Ramagli: Vigevano ostica, voglio una Trenkwalder solida

REGGIO. La Trenkwalder sta finendo la preparazione in vista della ripresa del campionato. Domani alle 18.15 i biancorossi saranno di scena a Novara sul campo della Miro Radici Vigevano. In questi giorni la squadra si è sottoposta ad un intenso programma di allenamenti.
Come si presenterà domani la Trenkwalder?
«Direi che è tutto normale - risponde il coach biancorosso Alessandro Ramagli - la condizione è buona. Abbiamo seguito un programma intenso nei primi tre giorni con doppie sedute di allenamento mirate alla preparazione atletica. Abbiamo poi giocato l’amichevole contro la Virtus che, essendo una squadra molto fisica, ci ha spremuto per bene, mettendoci a dura prova. Peccato solo per Jamar Smith, che ha preso un colpo alla coscia e ora sta fancendo lavoro differenziato per poter essere in campo a Novara».
Pensa di averlo disponibile?
«Penso di sì. Lo spero. Vedremo nelle prossime ore».
Giorgio Boscagin come sta?
«Ora si allena senza la fasciatura alla caviglia, ed è un buon segno. Durante le feste natalizie si è sottoposto a terapie specifiche per la caviglia e sembra che abbiano giovato».
Federico Pugi? Avrà ancora il tutore?
«Pugi giocherà con una protezione al dito, ma più leggera di quella che aveva prima. Non dovrebbe creargli problemi».
Cosa ne pensa dei due americani che stanno spingendo Vigevano?
«Sono due giocatori di esperienza che da tempo dimostrano il loro valore. In particolare Boyette è una stella per questo campionato. Già a Livorno lo aveva dimostrato, e ha avuto anche una buona esperienza in Francia».
E di Jason Williams che cosa pensa?
«Williams ha giocato molto in Israele vestendo anche la maglia del Maccabi, e già questo fa capire che giocatore è. Attacca molto il canestro in uno contro uno, gioca spalle a canestro, va a rimbalzo, tiene sempre l’avversario sotto pressione. Non è uno che ha solo il tiro da fuori e se fermi quello sei a posto».
Viste le sue caratteristiche, Pugi potrebbe essere il giocatore ideale per la sua marcatura?
«Credo che tutte le nostre ali possano alternarsi su di lui in modo efficace».
Parlando di trascinatori, si può parlare di una sfida tra Fultz e Boyette?
«In campo giocano in ruoli diversi. Boyette è utilizzato da guardia. Direi che l’accoppiamento difensivo sarà tra lui e Marigney».
A Vigevano mancheranno sia Pearson che Bougaieff. Un bel vantaggio per voi, vero?
«Certo, per i nostri lunghi sarà un vantaggio, ma non rallegriamoci troppo. Anche senza Pearson hanno dimostrato di giocare bene e vincere. E’ esploso Diego Banti, un ragazzo che conosco bene per averlo anche portato con me al Trofeo delle Regioni diversi anni fa quando era un ragazzino. E’ uno che, se chiamato in causa, non si fa pregare per segnare e incidere sulla gara. Lo ha già dimostrato contro squadre molto quotate come Casale e Venzia».
Che partita si aspetta?
«Voglio che i miei giocatori facciano una gara solida come hanno fatto nelle altre trasferte. Su sei impegni esterni, ne abbiamo vinti quattro; abbiamo perso di un punto a Udine e perso più nettamente a Sassari contro la prima della classe. Credo che in trasferta spesso siamo stati bravi a gestire le situazioni. Abbiamo limitato le palle perse e non abbiamo forzato i tiri. Oltre a questo, è importante il controllo dei tabelloni. Voglio che i miei giocatori continuino a fare queste cose, perché sono il segreto per ottenere buoni risultati».
Guardando alle statistiche del campionato, balza all’occhio che la Trenkwalder è carente nei tiri liberi. State lavorando su questo aspetto?
«E’ una squadra che deve lavorare e migliorarsi in diverse cose. Una è questa. Noi ovviamente lavoriamo sempre sui tiri liberi. Alcuni giocatori non sono mai stati dei fenomeni dalla lunetta e si trascinano questo limite. Certamente è importante che si migliorino le percentuali perché in partita ci capita spesso di andare in lunetta, quindi per noi è importante fare punti da questa situazione».
Come si fa a migliorare?
«Dal punto di vista tecnico, salvo qualche caso, non è che ci sia molto da fare. L’aspetto su cui puntare è quello mentale, psicologico». (di Riccardo Bellelli - La Gazzetta di Reggio)

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