Il mondo «ha tanto bisogno di persone che, come voi, ricordino a tutti quali sono i valori veri della vita; di uomini e donne che mostrino con l’esempio come la via della condivisione e dell’amore sia l’unica che porta davvero alla felicità e alla pace». Lo ha detto Leone XIV a una delegazione di atleti di Special Olympics, organismo internazionale che promuove l’attività sportiva per persone con disabilità intellettive, ricevuta in udienza stamane, sabato 19 settembre, nella Sala Clementina. Dal Pontefice anche il ricordo di san Pier Giorgio Frassati, «giovane sportivo innamorato di Gesù», canonizzato il 7 settembre 2025. Ecco il testo del discorso del Papa.
Nel nome del Padre,
del Figlio e dello Spirito Santo.
La pace sia con voi!
Buongiorno a tutti,
benvenuti!
Sono molto contento di incontrarvi questa mattina, e di condividere con voi, in questo momento, la gioia degli eventi sportivi che avete vissuto. Come sapete anch’io amo molto lo sport, e sono convinto del suo grande valore formativo, perché educa la persona a valori nobili e autentici; inoltre offre la possibilità di testimoniare questi valori nell’attività agonistica e amatoriale, e prima di tutto nel vissuto degli atleti.
Fare sport vuol dire impegnarsi seriamente e con fatica, e poi mettere in comune i frutti della propria perseveranza con lealtà, fiducia, apertura, spirito di squadra, coraggio. Voi fate tutto questo, e ne mostrate la bellezza in modo veramente speciale, a chi partecipa e assiste alle gare e a chi vi conosce e vi incontra.
Papa Francesco, proprio ricevendo un gruppo di atleti di Special Olympics, ha detto che «lo sport è uno di quei linguaggi universali che supera le differenze culturali, sociali, religiose e fisiche, e riesce a unire le persone, rendendole partecipi dello stesso gioco e protagoniste insieme di vittorie e sconfitte» (13 ottobre 2017), e vi ha affidato in modo particolare questa testimonianza.
Oggi lo faccio anch’io, perché il nostro mondo ha tanto bisogno di persone che, come voi, ricordino a tutti quali sono i valori veri della vita; di uomini e donne che mostrino con l’esempio come la via della condivisione e dell’amore sia l’unica che porta davvero alla felicità e alla pace.
Per questo vi ringrazio per la vostra presenza, per l’allegria genuina che portate, per il messaggio positivo che incarnate, e vi incoraggio — atleti, allenatori, responsabili, assistenti, collaboratori — a continuare con entusiasmo la vostra opera.
Carissimi, vi affido all’intercessione di Maria e di San Piergiorgio Frassati, un giovane sportivo come voi che, innamorato di Gesù, assieme a tanti amici, ha saputo tradurre i valori dello sport in una vita buona e generosa, in una vita santa. Di cuore vi benedico, e con voi le vostre famiglie e tutte le persone che vi sono care. Grazie!
Per abbattere le barriere
Erano circa 150 gli atleti italiani di «Special Olympics», protagonisti dei World Winter Games del marzo 2025 a Torino, incontrati stamane da Leone XIV.
Fondata nel 1968 da Eunice Kennedy Shriver, sorella del presidente statunitense John F. Kennedy, «Special Olympics», organizzazione internazionale che promuove lo sport per persone con disabilità intellettive, è presente in oltre 190 Paesi e coinvolge circa 5 milioni di atleti in tutto il mondo, utilizzando lo sport come strumento di inclusione sociale, dignità e superamento delle barriere e dei pregiudizi.
Non a caso, il motto ufficiale è: Let me win. But if I cannot win, let me be brave in the attempt - «Lasciami vincere. Ma se non posso vincere, lasciami essere coraggioso nel tentativo».
Il logo dell’organizzazione rappresenta cinque figure umane stilizzate e in movimento circolare, così da simboleggiare inclusione e aggregazione di tutti gli atleti.
«Fiamma della speranza» è infine il nome della torcia olimpica che viene utilizzata in occasione dei Giochi. Come da tradizione, viene accesa ad Atene, in Grecia — là dove le Olimpiadi ebbero inizio — e poi viene portata, tramite una lunga staffetta di tedofori, fino al luogo in cui si svolgono le competizioni.
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