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Reggiana e non solo: il punto sullo sport a Reggio Emilia nel 2026

Introduzione: Il cuore sportivo di Reggio Emilia batte forte in questa primavera 2026. Tra le sfide decisive al Mapei Stadium e l'energia dei palazzetti, la nostra città si conferma una delle capitali dello sport emiliano. Facciamo il punto della situazione sulle principali realtà del territorio.

1. La Reggiana e la spinta del pubblico

La stagione della Reggiana sta entrando nel vivo. I ragazzi stanno dimostrando una grinta incredibile, sostenuti da una tifoseria che non smette mai di sognare. Analizzando le ultime prestazioni, emerge una solidità difensiva che sarà fondamentale per le prossime sfide di campionato. Il Mapei Stadium deve tornare a essere un fortino inespugnabile.

2. Basket e Volley: Reggio non molla

Non c'è solo il calcio. La Pallacanestro Reggiana e le realtà del volley locale stanno affrontando un momento cruciale. In un 2026 dove il livello tecnico si è alzato notevolmente, la cura dei dettagli e la crescita dei giovani del vivaio locale stanno facendo la differenza. Seguiremo da vicino i prossimi match per raccontarvi ogni canestro e ogni schiacciata.

3. Lo sport come volano per la città

Lo sport a Reggio non è solo competizione, ma anche un richiamo per chi visita la nostra provincia. Sempre più spesso vediamo tifosi che approfittano delle trasferte per scoprire i nostri borghi e la nostra cucina. Se volete qualche idea su come unire la passione sportiva al turismo, vi consigliamo di leggere gli ultimi itinerari su ViaggiNews.

Conclusione: Essere tifosi a Reggio Emilia è un orgoglio che si tramanda di generazione in generazione. Che si tratti di Serie A o di campionati dilettantistici, ReggioEmiliaSport sarà sempre qui a raccontarvi le emozioni del campo.

Resta aggiornato: Per una visione d'insieme su tutto lo sport nazionale e le grandi analisi tecniche, visita il nostro portale partner SportlandNews.

 

CALENDARIO SPORT IN TV OGGI Domenica 8 febbraio


 6.30 Tennis, Coppa Davis: primo turno qualificazione – SuperTennis, SuperTennis Plus, SuperTenniX

6.30 Cricket, Coppa del Mondo T20: Afghanistan-Nuova Zelanda – ICC.TV

8.00 Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026 – Rai 2 HD (9.00-13.00, 13.15-20.30, 21.00-23.00), Rai Sport HD (13.00-13.30, 14.05-15.40, 20.30-21.05), Rai Play, Discovery Plus, HBO Max, Eurosport1 (8.50-22.45), Eurosport2 (10.00-12.05, 17.15-22.45), DAZN

10.30 Cricket, Coppa del Mondo T20: Inghilterra-Nepal – ICC.TV

11.00 Tennis, WTA 1000 Doha: primo turno – SuperTennis, SuperTennis Plus, SuperTenniX, Sky Sport Tennis, Sky Sport Mix, Sky Go, NOW

11.00 Ciclismo femminile, UAE Tour Women: 4a tappa – 11.50 Rai Play Sport 1, 12.00 Eurosport 2, DAZN, Discovery Plus, HBO Max

12.30 Ciclismo, Etoile de Bessèges: 5a tappa – 14.45 Discovery Plus, HBO Max

12.30 Calcio, Serie A: Bologna-Parma – DAZN, DAZN 1

12.30 Calcio femminile, Serie A: Roma-Milan – DAZN

14.30 Ciclismo, Volta Comunitat Valenciana: 5a tappa – 15.30 Discovery Plus, HBO Max, 16.05 Eurosport 2, DAZN

14.30 Cricket, Coppa del Mondo T20: Sri Lanka-Irlanda – ICC.TV

15.00 Tennis, ATP 250 Montpellier: finale – Sky Sport Tennis, Sky Go, NOW, Tennis TV

15.00 Calcio, Serie A: Lecce-Udinese – DAZN, DAZN 1

15.00 Calcio femminile, Serie A: Napoli-Ternana – DAZN

15.45 Calcio femminile, Serie A: Inter-Fiorentina – Rai Sport HD, Rai Play, DAZN

16.00 Basket, Serie A: Napoli-Venezia – LBA TV

16.00 Volley femminile, Serie A1: Novara-Milano – DAZN, VBTV

16.50 Atletica, World Indoor Tour Karlsruhe – 18.00 Sky Sport Arena, Sky Go, NOW

17.00 Volley femminile, Serie A1: Busto Arsizio-Firenze – VBTV

17.00 Volley femminile, Serie A1: Chieri-Cuneo – VBTV

17.00 Volley femminile, Serie A1: Scandicci-Conegliano – DAZN, VBTV

17.00 Volley femminile, Serie A1: Macerata-Vallefoglia – VBTV

17.00 Basket, Serie A: Trento-Varese – LBA TV

17.30 Basket, Serie A: Tortona-Trieste – LBA TV

18.00 Basket, Serie A: Udine-Sassari – LBA TV

18.00 Basket femminile, Serie A1: Broni-Brixia – flima.tv

18.00 Basket femminile, Serie A1: Sassari-Schio – flima.tv

18.00 Basket femminile, Serie A1: Sesto San Giovanni-Venezia – flima.tv

18.00 Basket femminile, Serie A1: Roseto-Campobasso – flima.tv

18.00 Volley, Coppa Italia: finale Trento-Verona – Rai Sport HD, Rai Play, VBTV

18.00 Calcio, Serie A: Sassuolo-Inter – DAZN, Sky Sport Calcio, Sky Sport 4K, Sky Sport 251, Sky Go, NOW

20.45 Calcio, Serie A: Juventus-Lazio – DAZN, DAZN 1

21.00 Pallanuoto, Coppa Italia: finale, Pro Recco-Savona – Rai Sport HD, Rai Play

00.30 di lunedì 9 febbraio Football americano, Super Bowl: Seattle Seahawks-New England Patriots – Italia 1, Mediaset Infinity

oasport

Leone XIV: le Olimpiadi invernali promuovano i valori autentici dello sport

Nel capoluogo lombardo si allestisce il braciere olimpico, simbolo dei 25.mi Giochi invernali di Milano-Cortina 2026.

In un telegramma al vescovo di Como, il cardinale Cantoni, a firma del segretario di Stato Parolin, Leone XIV esprime l’auspicio che i Giochi olimpici di Milano-Cortina possano offrire alle comunità locali un'"occasione di testimonianza cristiana". Il messaggio letto dal porporato durante la Messa presieduta nella chiesa parrocchiale di Bormio, presenti molti giovani volontari e società impegnate nell'organizzazione

Vatican News 

 Le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina siano "occasione propizia per favorire i valori autentici dello sport: la lealtà, il rispetto, lo spirito di squadra e di sacrificio, come pure l’inclusione sociale e la gioia dell’incontro”. È l'auspicio espresso da Leone XIV in un telegramma di “cordiale e beneaugurante saluto alle popolazioni del vicariato di Bormio, coinvolte nella preparazione e nello svolgimento delle Olimpiadi”, indirizzato al cardinale Oscar Cantoni, vescovo di Como. Il messaggio, a firma del segretario di Stato Vaticano, cardinale Pietro Parolin, viene letto durante la Messa che il vescovo della diocesi lombarda presiede questa sera, venerdì 30 gennaio, alle ore 18, nella parrocchia di Bormio, per affidare a Dio i 25.mi Giochi olimpici invernali di Milano-Cortina 2026. Alla celebrazione, nella chiesa dei Santi Gervasio e Protasio, partecipano i giovani atleti delle associazioni sportive invernali del territorio, insieme ai loro dirigenti, allenatori e formatori, nonché quanti sono coinvolti nell’organizzazione e nell’accoglienza dell’evento.

Dai Giochi invernali ai Mondiali, un anno di sport

 

Non è bisestile, eppure è olimpico, sebbene soltanto a livello invernale. Il 2026 si associa inevitabilmente ai Giochi della neve e del ghiaccio di Milano-Cortina, con la fiamma di Olimpia che torna sull’italico suolo a vent’anni di distanza da Torino. Per la prima volta due città nel nome, quattro portabandiera azzurri e una geografia degli impianti sparsa lungo mezza catena alpina. L’Italia è pronta a conquistare medaglie in numerosi sport, col primo scorcio d’inverno sin qui vissuto che ha galvanizzato le attese esaltando interpreti sugli sci, sulla tavola, sui pattini o lungo il budello ghiacciato. Appuntamento con la cerimonia d’apertura il 6 febbraio allo stadio Meazza di Milano, mentre dopo sedici giorni di medaglie il fuoco verrà spento il 22 febbraio all’Arena di Verona, dove il 6 marzo scatteranno i Giochi paralimpici, che a loro volta si concluderanno a Cortina il 15 marzo. Quasi un mese e mezzo per innamorarsi di atleti sovente in ombra e scoprire discipline per lo più di nicchia, con un obiettivo ben preciso: più che le medaglie conterà ispirare la nuova generazione a mettersi in gioco nell’agone sportivo invernale.

Aldilà dei Giochi l’altro grande evento sportivo che segnerà il 2026 sarà la Coppa del mondo di calcio, anche questa per la prima volta in formato extralarge, con tre Paesi ospitanti: Stati Uniti, teatro della finale il 19 luglio a New York, Canada e Messico, alla cui capitale toccherà l’apertura l’11 giugno. Quarantotto le squadre ai nastri di partenza: ci sono già Curaçao e Haiti, Uzbekistan e Capo Verde, non ancora l’Italia, che per tornare in cartellone dopo due edizioni di assenza dovrà superare lo scoglio dei playoff. Primo atto il 26 marzo a Bergamo contro l’Irlanda del Nord, poi eventuale match decisivo, fuori casa, in Galles o Bosnia. Il calendario degli eventi estivi ruoterà attorno agli Europei di nuoto (a Parigi dal 31 luglio al 16 agosto) e di atletica (a Birmingham dal 10 al 16 agosto), due rassegne che tornano a vivere di luce propria visto che il progetto di Europei multisport messo in scena dall’Eurovisione nel 2018 e nel 2022 si è arenato dopo due edizioni. In chiave italiana, le capacità organizzative dello Stivale saranno testate in occasione dei Giochi del Mediterraneo di Taranto, dal 21 agosto al 3 settembre: la corsa contro il tempo è già scattata. Medesimo sentimento di fretta anche in Senegal, a Dakar, dove dal 31 ottobre al 13 novembre andranno in scena i Giochi olimpici giovanili.
Restando nel continente africano, fino al 18 gennaio le stelle del calcio si sfidano nella Coppa d’Africa mentre a maggio approderà in Botswana il Mondiale di staffette di atletica. La regina degli sport olimpici celebrerà anche la rassegna iridata al coperto sul finire dell’inverno a Torun in Polonia, mentre considerando le rassegne multisport l’estate sarà scandita pure dai Giochi del Commonwealth, che seppur in maniera ridotta sono riusciti a sopravvivere e a darsi appuntamento a Glasgow. Gli eventi fissi del calendario scandiranno il 2026 col loro consueto ritmo, seppur con leggerissimi ritocchi. È il caso degli Slam del tennis, con l’Australian Open posticipato di una settimana (dal 19 gennaio al 1° febbraio), il Roland Garros a cavallo tra maggio e giugno, Wimbledon a inizio luglio e lo Us Open al tramonto estivo con finalissima il 13 settembre. La stagione del grande ciclismo scatterà con la Milano-Sanremo del 21 marzo, mentre il Giro d’Italia (disegnato con partenza in Bulgaria e arrivo a Roma) si dipanerà dall’8 al 31 maggio. Il Tour de France (primo colpo di pedale da Barcellona e conclusione a Parigi) è in agenda dal 4 al 26 luglio, mentre il Mondiale su strada continua la sua esplorazione extraeuropea facendo tappa in Canada a Montreal il 27 settembre.
Gli appassionati di Formula Uno dovranno attendere il Gran Premio d’Australia dell’8 marzo per sentire rombare i motori, in una stagione che prevede ventiquattro appuntamenti, ma uno solo italiano. Imola cede il posto a Madrid, così l’unica bandierina tricolore verrà piantata da Monza il 6 settembre. Chiusura ad Abu Dhabi il 6 dicembre. La MotoGp scriverà il capitolo iniziale in Thailandia il 1° marzo, per finire il 22 novembre a Valencia, con due delle 22 tappe in Italia: Mugello il 31 maggio e Misano il 13 settembre. Il festival delle coppe europee di calcio diramerà i suoi verdetti a fine maggio: la finale della Europa League si celebrerà il 20 maggio a Istanbul, l’ultimo atto della Conference League sarà a Lipsia il 27 maggio, mentre la musichetta della Champions risuonerà il 30 maggio a Budapest, stavolta sotto il sole. La finale della vecchia coppa dei campioni andrà in scena alle 18 e non più alle 21, per consentire agli spettatori di vivere una lunga serata di festa lungo il Danubio. A proposito di Ungheria, sempre nella capitale magiara dall’11 al 13 settembre verrà proposta Ultimate Championship, la neonata rassegna partorita da World Athletics. I migliori atleti in pista in un week-end, così da distribuire dollari e accontentare tutti gli attori in campo. Ormai è noto, ma ribadirlo non fa male, sono gli interessi economici a dettare l’agenda dello sport mondiale.
Avvenire

Capitan Pippo Ricci: «Un canestro per far felici gli altri»

 

Milano in una soleggiata mattina d’autunno, il freddo è pungente, ma scalda il cuore parlare con Giampaolo Ricci, detto Pippo, il capitano dell’EA7 Emporio Armani Olimpia, la società di basket del capoluogo lombardo, la squadra più titolata d’Italia. Sorridente e alla mano, lo si riconosce lontano un miglio anche per il fisico imponente (di 202 centimetri). Pronto a raccontarti di sé così come farebbe un amico davanti a un caffè. Con la stessa schiettezza con cui ha ripercorso la sua storia nella profonda autobiografia: Volevo essere Robin. Il mio viaggio fino a qui (De Agostini, pagine 240, euro 17,90). Un cammino con tanta gavetta per il ragazzino che da Chieti era arrivato a Roma per crescere nella fucina di talenti della Stella Azzurra. Pochi avrebbero scommesso su di lui, eppure proprio dalla capitale (dove peraltro è nato il 27 settembre 1991) è partita la sua scalata umile e paziente attraverso tutte le serie minori. Da Casalpusterlengo a Verona, da Tortona a Cremona, prima di approdare nelle corazzate Virtus Bologna e Olimpia Milano. Un punto fermo della Nazionale che non ha mai mollato anche negli studi e oggi può vantare persino una laurea in matematica. Succede a chi ha sempre creduto che si possa andare oltre il perimetro di un campo da basket, addirittura fino all’Africa dove Ricci è impegnato con la sua fondazione Amani Education ODV in favore dei ragazzi della Tanzania.
Chi legge il suo libro sarà sorpreso nell’apprendere che da adolescente è stato vittima di episodi di bullismo al punto che la sofferenza per il suo sovrappeso e il crollo dell’autostima l’hanno portata sull’orlo dei disturbi alimentari… 
«All’inizio avevo il dubbio se raccontare tutto. Ma poi ho deciso di mettermi a nudo come non avevo mai fatto. Ci sono episodi che neanche mia madre sapeva e anche lei dopo aver letto il libro mi ha abbracciato. Ora pure il tifoso sa che nel mio percorso ci sono stati anche fallimenti e debolezze che io per orgoglio avevo sempre nascosto. Il libro mi ha aiutato a guardarmi allo specchio, a psicanalizzarmi».
Voleva essere Robin da piccolo ma oggi è diventato Batman. Si sente un modello per i più giovani?
«Ci provo. Soprattutto con i compagni di squadra più giovani, esortandoli a non abbattersi mai e a entrare in palestra sempre col sorriso. È quello che cerco di trasmettere anche ai ragazzi quando vado a parlare nelle scuole: essere positivi e non arrendersi mai anche nei momenti più difficili».
Nella sua carriera finora ce ne sono stati tanti?
«Sì, pazzesco è stato vincere il mio primo scudetto da capitano con la Virtus Bologna e solo pochi giorni dopo essere stato costretto ad andar via: una delusione enorme. Ma come mi è stato insegnato dai miei genitori: “in ogni difficoltà trova un’opportunità”. E Milano poi mi ha cambiato la carriera dandomi la possibilità di confermarmi ad alti livelli e diventare capitano di una società in cui tutti sognano di giocare».
L’Olimpia che in panchina ha appena vissuto un passaggio “epocale” da Messina a Poeta.
«Quando cambia l’allenatore ogni giocatore deve farsi un esame di coscienza, è stata anche un po’ colpa nostra. Con Messina ho vissuto cinque anni splendidi è stato lui a volermi e a farmi capitano, gli sarò sempre grato. Poeta è una persona di un entusiasmo incredibile e di una purezza rara».
Alla Nba ci ha mai pensato?
«No perché conosco i miei limiti, non è il mio posto per fisico e caratteristiche. Sono arrivato a Milano a 30 anni e in Serie A a 27: non ho difficoltà ad ammettere che se fossi arrivato prima non sarei stato pronto. L’Eurolega che da piccolo era il mio sogno lontanissimo è oggi la mia Nba. E poi voglio i Mondiali con l’Italia e soprattutto le Olimpiadi di Los Angeles 2028».
Il basket le ha dato tanto, ma l’ha fatta anche soffrire.
«La pallacanestro mi ha dato un bel lavoro, una bella vita. Però mi ha tolto anche tanto tempo con i miei familiari, sia nei momenti belli come diventare zio che in quelli brutti come la malattia di mia madre o la morte del nonno. Ne è valsa la pena? Sì se penso che far felice un bambino anche solo per un autografo o servirsi del basket per avere un impatto su persone anche a 6 mila chilometri di distanza ripaga di tutti i sacrifici».
Si riferisce alla sua fondazione, l’Amani Education ODV che opera in Tanzania?
«È un progetto che mi vede impegnato con tutta la mia famiglia e in cui sto investendo tutte le mie energie. Mio padre e mia madre ci andarono anni fa come medici volontari e mio fratello è nato lì, il primo bambino bianco in quella zona. Dal 2022 abbiamo tirato su una scuola secondaria con più di 100 ragazzi che l’anno prossimo diventeranno 200. L’obiettivo è arrivare a 500 e chissà aprire un’altra scuola. Non vogliamo porci limiti ma solo dare un futuro a questi ragazzi per evitare che finiscano in strada».
A lei invece cos’ha dato la matematica?
«Mi è sempre piaciuta, mi bastava stare attento per capirla. Mi ha sempre insegnato a guardare tutto in prospettiva. Come in campo non puoi stare attento solo al tuo uomo e alla tua zona per capire quello che sta succedendo, così nella quotidianità serve a volte allargare lo sguardo e se è il caso fermarti a riflettere».
Ma chi è stato Batman nella sua vita?
«Mio fratello. Fino a 15 anni abbiamo vissuto in simbiosi, e tuttora manteniamo un legame fortissimo nonostante la lontananza. E così con mia sorella giocatrice di pallavolo (in Serie A1 con Perugia). Io mi sento molto fortunato perché la mia è una famiglia stupenda. Mio fratello mi ha fatto capire anche la bellezza della paternità: credo sia arrivato anche per me il momento di creare una famiglia. Ci stiamo pensando con Silvia, la mia fidanzata…».
Lei è cresciuto, scrive, in una famiglia cattolica praticante.
«Sì sono credente anche io. E se non riesco la domenica, mi piace entrare e sostare in una chiesa vicino casa. Mi ha sempre colpito la parabola dei talenti: non dobbiamo sotterrarli ma farli fruttare. I miei genitori mi hanno educato a tendere la mano agli altri, soprattutto a chi è in difficoltà. “Chi più ha, più deve dare”. Se poi “da grandi mani derivano grandi responsabilità” come dice mamma, a maggior ragione le mie sono giganti».

Avvenire

Mondiali di atletica, ecco quando corre Nadia Battocletti


 Quando corre Nadia Battocletti ai Mondiali di atletica di Tokyo? L’azzurra, argento olimpico e campionessa di tutto a livello europeo, è indubbiamente tra le stelle che illumineranno i campionati Mondiali di atletica in programma dal 13 al 21 settembre.

Dopo il recente oro agli Europei di corsa su strada - per limitarci al suo ultimo successo in ordine di tempo - la Super-Nadia nazionale si appresta a calcare la pista dello Stadio Nazionale di Tokyo, intenzionata a regalarci altre soddisfazioni, ed ecco quando potremmo vederla in gara.

Nadia Battocletti, ecco quando corre ai Mondiali

Battocletti sarà tra le prime a scendere in pista ai Mondiali, già sabato 13 settembre alle 14.30 (ora italiana) per la finale femminile sui 10.000 metri, gara che a Parigi l'ha vista giungere fino al secondo gradino del podio.

Sarà poi sicura protagonista anche sui 5.000 - gara di cui detiene il record europeo in 14'23"15 - dapprima nelle batterie di giovedì 18 settembre alle 12.05 e, incrociando le dita, anche nella finale di sabato 20 alle 14.29.

msn.com

Mondiali di atletica: programma completo. Ecco dove puoi seguire le gare in tv e streaming


Tutto pronto per i mondiali di atletica leggera. L’Italia torna a Tokyo a quattro anni di distanza dalla magica notte olimpica delle medaglie d’oro nei 100 metri di Marcell Jacobs e quella nel salto in alto di Gianmarco Tamberi, ma non solo.

Dall’agosto del 2021 a oggi la disciplina regina di tutti gli sport ha conosciuto un boom incredibile, in termine di risultati e atleti, avvicinando un numero sempre maggiore di appassionati. Se anche tu sei tra questi, l’attesa per i mondiali di atletica leggera è finita: da sabato 13 a domenica 21 settembre gli le luci si accendono sullo Stadio Nazionale di Tokyo, in Giappone, dove a sfidarsi tra gli oltre 2000 atleti provenienti da 49 nazioni ci sarà il firmamento dell’atletica mondiale. Se cerchi il programma completo dei Mondiali di atletica 2025 ti aiutiamo noi, guarda qui sotto.
Mondiali di atletica, dove seguirli in tv e sul web

Decisamente ampia la copertura riservata alla rassegna iridata di World Athletics. In tv le immagini verranno trasmesse agli abbonati dai canali Eurosport (visibili anche sulle piattaforme DAZN, TimVision e Prime Video). A trasmettere in chiaro sarà invece la Rai, in particolare RaiDue, con passaggio su RaiSport laddove le dirette delle gare dovessero sovrapporsi ai tg.

Per quanto riguarda lo streaming, oltre a RaiPlay e Discovery+ (che propone una diretta integrale senza interruzioni, anche on demand) sarà possibile seguire le diverse fasi delle gare dalla piattaforma digitale Eurovision Sport, fruibile anche in modalità mobile grazie ad App gratuite per iOS e Android.
Il fuso orario e l'orario delle gare

Per ragioni di fuso orario, come già avvenuto in occasione dei Giochi Olimpici di Tokyo 2020, diverse fasi di qualificazione (oltre alle finali di marcia e maratona) saranno trasmesse quando da in Italia sarà notte, mentre le finali si svolgeranno in tarda mattinata o nel primo pomeriggio.
Mondiali di atletica, il programma completo delle gare a Tokyo

Sabato 13 settembre

01.00 35 km di marcia (maschile)

01.00 35 km di marcia (femminile)

02.00 Lancio del disco (femminile), qualificazioni

03.55 Getto del peso (maschile), qualificazioni

04.23 100 metri (maschile), turno preliminare

04.55 4×400 (mista), batterie

11.05 3000 siepi (maschile), batterie

11.30 Salto in lungo (femminile), qualificazioni

11.55 100 metri (femminile), batterie

12.05 Salto con l’asta (maschile), qualificazioni

12.50 1500 metri (femminile), batterie

13.35 100 metri (maschile), batterie

14.10 Getto del peso (maschile), finale

14.30 10.000 metri (femminile), finale

15.20 4×400 (mista), finale

Domenica 14 settembre

01.00 Maratona (femminile)

02.00 Lancio del martello (femminile), qualificazioni

02.35 1500 metri (maschile), batterie

04.28 100 ostacoli, batterie

11.35 400 metri (maschile), batterie

11.40 Salto in alto (maschile), qualificazioni

12.10 Lancio del disco (maschile), finale

12.25 400 metri (femminile), batterie

13.20 100 metri (femminile), semifinali

13.40 Salto in lungo (femminile), finale

13.43 100 metri (maschile), semifinali

14.05 1500 metri (femminile), semifinali

14.30 10.000 metri (maschile), finale

15.13 100 metri (femminile), finale

15.20 100 metri (maschile), finale

Lunedì 15 settembre

01.00 Maratona (maschile)

02.00 Lancio del martello (maschile), qualificazioni

02.05 Salto con l’asta (femminile), qualificazioni

02.15 3000 siepi (femminile), batterie

04.20 400 ostacoli (femminile), batterie

12.35 400 ostacoli (maschile), batterie

12.40 Salto in lungo (maschile), qualificazioni

13.10 Salto con l’asta (maschile), finale

13.20 110 ostacoli, batterie

14.00 Lancio del martello (femminile), finale

14.05 100 ostacoli, semifinali

14.30 1500 metri (maschile), semifinali

14.55 3000 siepi (maschile), finale


15.20 100 ostacoli, finale

Martedì 16 settembre

12.35 800 metri (maschile), batterie

12.40 Salto triplo (femminile), qualificazioni

13.35 Salto in alto (maschile), finale

13.40 110 ostacoli, semifinali

14.00 Lancio del martello (maschile), finale

14.05 400 metri (femminile), semifinali

14.35 400 metri (maschile), semifinali

15.05 1500 metri (femminile), finale

15.20 110 ostacoli, finale

Mercoledì 17 settembre

12.05 Salto triplo (maschile), qualificazioni

12.10 Tiro del giavellotto (maschile), qualificazioni

12.30 200 metri (femminile), batterie

13.10 Salto con l’asta (femminile), finale

13.15 200 metri (maschile), batterie

13.50 Salto in lungo (maschile), finale

14.00 400 ostacoli (femminile), semifinali

14.30 400 ostacoli (maschile), semifinali

14.57 3000 siepi (femminile), finale

15.20 1500 metri (maschile), finale

Giovedì 18 settembre

12.05 5000 metri (femminile), batterie


12.15 Salto in alto (femminile), qualificazioni

12.23 Tiro del giavellotto (maschile), finale

12.55 800 metri (femminile), batterie

13.55 Salto triplo (femminile), finale

14.02 200 metri (maschile), semifinali

14.24 200 metri (femminile), semifinali

14.45 800 metri (maschile), semifinali

15.10 400 metri (maschile), finale

15.24 400 metri (femminile), finale

Venerdì 19 settembre

10.33 Eptathlon, 100 ostacoli

11.20 Eptathlon, salto in alto

12.30 Tiro del giavellotto (femminile), qualificazioni

13.05 5000 metri (maschile), batterie

13.30 Eptathlon, getto del peso

13.45 800 metri (femminile), semifinali

13.50 Salto triplo (maschile), finale

14.15 400 ostacoli (maschile), finale

14.27 400 ostacoli (femminile), finale

14.38 Eptathlon, 200 metri

15.06 200 metri (maschile), finale

15.22 200 metri (femminile), finale

Sabato 20 settembre

00.30 20 km di marcia (femminile)


02.00 Lancio del disco (maschile), qualificazioni

02.55 Decathlon, 100 metri

02.50 20 km di marcia (maschile)

03.00 Getto del peso (femminile), qualificazioni

03.05 Decathlon, salto in lungo

04.30 Eptathlon, salto in lungo

04.45 Decathlon, getto del peso

12.00 Eptathlon, tiro del giavellotto

12.05 Decathlon, salto in alto

12.35 4×400 maschile, batterie

12.54 Getto del peso (femminile), finale

13.00 4×400 femminile, batterie

13.25 4×100 maschile, batterie

13.45 4×100 femminile, batterie

14.05 Tiro del giavellotto, finale

14.11 Eptathlon, 800 metri

14.29 5000 metri (femminile), finale

14.55 Decathlon, 400 metri

15.22 800 metri (maschile), finale

Domenica 21 settembre

02.05 Decathlon, 110 ostacoli

02.55 Decathlon, lancio del disco

04.35 Decathlon, salto con l’asta

10.35 Decathlon, tiro del giavellotto

12.30 Salto in alto (femminile), finale

12.35 800 metri (femminile), finale

12.50 5000 metri (maschile), finale

13.00 Lancio del disco (maschile), finale

13.25 4×400 maschile, finale

13.40 4×400 femminile, finale

13.55 Decathlon, 1500 metri

14.10 4×100 femminile, finale

14.20 4×100 maschile, finale

Fonte: msn.com

Sinner, martedì debutto agli US Open 2025: il calendario


Jannik Sinner giocherà martedì 26 agosto nel primo turno dell'US Open 2025. L'azzurro, numero 1 del mondo e detentore del titolo, esordirà affrontando il ceco Vit Kopriva nel primo round del torneo di New York. Sinner giocherà ovviamente sul campo dell'Arthur Ashe Stadium, il campo centrale. L'orario del match non è ancora stato ufficializzato, ma la data è scontata visto il programma ufficializzato per lunedì 25 agosto. Nella sessione serale, alle 19 di New York (l'1 di notte di martedì 26 agosto in Italia), esordisce Carlos Alcaraz: lo spagnolo, numero 2 del tabellone e del mondo, affronta lo statunitense Reilly Opelka. Sul campo dell'Arthur Ashe Stadium alle 11.30 americane (17.30 in Italia) lunedì si parte con Keys-Zarazua per il singolare femminile, a seguire Tiafoe-Nishioka per il singolare maschile. Il programma serale, alle 19 locali, propone il ritorno di Venus Williams contro la ceca Karolina Muchova. Chiusura con Alcaraz-Opelka. Sul campo del Louis Armstrong, via con il singolare femminile Krejckova-Mboko, quindi il match maschile Gomez-Draper. La sessione serale parte con Ofner-Ruud e si chiude con Parks-Andreeva. Le partite degli Us Open 2025 sono trasmesse in diretta tv in Italia in chiaro su Supertennis e via satellite sui canali di Sky Sport. I match saranno visibili anche in streaming sulle piattaforme Sky Go, Now Tv e SuperTenniX.
adnkronos

Oltre lo sport. L'esercizio fisico da Omero a oggi: quando il sudore è sacro


 Da Socrate a Filostrato, l'importanza dell'esercizio fisico come forma di saggezza: un'occasione per riflettere e allenarsi alle prove quotidiane della vita

Pensare il corpo è sempre esperienza molto interessante non solo in senso teorico, anche dal punto di vista della scrittura. Come rendere con le parole i movimenti fisici, e in genere l’allenamento del corpo? Come raccontare sulla pagina la fatica, lo sforzo che il dinamismo dello stare in movimento procura? Bill Hayes, giornalista, fotografo, nonché curatore delle opere postume di Oliver Sacks, affronta questa sfida dalla prospettiva della ricostruzione storica. In Sudore. Una storia dell’esercizio fisico (traduzione di Goffredo Polizzi, Il Saggiatore, pp. 302, euro 26) traccia una storia di quella pulsione vitale che da sempre ci accompagna e che sempre più è divenuta centrale in tante delle nostre vite. La pulsione a muoversi, esercitare e irrobustire il corpo senza indugiare nella stasi e nell’immobilità del solo pensare, o stare passivamente seduti davanti a schermi, o come che sia, perderci in elucubrazioni e ristagni che ci scollano dalla relazione con il nostro corpo. Il rapporto con il fisico è anche rapporto con il suo faticare nel mentre lo si muove e lo si allena: una traiettoria che si disegna dal mondo antico, quando il sudore degli atleti veniva conservato in ampolle, perché sacro, alla analoga dimensione sacra che oggi viene attribuita alla attività fisica, intesa come disciplina identitaria, nel senso di attività regolare che proprio nella sua regolarità ci aiuta a capire chi siamo, con un quotidiano esercizio a fortificare la nostra apparenza esteriore tanto quanto affinare il nostro più intimo sentire. Così nella bellissima citazione di Aristotele che fa da epigrafe a uno dei capitoli: «Noi siamo quello che facciamo ripetutamente, e l’eccellenza non è dunque un atto, ma un’abitudine».

Come sempre più spesso accade in certa saggistica che si vuole divulgativa in modo accattivante, l’autore costella questa ricostruzione storica del tema di episodi invece personali, autobiografici, scampoli di vita vissuta, lacerti di auto-testimonianze. L’effetto sortito è annacquare un poco un racconto che invece sarebbe di per sé stringente, dato il contenuto e la vicenda di stesso contenuto. Lunga avventura di una cura di sé e del proprio corpo che negli ultimi decenni è divenuta fonte di un narcisismo compulsivo, di un ossessivo mantenimento della propria immagine, da “scolpire” perché sia attrattiva.

Contemporaneità a parte, la traccia più bella del libro ricostruisce le concezioni dell’esercizio fisico elaborate nel mondo classico. Socrate considerava il nuoto come salvezza dalla morte; per Filostrato l’allenamento era una forma di saggezza, e sono interessantissime le considerazioni che l’autore greco fa in merito alla figura dell’allenatore dell’atleta (quello che oggi con acclamato anglicismo è definito “coach” o “personal trainer”). Costui, osservando e giudicando come qualcuno si allena, diviene giudice della sua natura intesa anche in senso morale. Per tornare all’oggi, interessanti sono anche i criteri che intervengono per formulare le valutazioni di chi si allena. Specificità (sforzare singole muscolature di singole parti del corpo), progressività, ma anche, criterio sovrano, il recupero. Riposare: lasciare che a ogni sforzo intenso del corpo segua un’adeguata, prolungata quiete che ne ristabilisca l’equilibrio. Questa storia del sudore, oltre a essere una retrospettiva dei modi in cui si è pensato all’allenamento fisico, è riflessione sulle prove cui la vita ci mette di fronte, da pensarsi come fatiche ma anche, sempre e comunque, come occasioni di crescita. Crescere mantenendosi vigili nell’ascolto di sé stessi, e capaci di riconoscere dove ci si è molto sforzati, così da regalarsi adeguati riposi. Perché ogni fatica, come ogni avvenimento, vuole tempo per sedimentarsi, assestarsi, determinare progressi. Sapere e obbedire a questo anche è allenamento – allenamento alla vita.

Avvenire

Gp Usa: la Ferrari di Leclerc in pole position

La Ferrari di Charles Leclerc partirà in pole position nel Gran Premio degli Stati Uniti, 18/a prova del mondiale di Formula 1, in programma domenica sul circuito di Austin.

Il pilota monegasco, che ha realizzato il tempo di 1.34.723, avrà al suo fianco in prima fila Lando Norris con la McLaren.

Seconda fila della griglia per la Mercedes di Lewis Hamilton e l'altra Ferrari di Carlos Sainz, mentre in terza partiranno George Russell con la Mercedes e Max Verstappen con la Red Bull
   

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Reggiana "Il 3 luglio vorrei ripartire in via Agosti"


Veni. Vidi. Vici. Roberto Goretti, al primo anno da Direttore Sportivo della Reggiana, centra il bersaglio grosso. Anche lui, da dirigente, si è guadagnato un posto nella storia del club granata. Vestito di grigio scuro, ma con le sneakers bianche d’ordinanza, era presente all’evento in Sala del Tricolore, in cui l’amministrazione comunale ha celebrato la vittoria della squadra. E la bellezza di quel luogo, quello che tenne a battesimo la prima bandiera, va dritto al cuore del dirigente: "Che bel posto. E’ davvero una sala bellissima. Complimenti".

ilrestodelcarlino.it

Lo sport è di casa nella Chiesa

L’educazione cattolica ha per obiettivo quello di educare alla “pienezza della vita”.

Una vita non semplicemente piena di belle cose, ma una vita vissuta in “pienezza”. Ma cos’è questa “pienezza di vita”? Potremmo dire che è il suo essere compiuta. Il compimento della vita di ogni essere umano è quello di aprirsi all’Altro, di aprirsi alla trascendenza. Per fare questo possiamo seguire l’esempio di Dio stesso che per riconquistare l’uomo perso con il peccato non si stanca di attirarlo a sé fino a quando, nel compimento dei tempi, dona suo Figlio: il verbo fatto carne. “Dio, che molte volte e in diversi modi nei tempi antichi aveva parlato ai padri per mezzo dei profeti, ultimamente, in questi giorni, ha parlato a noi per mezzo del Figlio” (Eb 1,1-2). L’invisibile, l’eterno, il trascendente si fa immanente, percepibile, visibile. La via dell’incarnazione riapre la strada verso il Padre, apre l’umanità alla trascendenza; per arrivare a Dio dobbiamo passare necessariamente dalla nostra umanità, con tutte le difficoltà e gli intoppi che questo comporta.

Lo sport è portatore di tanti valori umani: la propensione a superare l’altro partendo dal migliorare le proprie capacità, l’attenzione ad una sana fisicità, la collaborazione per la crescita di tutti, anche dell’avversario, il riconoscere i propri limiti. Lo sport con i suoi valori, attraverso i quali: “trascende il livello della pura fisicità e ci porta nell’arena dello Spirito” (Papa Francesco, Conferenza “Sport at the Service of Humanity”, 2016), può essere la porta più adatta, in questo nostro tempo, per parlare all’uomo, ad ogni uomo, e accompagnarlo verso l’oltre da sé dandogli la possibilità di una vera crescita. Dobbiamo riconoscere che, se pure il cristianesimo ha usato fin dall’antichità le metafore sportive per parlare di fede, non basta praticare sport perché questo diventi una scuola di vita e di fede, proprio per il fatto che non ci fermiamo al mero dato fisico che lo sport porta con sé.

Per noi cristiani la pienezza della vita è rappresentata proprio dalla trascendenza, valore che nella nostra società, spesso smarrito, viene soppiantato dalla sfrenata ricerca di un bene tangibile che non di rado finisce col rivolgersi contro la dignità umana come nel caso del doping, delle scommesse e di tutto quel mondo malato che spesso troviamo intorno allo sport. Ma quando lo sport si libera da logiche di mercato, dalla ricerca di interessi mediatici o politici, risplende per la sua realtà più bella, metafora di una vita che cerca sempre di crescere dando “il meglio di sé”. Certamente, per liberare lo sport da tutte le tentazioni che lo insidiano c’è bisogno di una vera attenzione educativa per coloro che lo praticano, soprattutto da parte di coloro che assumono la guida dei più giovani, introducendoli, attraverso le varie discipline, alla competizione sana. Spesso ci imbattiamo in settori giovanili che senza un chiaro orizzonte educativo si sentono attratti da uno sport che sport non è, scegliendo spesso le vie più facili e immediate per riscuotere successo.

È ormai tempo che la Chiesa prenda sul serio la formazione di figure di riferimento che in modo “ministeriale” si pongano a servizio della educazione attraverso lo sport. L’impegno in un campetto parrocchiale piuttosto che in una palestra di un oratorio deve essere non il passatempo per gli “impallinati” di sport, ma l’impegno educativo di una comunità che prende a cuore i suoi figli e li accompagna nella crescita spirituale che non può fare mai a meno della fisicità.

C’è bisogno di una nuova figura ministeriale, al pari di catechisti e ministri istituiti, che è già in uso in alcune associazioni cattoliche che si occupano con passione di sport in modo educativo, che venga introdotta in tutte le comunità cristiane (parrocchie, movimenti, associazioni) che si occupano di sport. Non sto parlando di allenatori e accompagnatori formati e responsabili, che già dovrebbero essere presenti nei nostri ambiti; qui si propone una nuova figura, forse anche da identificare ancora meglio, ma che affianchi alla preparazione tecnica e pedagogica dei tecnici una vera e profonda formazione spirituale che si esprima in una serena testimonianza personale.

Qualcuno mi ha insegnato che se credi nelle tue idee devi anche avere il coraggio di scelte forti: sarebbe bene, allora, condividere il più possibile la necessità di una figura di riferimento nell’ambito dello sport che sia formata al suo servizio così da essere ben riconoscibile in tutte le comunità cristiane, impegnandosi a far diventare questa scelta un vero e proprio investimento per il nostro futuro. Soprattutto in questo tempo, nel quale la Pandemia ha stravolto le nostre sicurezze e ci obbliga a dei cambiamenti generosi, possiamo affidarci ad un rinnovamento che parta proprio dalla formazione, senza la quale useremo sempre ricette “vecchie” che avranno soltanto lo scopo di mantenere l’esistente, che piano piano scompare inevitabilmente. Non facciamoci scippare il futuro, non priviamo i nostri giovani di un futuro possibile e, in ascolto dei bisogni del nostro tempo, aiutati dalla sapienza e dalla maternità che sono proprie della Chiesa, prendiamoci vera cura dello sport e soprattutto di chi lo pratica.

Don Marco Fagotti, Vicepresidente nazionale e delegato per lo Sport-ANSPI

Fonte: CEI

Tokio 2020. Gli azzurri che fecero l’impresa Italia da “109”, anzi 110 e lode

 Tokyo 2020, l’edizione record per la spedizione azzurra: 69 medaglie paralimpiche più 40 olimpiche fanno 109 podi

Gli azzurri che fecero l’impresa Italia da “109”, anzi 110 e lode

Non è quello che ti è successo a definirti: è quello che fai, è come lo fai, sono le persone con le quali lo fai. Le Paralimpiadi, in questo senso, raccontano tutto e non mentono: non ci sei solo a causa di ciò su cui non hai avuto possibilità di incidere, ma perché ha meritato di esserci. Quello sei tu, la tua storia non è ciò che non hai, ma ciò che hai ottenuto. E questo va al di là delle 69 medaglie sin qui conseguite, dall’oro, l’argento, il bronzo conquistato o il podio sfumato.

GIOVANNI ACHENZA

Nel nome di Alex Zanardi

Un incidente sul lavoro, la rovinosa caduta da una scala, la perdita dell’uso delle gambe: la vita di Giovanni Achenza, artigianato sardo di Oschiri, cambia nel 2003. Abituato a lavorare dieci ore al giorno, d’un tratto gli erano impedite anche le cose più semplici, ma aveva già un team alle spalle, la sua famiglia: la moglie Costanza, che lasciò anche il lavoro per spronarlo e stargli accanto, e le figlie che, bambine, un giorno lo invitarono ad ingegnarsi per uscire in bicicletta con loro. Tant’è: bisogna ingegnarsi. Risultato: bronzo a Rio e bronzo a Tokyo nel paratriathlon. Nel tratto di handbike, ha corso con le ruote della bici di Zanardi, che la moglie di Alex ha voluto dargli.

ALBERTO AMODEO

Non scriveranno più A.A.

Otto anni fa le sue iniziali finirono sui giornali, nelle pagine di cronaca nera. Un gioco pericoloso a una festa di compleanno in una cava, l’imprudenza di un adulto, una ruspa che lo travolge e lo intrappola: 14 bambini feriti, la sua gamba amputata a nemmeno 13 anni, quando è ancora tutto da scrivere, quando fa più male. Puoi abbatterti, sarebbe comprensibile. O puoi tornare sui giornali, qualche pagina più in là, con nome e cognome: A.A., ora maggiorenne, è Alberto Amodeo, argento paralimpico nei 400 stile del nuoto.

SIMONE BARLAAM

Papà e mamma a bordovasca

Mamma Claudia («una macchina da guerra») in ospedale disegnava squali, e quanti ne ha fatti, papà Riccardo si è inventato per lui il pesce combattente: ne ha tratto un documentario, e quel pesce per qualcuno – la nuotatrice Arianna Talamona – è diventato un tatuaggio. Nessuna pietà per la gamba più corta. C’era nel viaggio in bici con papà da Parigi a Londra, c’era nell’anno di studio in Australia, c’era in vasca a Tokyo e s’è fatta sentire. Un oro, due argenti, un bronzo.

FRANCESCO BETTELLA

Dall’oratorio di Chiesanuova

Due argenti a Rio 2016, due bronzi a Tokyo 2020 su 50 e 100 dorso classe S1, quella della tetraplegia completa che a Parigi 2024 sarà eliminata dal programma gare, scelta incomprensibile per una Paralimpiade. Ingegnere biomeccanico, affronta la disabilità anche nello studio: nella tesi lavorò sulle modifiche a una carrozzina per il rugby paralimpico, progetto per il quale ottenne una borsa di studio. È impegnato nel consiglio pastorale ed educatore presso la parrocchia di Chiesanuova, dove sono volontari anche papà Mauro e mamma Cristina, perché dare l’esempio non è solo una frase fatta.

CAROLINA COSTA

Bronzo nel nome del padre

Franco, maestro di kendo, l’ha messa sul tatami da bambina. Mamma Katarzyna, che di cognome fa Juszczak e prese parte alle Olimpiadi di Barcellona nel judo e Atene nella lotta, le ha insegnato lo spirito olimpico. Ci sarebbero tutti gli elementi per una grande carriera. Ma papà muore nel 2006 e a Carolina, dieci anni più tardi, viene diagnosticato il cheratocomo, malattia degenerativa della vista. L’assenza e la rabbia, stimoli per una rivincita. Un bronzo nel nome del padre.

ANTONIO FANTIN

Oro al bimbo che ero

«Questa medaglia va all’Antonio piccolo, che ci ha sempre creduto, e soprattutto a mamma Sandra, che quando Antonio piccolo non voleva andare in acqua, lo portava ogni giorno in piscina», questo nel giorno dell’oro nei 100 stile S6, il primo ringraziamento in diretta tv del 20enne nuotatore bibionese è stato per la madre e per quei giorni in cui serviva qualcuno a fargli forza. Perché ne vale sempre la pena.

CARLOTTA GILLI

Arrendersi non è mai un’opzione»

L’epigrafe della spedizione azzurra alle Paralimpiadi di Tokyo porta la sua firma. «Arrendersi non è mai un’opzione», il suo motto, magari non originale ma perfetto per le storie esemplari di chi vi ha preso parte. Il suo mondo a colori inizia ad oscurarsi da bambina. Mamma e papà se ne accorgono, la diagnosi è crudele: malattia di Stargardt, una retinopatia degenerativa. Ma in acqua, tutto è più blu. Bracciata dopo bracciata, arrendersi mai: vent’anni, esordio paralimpico, due ori e altre tre medaglie.

XENIA PALAZZO

Fino a Tokyo con Misha

Giovanni, dipendente di una casa farmaceutica, e Nadejda, una ragazza russa già professionista nella pallanuoto, vivono la loro storia a Palermo, dove nascono quattro figli: Xenia (1998), Sasha (1999), Misha (2002) e Masha (2005). Una bella famiglia, unita, ampia, ma per Xenia, affetta da disabilità intellettiva e relazionale, e Misha, da autismo tipico, la strada è in salita. C’è da prendere una decisione per migliorare la qualità della vita di tutti. I Palazzo si trasferiscono a Verona e l’acqua, che già era l’elemento naturale dei figli, ne diventa l’alleata. Xenia - quattro medaglie - e Misha hanno preso parte a Tokyo 2020. Hanno vinto. Insieme.

VERONICA YOKO PLEBANI

Una vita da romanziera

Una meningite fulminante a 15 anni, nel pieno dell’adolescenza, anno 2011. La tenacia, certo, e i giorni bui. Guardare te stessa, trovarti cambiata, riscoprirti bella, più forte, con le cicatrici che sono le pagine di un romanzo (Fiori affamati di vita, Mondadori) le protesi un capitolo. Si può fare. Cosa? Qualificarsi nello snowboard alle Paralimpiadi invernali di Sochi 2014, nella canoa a Rio 2016, nel triathlon a Tokyo. Se puoi farlo, beh, allora esagera. Bronzo. Un libro Veronica – che di secondo nome fa Yoko – l’ha già scritto, quest’altro si scrive da solo. E Yoko, col suo nome che richiama il sole, ha imparato a splendere.

BEBE VIO

La leggenda continua

Bebe Vio ha vinto anche stavolta. Non solo per l’oro individuale e l’argento nel fioretto a squadre, ma reagendo all’infezione che, ad aprile, le ha fatto rischiare una nuova amputazione, persino la morte. Lo ha raccontato solo a medaglia conquistata, per non crearsi alibi, e non ha smesso di sorridere, perché sempre lì si torna: quello che ti succede e quello che fai, anche per gli altri. Da art4sport, la onlus nata dalla sua famiglia, all’ispirazione che porta nelle case di chi la vede in tv. La scintilla, sul letto di casa, l’illuminazione di papà Ruggero, quel «la vita è una figata» che è il più fedele degli autoritratti.

Calcio: Figc, ok governo a aumento presenze reporter in stadi



L'Ufficio per lo Sport della Presidenza del Consiglio dei Ministri ha accolto l'istanza della Figc relativa alla possibilità di ammettere negli stadi dove si disputano le gare dei campionati professionistici un maggior numero di operatori di alcune particolari categorie: fino a 70 giornalisti (60 in più); fino a 30 fotoreporter (20 in più); fino a 85 tra addetti alla produzione audiovisiva e licenziatari dei diritti (30 in più); fino a 50 addetti ai servizi stadio (40 in più). (ANSA).

“SPORT E INTEGRAZIONE” GRANDE SUCCESSO PER IL PERCORSO EDUCATIVO NELLE SCUOLE 55mila gli elaborati realizzati dalle classi partecipanti

Lo sport, grazie ai valori positivi che lo animano, è indubbiamente uno fra gli strumenti più importanti per favorire l’integrazione e contrastare le forme di intolleranza e discriminazione razziale. È partendo da questo presupposto che il Progetto Sport e Integrazione”, promosso per il secondo anno consecutivo dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e dal CONI, in accordo con il MIUR, si è rivolto agli alunni delle scuole primarie aderenti al progetto “Sport di Classe”.

Grazie al percorso educativo sul tema dell’integrazione attraverso lo sport,  ogni classe ha realizzato un elaborato (un disegno per le classi prime e seconde, un racconto sotto forma di articolo di giornale per le terze, quarte e quinte): attraverso il disegno o il testo gli alunni hanno così raccontato le loro esperienze e riflessioni sullo sport, quale veicolo privilegiato di integrazione.

Il progetto “Sport e Integrazione: la vittoria più bella”, grazie anche ai materiali informativi (Booklet del Manifesto, Brochure Educativa e Video “Fratelli di Sport”) a disposizione delle scuole sul sito ufficiale del Progetto www.fratellidisport.it (nella sezione “Percorso Educativo”) e distribuiti tramite un kit didattico a ciascuna classe aderente, ha registrato una grande partecipazione.

Sono stati infatti ben 55mila gli elaborati realizzati, di cui oltre 1900 quelli finalisti, in rappresentanza di altrettanti istituti scolastici. Tra questi,  sono stati 104 gli istituti scolastici vincitori (uno per provincia), individuati dagli Organismi regionali per lo Sport a Scuola, d’intesa con gli Organismi provinciali.

La classe autrice del miglior elaborato di ogni provincia, in rappresentanza della scuola di riferimento, sarà premiata durante i Giochi di fine anno scolastico con un buono per l’acquisto di materiale sportivo e una targa ricordo.

Questa iniziativa si colloca all’interno di una più ampia Campagna Educativa rivolta alle scuole primarie, che prevede anche una serie di dieci Incontri con i Campioni in diverse città italiane: atleti italiani di “seconda generazione” in visita agli alunni per raccontare le loro esperienze di “Sport e Integrazione”. I primi due sono andati in scena all’Istituto Comprensivo “Marcello Candia” di Milano, con la pallavolista Valentina Diouf, la ginnasta Anzhelika Savrayuk e l’ostacolista Josè Bencosme, il secondo all’Istituto Comprensivo “Giacomo Ferrari” di Parma, con il velocista Eseosa Fostine Desalu. Gli altri otto incontri sono previsti tra settembre e dicembre.
Tutti i dettagli del progetto “Sport e Integrazione” sono consultabili sul  sito www.fratellidisport.it, la pagina Facebook “Fratelli di Sport” e il portale dell’Integrazione dei Migranti del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (www.integrazionemigranti.gov.it).

I valori e gli obiettivi di “Sport e Integrazione” sono pienamente condivisi da La Gazzetta dello Sport, che quest’anno è media partner del Progetto.

CONI
Ufficio Comunicazione e Rapporti con i Media
comunicazione@coni.it

Ufficio Stampa "Sport e Integrazione"
sport.integrazione@coni.it
segnalazione web a cura di Giuseppe Serrone e Albana Ruci