ANNO nuovo, vita vecchia. La Trenkwalder comincia il 2011 come aveva finito il 2010: perdendo.

- Il Resto del Carlino -
03/01/2011 09:42 - Rimini 87 Trenkwalder 86 

IMMOBILIARE SPIGA RIMINI: Lollis 9 (2/6, 0/1), Vukcevic 15 (6/10, 1/3), Scarone 8 (0/4, 2/3), Roderick 33 (12/16, 2/4), Filloy 13 (5/5, 0/2), Tomassini 3 (1/3 da 3), Eliantonio (0/2), Gurini 6 (1/3, 0/2), Metreveli. N.E. Gasparin. All. Caja
TRENKWALDER: Beck 3 (1/2 da 3), Valenti 11 (4/4, 0/1), Slanina 12 (2/4, 2/4), Salvi 6 (2/4), Smith 25 (4/6, 3/7), Frosini 10 (4/6), Fultz 5 (1/2, 1/4), Frassineti 14 (1/4, 4/5), Cervi. N.E. Veccia. All. Frates
Arbitri: Pascotto, Castelluccio, Beneduce
NOTE – Parziali tempi: 18-20, 42-42, 59-60. Tiri liberi: Immobiliare Spiga 17/18, Trenkwalder 17/21. Usciti per 5 falli Valenti al 39’27 (84-84) e Smith al 39’54 (85-86). Tecnico a Caja al 16’14 (31-37). Antisportivo a Cervi al 18’01 (37-42). Eimbalzi: 29-25 per Rimini. Spettatori 2.000 circa.
Dall’inviato
Daniele Barilli
Rimini –
ANNO nuovo, vita vecchia. La Trenkwalder comincia il 2011 come aveva finito il 2010: perdendo. Perdendo per la sesta volta nelle ultime sette partite. E lo fa subendo una beffa grande così. Sbagliando il tiro della possibile vittoria e ruminando quintali di rabbia dopo una gara in cui, a lungo, aveva dato l’impressione di poter scappare via e conquistarsi due punti pesantissimi. E quella, bene o male, è l’unica consolazione della giornata: l’arrivo di Frates ha dato un’anima ad una squadra che non l’ha quasi mai avuta in questa stagione. In pochi giorni il coach milanese ha cambiato volto ai biancorossi. Ora bisognerà cambiare pure la testa e le gambe. Perché se non si vince neppure nella domenica in cui si fa il 47,8% da 3 punti (11/23) bisogna preoccuparsi seriamente di una difesa ancora troppo fragile e inconsistente dentro la quale Roderick ha pasteggiato in maniera sontuosa. Malgrado tutto ciò, ieri sera, siamo usciti dal palasport un po’ più sereni. La Trenkwalder ora sembra finalmente sulla strada giusta. Sperom... 

CHE PECCATO... Le mani di Frates sono un talismano? Mah, difficile da dire. Certo è che quando si parte, le sue impronte, sulla squadra biancorossa, sono chiare. L’«architetto» mette la squadra in mano a Smith che lo ricambia mitragliando il canestro avversario (19 punti al riposo), posiziona Salvi e Valenti sotto canestro e utilizza Fultz come sesto uomo facendogli ricalcare le orme di Mordente. E la Trenkwalder, grazie anche al recupero degli infortunati, assomiglia ad una squadra vera. Tanto che prova a decollare dopo una partenza difficile (16-9). A cambiare volto al match è l’ingresso in campo di Frosini che chiude tutti i varchi sotto canestro e regala quintali di tranquillità ai compagni di squadra. Reggio, che perde Beck per i falli, gioca per qualche minuto con grande intensità e quando Smith infila due siluri nel canestro avversario, sembra pronta a divorarsi la partita. I biancorossi piazzano un parziale di 20-2 che tramortisce Rimini (18-29) ma non la uccide. La Trenkwalder sale fino al più 13 (24-37) grazie ad una tripla del recuperato Frassineti poi, però, quando Frosini esce dal campo si spengono troppe luci in casa reggiana con Cervi che si fa pure fischiare un fallo antisportivo a gentile richiesta (della panchina romagnola...). E i riminesi, un po’ alla volta, risalgono la corrente malgrado Scarone sia confinato in panchina con 4 falli. Gli ultimi sei minuti della prima frazione di gioco sono a senso unico con l’Immobiliare Spiga che piazza un parziale di 18-5 grazie al quale le squadra si infilano negli spogliatoi in perfetta parità (42-42). 

CHE RABBIA. La paura e la speranza. E, infine, la beffa. E’ tutta lì, la ripresa biancorossa. Perché prima la Trenkwalder ci spaventa uscendo dagli spogliatoi molle come uno stracchino e ritrovandosi sotto di 10 punti (56-46). Poi Frates toglie un inguardabile Beck e si riaffida alla saggezza tattica di Slanina. Il risultato? Un parziale di 16-3 in favore della Trenkwalder che permette ai biancorossi di mettere la freccia ed effettuare il sorpasso (59-62). E lì Frassineti prova a prendersi la partita e a portarla a casa con tre triple quasi consecutive che portano Reggio a più 5 (67-72). Rimini, però, non ci sta e si affida all’esperienza e al talento dei suoi senatori e alla fisicità di Roderick per risalire la corrente. Così si arriva sul rettilineo finale in un equilibrio terrificante per le nostre coronarie. Frosini regala l’ultimo vantaggio alla Trenkwalder a 8 secondi dalla fine (85-86) con un canestro contestatissimo dai padroni di casa e giunto, probabilmente, a tempo scaduto, poi Scarone è glaciale dalla lunetta e nei sei secondi finali la squadra reggiana non trova un tiratore libero e allora tocca a Slanina cercare una difficile conclusione che viene sputata dal ferro. Anno nuovo, vita vecchia...

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