Ascolta la diretta con il commento di Giuseppe Serrone:
Francesco Pioppi - ilrestodelcarlino
“STARE FERMI 20 giorni non è una cosa semplice — esordisce Menetti — è facile perdere ritmo e diventa poi difficile togliere la polvere dai mobili, ma noi abbiamo grande voglia di rigiocare davanti al nostro pubblico. Stiamo uniti e mettiamocela tutta per fare una buona partita”. Il coach biancorosso è visibilmente e comprensibilmente scocciato. La Trenkwalder negli ultimi cinquanta giorni ha giocato tre partite (con Forlì, Piacenza e Verona) perdendo male contro i veneti, senza avere così la possibilità di riscattarsi immediatamente.
I RINVII per neve a tappeto, in uno sport che si gioca al caldo nei palazzetti, sono sembrati figli di un coordinamento in stile “Banana Republic” e oltre a lasciare gli appassionati a bocca asciutta, hanno lasciato l’ambiente biancorosso con l’amaro in bocca. Brescia arriverà questa sera a Reggio (ore 20,45, diretta Rai Sport 1) con l’entusiasmo e la consapevolezza di essere una matricola terribile, domenica ha spezzato le reni a Verona con un blitz autoritario (58-70 il finale) e Menetti, che ha visto dal vivo la partita, non si fida di una squadra che da tempo fa pretattica spacciandosi piena di acciaccati: “Io li ho visti in ottima salute — precisa il coach reggiano — non ha giocato Thompson, che non so se contro di noi ci sarà, ma gli altri hanno fatto tutti un’ottima partita. Ricordiamoci anche che hanno il ‘vizietto’ di vincere in trasferta con squadre forti, hanno espugnato Barcellona, Brindisi e Jesi”.
UNO SCOGLIO non facile da superare dunque, anche se la Trenk ha recuperato tutti i suoi giocatori e avrà un Michele Antonutti in più: “Un ragazzo intelligente, che si è inserito in punta di piedi — continua Menetti — e che si dividerà il minutaggio con Filloy. Giocherà anche da numero 3? Se stanno tutti bene credo proprio di no: è qui per allungare la rotazione dei lunghi”.
IL NUOVO ARRIVATO incrocerà le armi con pari ruolo molto duttili come Farioli, Rezzano, Ghersetti (15 punti e 6 rimbalzi a partita) e a tratti con il lituano Deividas Busma, colosso di 212 cm e 120 kg, che tira da 2 con il 65% (terzo assoluto in Legadue). Oltre a questi ottimi giocatori: “Hanno Gergati e Bushati che gli spaccano la partita, sempre, e fanno dunque la differenza — precisa il coach della Trenk — e a questi dovete aggiungere Goldwire che è un giocatore fortissimo, protagonista anche l’anno scorso della miracolosa salvezza di Forlì”.
LA SFIDA tra i due folletti americani Robinson-Goldwire sarà il piatto forte del match, ma il timoniere biancorosso precisa: “Sono un gruppo forte, unito e coeso, non di solisti”.