Lewis Hamilton, fresco campione del mondo di Formula 1. Un grande pilota, ma anche un uomo di fede. Ce lo fa scoprire l’intervista che sarà pubblicata sul prossimo numero di “Fogli”, l’inserto del mensile “Studi Cattolici” che l’ha concessa in anteprima ad Avvenire.
Scusi Hamilton, ma visto di persona lei non sembra il pilota “disinvolto” che conosciamo...
«Lo dice per la croce nera che tengo al collo? È un regalo. La porto da un anno».
Significa che si è convertito da un anno?
«Sono sempre stato cattolico praticante».
Per questo si fa il segno della croce prima di ogni gara?
«È normale per un cattolico. Di solito lo fanno i calciatori, anzi lo fanno i cattolici, in qualsiasi sport».
Per esempio?
«Messi, il mio calciatore preferito».
Il segno della croce come scaramanzia?
«La fede non è scaramanzia. Ho anche una croce tatuata...».
Così ha abbinato fede e look?
«Soprattutto la fede».
Chiede aiuto per arrivare primo?
«Per fare una gara al meglio».
Anche facendo qualche manovra, diciamo, azzardata?
«Se accade, poi mi confesso».
È importante la fede nella sua vita sportiva?
«È importante nella vita di tutti i giorni. Perché dà delle regole. Come i Comandamenti».
Per esempio, il decimo?
«Per fortuna non desidero niente degli altri. E nemmeno dei miei colleghi».
Va a Messa?
«Quando posso».
Altrimenti?
«Mi confesso. Non spesso, ma quando serve».
Magari dopo un sorpasso al limite del regolamento a Massa?
«Felipe è il più difficile da superare. E poi l’ho visto pregare».
La sua preghiera preferita invece?
«Il Padre Nostro. Abbraccia tutti».
Prega anche per vincere?
«Non certo per arrivare ultimo».
Il Vangelo dice: beati gli ultimi....
«Ma non in Formula 1».
Però bisogna avere un senso di carità verso il più debole.
«Faccio beneficenza, ma non in pista. In gara, il prossimo è un avversario, mai però un nemico».
L’importante è saper chiedere scusa.
«Se sbaglio, non ho problemi ad ammetterlo».
Lo dice anche Papa Francesco...
«Papa Francesco è un mito».
Le piacerebbe incontrarlo?
«Sono stato a un passo da lui. Ho visitato con la mia fidanzata la Cappella Sistina. Che emozione».
Appassionato d’arte?
«Sentivo la grandezza dell’artista e la forza di stare lì, dove vive il Papa».
Che cosa le piace di papa Francesco?
«Il modo di parlare alla gente. Anche ai non credenti. Va soprattutto a loro il suo messaggio».
Anche lei fa apostolato?
«Vivo alla luce del sole la mia fede».
I suoi colleghi che cosa dicono?
«Mi rispettano. E sa una cosa?».
Mi dica...
«Ci sono molti più credenti di quanto non sembri».
E perché non lo ammettono?
«Forse per paura».
Lei non ne ha?
«Ho Gesù dalla mia parte».
Anche quando “osa” troppo al volante?
«È il mio mestiere».
Invece nella vita privata?
«Sono diverso».
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Formula Uno Hamilton, la fede a 300 all'ora
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Formula 1, va in scena l'atto finale
ABU DHABI – Atto finale nella sfida fra Hamilton e Rosberg, domenica alle 14, ora italiana, va in scena l’ultima tappa della stagione e in pole scatta Nico Rosberg davanti al compagno di squadra. Insomma, tutto come previsto per lasciare aperta l’incertezza del risultato finale fino all’ultima gara, complice l’assegnazione del doppio punteggio. Per decidere il vincitore del mondiale dovranno verificarsi alcune coincidenze e fattori esterni. Se va tutto come previsto, non ci saranno scossoni: ovvero a Rosberg la gara e ad Hamilton il titolo. Ma se non sarà così… allora la ridda di ipotesi è ancora molto aperta.
Se Rosberg vince, Hamilton deve classificarsi dal terzo posto in giù. Difficile con quella macchina, anche se le due Williams di Bottas e Massa potrebbero riuscire nell’impresa folle di decidere un mondiale che fin dalla prima gara è stato un affare a due.
Il circuito artificiale, con le luci artificiali e ora anche una assegnazione artificiale, quella del doppio punteggio che però ha ottenuto lo scopo. Lasciare intatta fino all’ultima prova, l’assegnazione del titolo iridato: “Sì vero – dice Rosberg – ma io devo vincere e poi “aiutare” Hamilton a fare qualche errore, mettendogli pressione addosso, se mi aiuta in questo senso, allora si può fare…”. Tutto dipenderà dalla partenza, trappola per due, e dallo svolgimento della corsa. Il resto non dipenderà da loro ma dagli avversari.
“Io farò la mia corsa – dice Ricciardo – mi spiace per loro ma non mollo mica per fare un favore a qualcuno che magari non lo restituirà mai”. Ecco il sunto dell’ultima prova. Infine la Ferrari. Alonso decimo, Raikkonen nono. Oltre non si poteva andare. “Dopo aver cambiato il motore ieri dice Alonso – sapevo che non eravamo a punto, dobbiamo solo fare il massimo per la Ferrari, per me è l’ultima corsa in rosso e farò di tutto per lasciare un buon ricordo alla squadra”.
Intanto dalla Germania arrivano le voci di un nuovo responsabile della GES, Maurizio Arrivabene, già nel Cda della Juve e Vice Presidente Philip Morris International. E con lui si parla del ritorno di Ross Brawn. Lo ha detto la Sport Bild, alla Ferrari non hanno confermato nulla dicendo che si tratta solo di voci incontrollate. Fatto sta che secondo il sito mercoledì potrebbe esserci l’annuncio. Sarebbe l’ultimo cambio della stagione della rossa. L’inizio di Vettel alla Ferrari comincia già con le prime voci dalla Germania. Se questo è l’inizio sarà bene prepararsi al resto.
avvenire.it
Se Rosberg vince, Hamilton deve classificarsi dal terzo posto in giù. Difficile con quella macchina, anche se le due Williams di Bottas e Massa potrebbero riuscire nell’impresa folle di decidere un mondiale che fin dalla prima gara è stato un affare a due.
Il circuito artificiale, con le luci artificiali e ora anche una assegnazione artificiale, quella del doppio punteggio che però ha ottenuto lo scopo. Lasciare intatta fino all’ultima prova, l’assegnazione del titolo iridato: “Sì vero – dice Rosberg – ma io devo vincere e poi “aiutare” Hamilton a fare qualche errore, mettendogli pressione addosso, se mi aiuta in questo senso, allora si può fare…”. Tutto dipenderà dalla partenza, trappola per due, e dallo svolgimento della corsa. Il resto non dipenderà da loro ma dagli avversari.
“Io farò la mia corsa – dice Ricciardo – mi spiace per loro ma non mollo mica per fare un favore a qualcuno che magari non lo restituirà mai”. Ecco il sunto dell’ultima prova. Infine la Ferrari. Alonso decimo, Raikkonen nono. Oltre non si poteva andare. “Dopo aver cambiato il motore ieri dice Alonso – sapevo che non eravamo a punto, dobbiamo solo fare il massimo per la Ferrari, per me è l’ultima corsa in rosso e farò di tutto per lasciare un buon ricordo alla squadra”.
Intanto dalla Germania arrivano le voci di un nuovo responsabile della GES, Maurizio Arrivabene, già nel Cda della Juve e Vice Presidente Philip Morris International. E con lui si parla del ritorno di Ross Brawn. Lo ha detto la Sport Bild, alla Ferrari non hanno confermato nulla dicendo che si tratta solo di voci incontrollate. Fatto sta che secondo il sito mercoledì potrebbe esserci l’annuncio. Sarebbe l’ultimo cambio della stagione della rossa. L’inizio di Vettel alla Ferrari comincia già con le prime voci dalla Germania. Se questo è l’inizio sarà bene prepararsi al resto.
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