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18/02/2011 09:42 - Con la Trenkwalder che lotta per evitare il declassamento in A Dilettanti, diventa azzardato pensare a quanto potrà succedere tra qualche mese. Per sognare bisogna conservare la categoria altrimenti è tutta aria fritta, ma l’ipotesi lock out nella Nba non può passare inosservata anche da queste parti.
Cosa succede
Stelle di prima grandezza non possono stare a sedere inutilizzate per mesi. I giocatori devono continuare ad allenarsi per non perdere ritmo, tenuto conto che gli Stati Uniti vorranno presentarsi alle Olimpiadi di Londra 2012 con una squadra di valore per confermare il titolo vinto a Pechino nel 2008.
Giocatori in Europa
I giocatori potranno quindi varcare l’Oceano e passare da questa parte del Globo. E’ logico che anche in Grecia, Spagna, Turchia si segue da vicino l’evolversi della situazione.
Lock out anche nel’98
L’Nba prese il via in febbraio anziché ad inizio novembre come consuetudine e la stagione regolare si ridusse drasticamente dalle 82 gare in calendario alle 50. In attesa che il torneo riprenda il suo tragitto, molti giocatori transiterebbero in Europa. A quel tempo presero la strada del nostro Paese giocatori famosi come Michael Olowokandi (prima scelta assoluta al draft) e Vinny Del Negro. Il primo alla Virtus, il secondo alla Fortitudo Bologna. A Verona approdò Lou Bullock. Sempre in riva all’Adige ci fu una gara esibizione tra Glaxo e Stefanel con protagonisti Charles Barkley dei Suns e Robinson degli Spurs.
Le parole di Kobe
Nelle scorse settimane Kobe Bryant aveva dichiarato a un media americano che l’eventualità lock out, lo porterebbe in Italia. Avendo sempre dichiarato amore fraterno alla nostra città, il sogno per ammirarlo in maglia Trenkwalder non sarebbe campato per aria. Anche gli italiani protagonisti negli Usa, Gallinari, Bargnani e Belinelli farebbero tappa nel nostro Paese.
Conclusioni
Ad inizio gennaio, appena rimesso piede in Italia dopo un mese a contatto con le star stelle e strisce, abbiamo girato il quesito al patron biancorosso Stefano Landi. Questi ha sorriso ma non ha detto no. E’ logico che tanti club europei sarebbero pronti a coprire d’oro un giocatore come Bryant, ma l’ultra miliardario Kobe non passererebbe da queste parti per soldi. D’altra parte farebbe un certo effetto vedere uscire dal tunnel del nostro infausto PalaBigi, un giocatore in carne ed ossa con la maglia numero 8 della Trenkwalder che di nome faKobe e di cognome Bryant. Sarebbe un battage pubblicitario straordinario. Rivedere Kobe in via Emilia a spasso con la moglie e la famiglia, alzi la chi non lo sognerebbe? Però tutto questo passa ora in secondo piano. Prima bisogna che la Trenkwalder si salvi, altrimenti non se ne fa nulla.
Cos’è il lock out
Quest’anno i bilanci dei club americani chiuderanno con un forte passivo. Si vocifera di un bilancio complessivo previsto sui 350 milioni di dollari.
Il contratto collettivo dei giocatori Nba scadrà il prossimo 30 giugno e questi non vogliono vedersi ridurre gli stipendi come invece è stato prospettato dal Commisioner. La crisi economica ai giocatori non interessa. Una volta in cui questi hanno ricevuto la proposta dall’Nba della riduzione drastica dei compensi, l’associazione dei giocatori ha risposto picche. Quindi cosa fare? Aspettare per trovare un accordo o arrivare ad una rottura?
La situazione si presenta molto ingarbugliata e l’incognita che il campionato possa partire in grave ritardo è molto reale.
Kobe Bryant nasce a Philadelphia il 23 agosto’78. Guardia ala di passaporto americano veste i colori dei Los Angeles Lakers. Ha conosciuto la nostra città per averci vissuto due anni nel periodo in cui il padre Joe vestiva i colori della Riunite vini alla fine degli anni Ottanta. Stella di prima grandezza del firmamento cestistico, ha vinto cinque titoli Nba di cui due da miglior giocatore. Per lui anche una medaglia d’oro alle Olimpiadi di Pechino nel 2008. Gli oltre 28 mila punti totali realizzati, lo pongono ai primi posti assoluti tra i migliori marcatori NBA di sempre. È invece al 4º posto per quanto riguarda i migliori realizzatori di sempre nei playoff, con 5052 punti (primo Michael Jordan con 5987), record che potrebbe superare. Un sondaggio di TNT lo ha eletto giocatore della decade (2000-10). Domenica sarà allo Staples Center di Los Angeles per la sfida All Star Game tra East e West. E’ il terzo figlio di Joe e Pamela. Sposato ha due figlie.
(pagina a cura di Adelmo Tagliavini)
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Bryant alla Trenkwalder?: Ora con il lock out alle porte, si apre lo spiraglio per portarlo in maglia Trenkwalder
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Trenkwalder, un gigante nel mirino: John Bryant
- Il Resto del Carlino -
16/07/2010 09:18 - Gabriele Gallo
ATTERRANO stamattina in Italia, di ritorno da Las Vegas via Charlotte, Pier Francesco Betti, direttore sportivo della Trenkwalder, e Piero Coen, neocoach dei biancorossi. Come era lecito attendersi non hanno messo in valigia il centro Usa (e magari anche la guardia tiratrice nel caso venisse giubilato Donatas Slanina), obiettivo principale della loro trasferta oltre Atlantico, ma dalla Summer League disputata nel Nevada tornano con un taccuino pieno di nomi interessanti. Certezze assolute su quali vi siano scritti non se ne hanno; ma mettendo insieme le prestazioni dei singoli durante l’abituale kermesse estiva a stelle e strisce, con le caratteristiche del lungo concupito dal management reggiano (pivot di stazza, che arpioni rimbalzi sia in attacco che in difesa e che magari faccia canestro abbastanza spesso) e aggiungendovi le indicazioni di fonti attendibili, qualche ipotesi credibile si può tranquillamente fare. A partire da quelli che, ad oggi, sono fondamentalmente sogni.
VUOI PERCHE’ sono giocatori che attendono un possibile ingaggio in Nba, vuoi per il loro, in questo momento specialmente, alto costo. Parliamo, innanzitutto, di Othello Hunter, 24 anni, 203 cm per 102 chili, con all’attivo già due stagioni in Nba (giocando pochino, per la verità) nelle fila degli Atlanta Hawks. La scorsa stagione l’ha iniziata nella città della Coca-Cola, prima di approdare in Grecia, Atene sponda Ilisiakos, dove si è fatto notare per le sue indubbie qualità.
A RUOTA segue l’interessamento per Chris Richard, di un anno più grande, 2 metri e 6 di altezza per 116 kili di peso. Con esperienze nei Minnesota Timberwolves e in D-League, lo scorso anno ha militato nei Chicago Bulls ritagliandosi un buon spazio in regular-season per finire poi ai margini nei play-off. Parlando poi di pivot di stazza lo è certamente Dexter Pittman, autentico carrarmato di 206 centimetri per 137 kg. Scelto al secondo giro ai draft Nba da Miami (col numero 32) sarebbe sicuramente uno dei giocatori ideali per Piero Coen, ma oltre all’ingaggio alto ha pure parecchie richieste. Più abbordabili altre piste sulle quali si starebbe concentrando l’interesse di Betti e company. Piace molto infatti, a quanto si sa, John Bryant, colosso bianco di 2 metri e 11, formatosi nell’università di Santa Clara. L’ultima stagione, in forza, nella Nbdl, la serie satellite dell’Nba, agli Erie Bayhawks, ha concluso con medie di tutto rispetto: oltre 13 punti e 9 rimbalzi a partita.
L’ALTRO PERCORSO conduce a un nome già noto ai tifosi biancorossi: Trent Plaisted. Il centro ex-Biella aveva praticamente già stretto un accordo, l’estate 2009, con la Trenkwalder. Era arrivato anche in città per sottoporsi ad alcune visite mediche. Proprio alcuni dubbi emersi in merito alla situazione della sua schiena, che spesso lo aveva fatto soffrire negli anni precedenti, avevano portato Ramagli e i suoi collaboratori a fare altre scelte. Plaisted è poi finito a Zara, in Croazia, dove non ha saltato neanche una partita, concludendo la stagione con 13 minuti di media a partita e il 68% al tiro da 2.
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