiti. Ha lanciato in serie A giocatori come Gigli, Boscagin, Infante e Mordente poi approdati in nazionale. Ha portato Nicolò Melli in panchina a soli 15 anni. Ha plasmato una squadra vincente dove anche Pol Bodetto e Sartori sono stati decisivi. Ha reso Garris e McIntyre i migliori play d’Europa. Ha portato Reggio Emilia in Uleb Cup. L’unico difetto? Secondo noi la gestione delle rotazioni.

IL PROF CASERTANO
Nella storia del basket reggiano poteva finire anche Franco Marcelletti, pirotecnico esponente della scuola meridionale. Peccato per quei due rush finali a inizio anni Duemila, con una doppia beffa (Livorno e Napoli) che, soprattutto il secondo anno, vide Reggio gettare letteralmente alle ortiche un campionati stradominato in regular season. Soprattutto nella sua prima esperienza reggiana, Marcelletti ha fatto vedere in via Guasco il gioco più spettacolare utilizzando al meglio le giocate dei vari Klack e Young. Nel 2001 costruì una squadra “schiacciasassi” che faceva veramente paura alle avversarie come poche volte nella sua storia. E’ entrato nel cuore dei tifosi anche perché si è imbestialito come pochi dopo il timeout di Finelli nelle finali playoff contro Livorno. Ha consacrato ai massimi livelli Nicolò Melli.

IL VERDETTO
Di misura, secondo noi, prevale Fabrizio Frates. Perché il tecnico milanese ha saputo concentrare in una squadra tutte le doti che servono per sfondare partendo dal basso: intensità, difesa, corsa, abnegazione e gerarchie precise. Forse le squadre di Marcelletti erano più spettacolari o più dominanti, ma nessuno come Fabrizio Frates è riuscito a cogliere l’essenza del basket applicato ai colori biancorossi. Pesano, nel computo “Marcellettiano”, gli epiloghi delle due finali playoff al palaBigi contro Livorno e Napoli, quest’ultima ancora ben presente negli incubi sportivi di molti di noi. E sull’altro piatto della bilancia, a favore di Frates, non si può non tenere in debito conto della splendida promozione in serie A del 2003. Sperando che non sia l’ultima della storia bianco-rossa.

FABRIZIO FRATES
Nato a: Milano il 16 luglio 1959
Stagioni a Reggio: 2003/2004, 2004/2005, 2005/2006, 2010/2011 (6 partite)
Partite giocate: 106
Record: 56-50
Altre squadre allenate: Siena, Treviso, Fortitudo, Cantù, Desio, Gorizia, Caserta, Montegranaro
Titoli conquistati: 1 Coppa Korac, 1 Coppa Italia, 4 promozioni in serie A, 2 volte “Miglior allenatore italiano dell’anno”.

FRANCO MARCELLETTI
Nato a: Caserta il 20 febbraio 1955
Stagioni a Reggio: 1999/2000 (8 partite), 2000/2001, 2001/2002, 2007/2008, 2008/2009 (esonerato alla 17°)
Partite giocate: 151
Record: 88-63
Altre squadre allenate: Caserta, Verona, Milano, Capo d’Orlando, Scafati, Napoli
Titoli conquistati: 1 Campionato italiano, 1 Coppa Italia, 1 promozione in serie A, 1 “Miglior allenatore dell’anno”.

fonte: reporter.it

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