Antonutti: Reggio è l’occasione per fare un salto di qualità

Michele Antonutti ha scelto di festeggiare i prossimi due compleanni (saranno 26 primavere domenica 19 febbraio) insieme alla Trenkwalder. Il nuovo acquisto della società biancorossa ha firmato un contratto che lo lega al basket reggiano fino al giugno del 2013. Ieri mattina è stato presentato nella sede di via Martiri della Bettola dall’ad. Alessandro Dalla Salda e dal ds Alessandro Frosini. Nato nel 1986 ad Udine, Antonutti vanta un curriculum di tutto rilievo (8 anni a Udine, 3 nel Montegranaro) con esperienze importanti nella serie maggiore E’ stato acquisito per colmare la falla dovuta alla forzata assenza di Rodolfo Valenti reduce, come noto, da un intervento chirurgico. «Da giovedì – ha spiegato Dalla Salda – è uno dei nostri e condividerà la nostra avventura nella seconda parte di questo campionato e in tutto la prossima stagione. Ha l’età giusta per inserirsi nel gruppo. Abbiamo trovato subito l’intesa». «E’ l’uomo che fa per noi – ha insistito l’altro Alessandro, Frosini – perfetto per il nostro torneo. Sarà una pedina preziosissima per le dodici partite che ci aspettano e gli eventuali play off. Il suo ruolo è in posizione quattro ma alla bisogna sa adattarsi perfettamente a giocare da tre. Sarà la nuova “spalla” di Filloy e Menetti potrà ora disporre di più soluzioni tecniche con diverse opzioni tattiche. E’ un ragazzo atletico e veloce che sa farsi valere sia sotto canestro che fuori, specie nei tiri dall’arco dei 3 punti». E lui cosa pensa? Le prima parole sono di circostanza: «Per me è una occasione importante. Posso giocare in una squadra blasonata e della quale tutti coloro che mi hanno preceduto hanno detto un gran bene. La prima accoglienza, debbo ammetterlo, è stata gradevole e il mio compito sarà quello di inserirmi gradualmente in un gruppo già amalgamato e perfettamente consolidato. Il mio proposito è quello di ricambiare la fiducia che mi viene accordata». Poi qualche simpatico accenno di carattere personale: «Conto di essere l’olio giusto per un motore che marcia già a pieni giri, un portatore di energia positiva nei momenti più duri della partita». Poi scherza: «Ho fatto gli studi da geometra e, dunque, potrei diventare il compasso che disegna il gioco». Cosa è successo al gruppo in cui militava sino a l’altro ieri? «Per il Montegranaro l’inizio di stagione è stato molto difficile e io sono stato poco utilizzato. Lo spostamento in città, ad Ancona, è stato piuttosto traumatico ed i problemi economici collegati allo sponsor non ci hanno aiutato. Non potevo perdere l’occasione che mi sta offrendo Reggio». Città in cui sa che si fanno tortelli ma non cappelletti, e di cui non conosce il centro storico per averne visto solo uno scampolo in una notte di brutto tempo qualche anno fa. «Con Frassineti – racconta - ho giocato in un raduno dell’Under 20 di cui erano capitano; con Valenti sono stato a Porto San Giorgio; con Filloy ho lavorato nel Montegranaro; di Chiagic ho il ricordo di due incontri e condivido l’origine friulana; Ruini ha svolto infine la preparazione con me nel Montegranaro dove, fra l’altro, ho conosciuto bene anche il coach Menetti». Con quest’ultimo ha una comune prerogativa: la scaramazia. Ragion per cui è inutile chiedergli pronostici e previsioni. «Si vedrà. Io so solo che farà di tutto per aiutare a trovare la chimica giusta. Del resto parleremo alla fine».

lagazzettadireggio

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