di Nicola Bonafini
REGGIO EMILIA (6 aprile 2011) - Coach Fabrizio Frates, la vittoria di Forlì le ha rovinato il week end?
Noi dobbiamo pensare solo a noi stessi e migliorare la nostra intensità di gioco domenica dopo domenica. Dobbiamo avere il destino nelle nostre mani e non dobbiamo stare qui a stressarci pensando a ciò che fanno le altre concorrenti. La salvezza ce la dobbiamo conquistare noi sul campo. Mostrando la capacità di migliorarci giorno per giorno, allenamento dopo allenamento.
Coach, lo sa che la vittoria di Reggio di venerdì e quella di Forlì, domenica, ha fatto arrabbiare San Severo e si rischia addirittura un’inchiesta federale?
Su questo: no comment.
Parliamo di basket, e di questa Trenkwalder che sta acquisendo sempre maggiore solidità...
La squadra sta crescendo. Come compattezza e anche dal punto di vista tecnico, sono stati mostrati dei progressi. Siamo più equilibrati e meno “farfalloni”. Il fatto è che abbiamo veramente poco tempo di lavoro dietro alle spalle. Purtroppo abbiamo perso mesi di lavoro assieme. Adesso stiamo cercando di recuperare a tappe forzate, ed un minimo di identità tecnica, ed anche morale, la stiamo trovando.
Estraniandoci per un attimo dall’impellenza del momento, quanto si avvicina questa Trenk al suo ideale di gioco?
Di strada ce n’è ancora da fare. Come continuità, anche nella stessa partita. Ancora non abbiamo ben chiare le idee in testa e cosa si deve cercare di fare. Gli errori sono sempre meno, ma rimangono presenti. Noi non possiamo mai prescindere dalla determinazione, dall’essere al massimo delle nostre capacità psicofisiche in ogni partita. Con, assieme a questa, una buona dose di furore agonistico.
L’elemento, di cui parlava anche in conferenza stampa postpartita, è che, nonostante gli errori da "pollaccioni", quelle sbandate incredibili che la squadra prendeva prima, adesso non succedono quasi più. Concorda?
Diciamo che sono meno devastanti. E soprattutto adesso reagiamo, riusciamo a mettervi una “pezza”, e reagiamo. Non andiamo più sotto ed è finita lì. Ma ancora, questi, sono i sintomi che il gruppo non è ancora compatto. Riguardando gli errori di venerdì sera, si nota perfettamente che sono errori di comunicazione. Sul break della Fastweb propiziato da 3 bombe consecutive, sono stati errori di comunicazione e di mancanza di famigliarità tra i giocatori. La prima è Pini che non capisce il nostro passaggio alla difesa a uomo e rimane a zona. La seconda eravamo 3 a uomo e 2 a zona. Mancano proprio gli automatismi, l’idea di intendersi con uno sguardo ed un giocatore in campo, che, senza bisogno che intervenga sempre l’allenatore, faccia due urla per richiamare tutti a maggiore attenzione. Noi un leader vocale non ce l’abbiamo, ma il conoscersi in campo è una cosa che arriva col tempo.
Così come col tempo arriverà anche una migliore circolazione di palla?
Purtroppo sono le nostre caratteristiche, Dawan è uno che costruisce, ma che spesso deve anche finire. Poi i nostri lunghi sono giocatori molto interni, che non hanno grandissime doti di passaggio. Poi sai, ormai le squadre avversarie le partite contro di noi le preparano in un certo modo. Venerdì, Casale cambiava su tutte le situazioni e riempivano l’area. Poi abbiamo sempre segnato 76 punti, che è una buona media. Anche se la chiave per le nostre vittorie sono i 65 che concediamo.
Inoltre anche il fatto di perdere una partita di 20 e vincere l’altra nella forma di venerdì, può essere considerato un segno di crescita?
Sicuro. A Scafati c’eravamo con la testa, non c’eravamo con l’istinto. Eravamo scarichi, perché nel nostro intimo sognavamo già che la vittoria di Forlì ci avesse salvato. Quella vittoria con i romagnoli è stata vissuta con una tale ansia, che ha scaricato emotivamente la squadra. E questo è un nostro grande limite, che si traduce nel non aver mai vinto due partite di fila. Centrare i traguardi parziali e sedersi. Come la famigerata vittoria con Jesi, che fu seguita da una settimana di allenamenti non all’altezza.
Quindi è una cosa che percepisce anche nelle sedute di pratica?
Si sente. Meno, ma si sente. E’ che questa squadra fa talmente tanta fatica a produrre punti in classifica che quando accade, spesso alza le mani dal volante.
Ultime due questioni, coach. La prima: le condizioni della squadra alla ripresa degli allenamenti?
Vediamo. Noi dobbiamo sempre gestire un po’ Ale Frosini, il quale svolge sempre un lavoro particolare. Per il resto, pare che stiano tutti bene.
Infine: chi vince gara 5 tra Real e Valencia di Eurolega?
E’ una partita aperta a qualsiasi risultato. Valencia ha dimostrato di poter giocare alla pari con i Blancos . Assegno un 2% di favore in più al Real, perché gioca in casa.
ilgiornaledireggio.it
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