Francesco Pioppi
“BARCELLONA è una squadra fortissima — esordisce coach Menetti — sicuramente la più accreditata e attrezzata per fare il salto di categoria. Una corazzata a cui dovremo impedire di espugnare il nostro fortino con tutte le nostre forze. Detto questo, non credo sarà una sfida che deciderà il campionato”. Il coach reggiano fa bene il suo mestiere, sposta la pressione sulle spalle degli avversari e cerca di limitare al minimo il carico emotivo per i suoi, ma in cuor suo sa che stasera (palla a due ore 18.15) la posta in palio sarà altissima.
BARCELLONA È, assieme a Brindisi e Scafati, l’ostacolo più alto da valicare verso la serie A. Il team di Pancotto all’andata inflisse il primo stop alla Trenkwalder (83 a 77) al termine di una partita tirata, decisa nel finale anche da un paio di ingenuità di Robinson che perse la testa. “Staremo attenti alla differenza canestri? Credo che sarebbe sbagliato approcciare la partita in questo modo — spiega Menetti — dobbiamo vincere, ma senza fare calcoli o tabelle di marcia. Il mio credo sapete qual è: una partita alla volta, con grande umiltà”.
TUTTO GIUSTO, ma è innegabile che vincere lo scontro diretto, ribaltando anche la differenza canestri metterebbe la Trenkwalder in una posizione di forza notevole. I siciliani sono reduci da una sconfitta bruciante con Brindisi (69-70), le aspettative sono alte, le pressioni forti e ben informati parlano di uno spogliatoio in subbuglio.
PANCOTTO ha avuto un acceso diverbio con Green al termine dell’ultimo match e, conoscendo il temperamento del coach, questo non può che aver stimolato ulteriormente la sua voglia di tornare alla vittoria. Dire che Barcellona scenderà in campo con il coltello fra i denti sarebbe riduttivo, la Trenkwalder dovrà essere pronta e ribattere colpo su colpo alle stilettate degli avversari che Menetti descrive così “forti, fisici. Hicks è un giocatore di serie A, Green ha giocato l’ultima finale scudetto con Cantù, Lukauskis è un giocatore di prima fascia e di livello superiore. A questi esterni vanno aggiunti lunghi dinamici e potenti come Mocavero e Martin, ma anche Dordei e Da Ros che hanno un ottimo tiro da fuori, insomma: sono veramente forti”.
LA TRENKWALDER, con il solo dubbio Chiacig (risentimento al polpaccio che non dovrebbe comunque impedirgli di essere della partita), è comunque una squadra altrettanto forte e che non può più nascondersi. Capiamo perfettamente la politica dei piccoli passi e la scaramanzia di Menetti, ma con l’ingaggio di Antonutti si è arrivati a nostro avviso alla perfetta quadratura del cerchio. Ora ci vogliono nervi saldi e determinazione. La strada è quella giusta.
“BARCELLONA è una squadra fortissima — esordisce coach Menetti — sicuramente la più accreditata e attrezzata per fare il salto di categoria. Una corazzata a cui dovremo impedire di espugnare il nostro fortino con tutte le nostre forze. Detto questo, non credo sarà una sfida che deciderà il campionato”. Il coach reggiano fa bene il suo mestiere, sposta la pressione sulle spalle degli avversari e cerca di limitare al minimo il carico emotivo per i suoi, ma in cuor suo sa che stasera (palla a due ore 18.15) la posta in palio sarà altissima.
BARCELLONA È, assieme a Brindisi e Scafati, l’ostacolo più alto da valicare verso la serie A. Il team di Pancotto all’andata inflisse il primo stop alla Trenkwalder (83 a 77) al termine di una partita tirata, decisa nel finale anche da un paio di ingenuità di Robinson che perse la testa. “Staremo attenti alla differenza canestri? Credo che sarebbe sbagliato approcciare la partita in questo modo — spiega Menetti — dobbiamo vincere, ma senza fare calcoli o tabelle di marcia. Il mio credo sapete qual è: una partita alla volta, con grande umiltà”.
TUTTO GIUSTO, ma è innegabile che vincere lo scontro diretto, ribaltando anche la differenza canestri metterebbe la Trenkwalder in una posizione di forza notevole. I siciliani sono reduci da una sconfitta bruciante con Brindisi (69-70), le aspettative sono alte, le pressioni forti e ben informati parlano di uno spogliatoio in subbuglio.
PANCOTTO ha avuto un acceso diverbio con Green al termine dell’ultimo match e, conoscendo il temperamento del coach, questo non può che aver stimolato ulteriormente la sua voglia di tornare alla vittoria. Dire che Barcellona scenderà in campo con il coltello fra i denti sarebbe riduttivo, la Trenkwalder dovrà essere pronta e ribattere colpo su colpo alle stilettate degli avversari che Menetti descrive così “forti, fisici. Hicks è un giocatore di serie A, Green ha giocato l’ultima finale scudetto con Cantù, Lukauskis è un giocatore di prima fascia e di livello superiore. A questi esterni vanno aggiunti lunghi dinamici e potenti come Mocavero e Martin, ma anche Dordei e Da Ros che hanno un ottimo tiro da fuori, insomma: sono veramente forti”.
LA TRENKWALDER, con il solo dubbio Chiacig (risentimento al polpaccio che non dovrebbe comunque impedirgli di essere della partita), è comunque una squadra altrettanto forte e che non può più nascondersi. Capiamo perfettamente la politica dei piccoli passi e la scaramanzia di Menetti, ma con l’ingaggio di Antonutti si è arrivati a nostro avviso alla perfetta quadratura del cerchio. Ora ci vogliono nervi saldi e determinazione. La strada è quella giusta.
ilrestodelcarlino
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