Trenkwalder Reggio Emilia: l'allenatore Max Menetti trova la chiave del successo

«SIAMO stati bravi a fare le cose giuste quando contava. A non perdere la testa nel momento più difficile, contro una squadra che ha impostato la sua partita su una difesa fisica, molto energica. La chiave della nostra vittoria è qui». Arriva in sala stampa con tutta la fatica del match addosso il coach della Trenkwalder Max Menetti, ma è comprensibilmente soddisfatto. «E’ stata una gara durissima, come lo saranno tutte da qui alla fine. Ecco perchè è importantissimo saltarci fuori col carattere, nei momenti chiave. Noi ci siamo riusciti. Bisogna dare i giusti meriti alla Sigma per la sua intensità difensiva». Secondo il tecnico avversario, Pancotto, la sua squadra ha applicato alla perfezione il piano partita, eppure ha perso. Menetti sottolinea: «E’ un’analisi che può starci, ma con tutto il rispetto per Pancotto, che dopo 1000 e passa partite tra i professionisti le gare le sa preparare, loro ci hanno messo sì in difficoltà: ma noi siamo riusciti a rendergli la pariglia». Contro i messinesi hanno faticato parecchio Slanina e Filloy. «Donatas ha fatto quello che gli ho chiesto - dice Menetti - difendere come un mastino su Lukauskis. Demian merita un plauso: ha giocato nonostante gravi problemi personali perchè voleva dare una mano ai compagni. Chiaro che non poteva essere al massimo».
Domenica si va a Scafati, contro la squadra più in forma del momento. «Uno dei punti di forza della nostra stagione - osserva ancora Menetti - è che tutto l’ambiente, mass-media compresi, è contento di come vanno le cose. Andremo a Scafati per giocarcela, ma senza ansia da prestazione ». A margine Menetti dedica un elogio anche al suo vice, Flavio Fioretti. «L’ultimo time-out l’ha gestito lui, conosceva tutti gli schemi della Sigma e ha disegnato la rimessa che avrebbero fatto. Così abbiamo evitato che facessero un tiro facile».
Gabriele Gallo - Il Resto del Carlino 20/02/2012

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