REGGIO. «Anche se di fronte c’era la capolista, contro Varese
abbiamo giocato con l’unico obiettivo: vincere. Purtroppo ci è mancata
la giusta freddezza nei momenti decisivi. Siamo però coscienti di
esserci battuti senza timori e con determinazione sino all’ultimo
secondo. Meno male che hanno perso anche Milano e Brindisi, per cui le
distanze sono rimaste immutate». Donatas Slanina mette in archivio con
un misto di rabbia e orgoglio il ko con i lombardi e continua a pensare
positivo. Contro Varese è rimasto in campo per 18 minuti con 2/3 dal
campo, 3/3 dalla lunetta e 11 di valutazione, con il miglior “+/-“ della
squadra biancorossa (10).
Il capitano della Trenkwalder ha lavorato sodo, sia in difesa
che in attacco, commettendo due falli e subendone quattro. Cosa
chiedergli di più?
«In effetti sono contento della mia prestazione – confessa – e
se abbiamo perso credo sia dipeso solo dalla fatica che alla fine si è
fatta sentire, facendoci perdere in lucidità. Il momento clou, della
svolta a favore degli ospiti, è stato un loro assalto ripetutamente
fallito, ma con la palla sempre recuperata dai loro attaccanti che, al
quarto tentativo, hanno fatto centro. Penso proprio sia stato uno
“schiaffo” che ha inciso sulla nostra fiducia. Abbiamo avuto, in pochi
secondi, la consapevolezza che avevamo di fronte un avversario dalle
mille risorse».
I limiti della Trenkwalder?
«Noi ci eravamo preparati alla perfezione. Abbiamo studiato le
loro geometrie, ci siamo disposti in campo per far fronte ad ogni
evenienza. Quando però la nostra difesa ha concesso quei quattro
rimbalzi consecutivi, si è creato un blocco psicologico, ci siamo
spenti. In attacco, infine, ci è mancata la precisione proprio nei
momenti clou. Dunque, soddisfazione per la prima parte della gara, con
un recupero fantastico del divario che si era creato, ma nella seconda
siamo stati meno brillanti e abbiamo pagato dazio».
Sabato prossimo giocherete a Brindisi.
«Sì, il prossimo turno purtroppo è a Brindisi. Una gara
pressochè decisiva per i playoff, su di un campo scomodo, molto
“stretto”, con i tifosi che ti sono addosso. Quando vai a fare le
rimesse non c’è quasi lo spazio per muoversi. Sarà dura – conclude il
capitano biancorosso – ma statene certi che proveremo fino in fondo a
fare nostra la partita».
Gazzetta di Reggio
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