- Informazione Reggio Emilia -
07/04/2011 08:44 - di Adelmo Tagliavini
Rudy Valenti manifesta grande preoccupazione. La situazione di classifica della squadra non lo lascia sereno. Nonostante la crescita della Trenkwalder, l’ala biancorossa conferma poca serenità. Le sue parole sono emblematiche.
Valenti come va?
Abbiamo vinto l’ultima gara contro la capolista Fastweb ma siamo messi peggio della settimana precedente. Casalmaggiore e Verona sono state battute e se domenica perdiamo, se la stagione fosse finita, saremmo retrocessi. Come si può stare sereni? La situazione di classifica non ci lascia sereni.
Perché tutto questo pessimismo dopo aver vinto tre delle ultime cinque gare?
Stiamo giocando meglio rispetto a quest’inverno e la classifica è sicuramente migliorata ma questo non basta per sentirsi tranquilli. Ci sarà da soffrire.
Può spiegare le ragioni che l’hanno portata a cambiare passo?
Direi che sono cambiate tante cose. Sino a qualche mese fa quando arrivavo in palestra non sapevo mai se sarei rimasto a Reggio o se invece dovevo cambiare aria.
Questo non mi dava serenità, oggi invece le cose vanno diversamente. Vado in campo con compiti precisi e so quello che devo fare, ho maggiori soluzioni a disposizione e vado in campo sereno. Diciamo ch’è cambiato tutto.
La Trenkwalder ci salta fuori? Riesce a tagliare il traguardo a braccia alzate?
Stiamo tutti cercando di fare del nostro meglio per salvarci e nessuno di noi vuole mollare.
Quante gare riuscite a vincere?
Il più possibile. Guardando la classifica, nessuna gara sembra abbordabile e alla nostra portata.
Quindi quante partite dovete far vostre?
Due potrebbero anche non bastare, ne servono tre su quattro gare.
Fisicamente come state?
A parte Frosini che continua ad allenarsi a strappi, tutti bene.
E il suo ginocchio?
Il sinistro mi dà un po’ da fare, vado in campo con la ginocchiera e non la tolgo per scaramanzia, quando l’ho fatto abbiamo perso.
A Venezia riuscite a sbancare?
Non sarà facile. La Reyer è forte, gioca bene ed ha trovato un suo equilibrio. Sarà dura.
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