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La Juventus si prende i tre punti all'esordio nella Serie A 2025/26: 2-0 al Parma con le reti di David e Vlahovic, ma nella serata bianconera c'è anche una grossa nota stonata

 

Il riferimento è ad Andrea Cambiaso, espulso nella ripresa dopo aver colpito in maniera del tutto gratuita Lovik: un'ingenuità in piena regola, che rischia di costargli caro.

Il prossimo 13 settembre, infatti, la Juventus sarà ancora di scena all'Allianz Stadium per affrontare l'Inter nel Derby d'Italia: a cui l'ex Genoa potrebbe non prendere parte.

L'EPISODIO

Al minuto 83, con la Juventus in vantaggio per 1-0, Cambiaso si è reso protagonista di una doppia sbracciata nei confronti di Lovik, colpito al viso dal secondo movimento.

Marcenaro ha estratto subito il cartellino rosso all'indirizzo dell'esterno che, sconsolato, ha preso la strada degli spogliatoi.

QUANTE GIORNATE DI SQUALIFICA PER CAMBIASO?

Cambiaso salterà sicuramente la prossima partita della Juventus che, tra una settimana, sarà ospite del Genoa al 'Ferraris'.

Il rischio concreto, però, è che possa risultare indisponibile anche per la successiva sfida all'Inter, partita tutt'altro che banale e sentitissima da entrambe le tifoserie.

COSA DICE IL REGOLAMENTO

Qualora l'arbitro Marcenaro dovesse riconoscere la condotta violenta di Cambiaso, allora la squalifica sarebbe di almeno due partite: in questo caso, la sua assenza in Juventus-Inter sarebbe ufficiale.

D'altronde ci sono anche i due precedenti della passata stagione che non fanno ben sperare: Yildiz e Kalulu furono espulsi in circostanze molto simili ed entrambi andarono incontro a due turni di stop.

LE SCUSE

Tramite una storia pubblicata su Instagram, Cambiaso ha chiesto scusa per il gesto che ha rischiato di compromettere la conquista dei tre punti.

Nella mia vita ho commesso errori e da ognuno ho sempre imparato molto. Anche da questo imparerò, per diventare una persona migliore".

"MULTA PER CAMBIASO"

Intervenuto in conferenza stampa, Igor Tudor ha però annunciato che la Juventus sanzionerà Cambiaso con una multa per questo comportamento.

"Ha fatto una leggerezza e sarà multato. Dal punto di vista mentale, però, è un ragazzo in crescita. Ha enormi potenzialità, lo vedo concentrato e voglioso di crescere in fase difensiva. Per noi è un elemento importante".

Fonte: Goal

Calcio. La Serie A donne parte il 4 ottobre, la Juventus campione col Sassuolo

Il campionato di Serie A di calcio femminile entra in una nuova era, col brand Serie A Women e una formula rinnovata a 12 squadre, con sviluppo in gare di andata e ritorno. L'inizio si avrà nel weekend 4-5 ottobre con le campionesse d'Italia della Juventus che esordiranno sul campo del Sassuolo. L'Inter, seconda nella scorsa stagione, ospiterà la Ternana Women.

La Roma, terza nel 2024-25 e anch'essa qualificata alla Champions League, riceverà un'altra neopromossa, il Parma. Completano il quadro della prima giornata Como Women-Lazio, Genoa-Milan e Napoli Women-Fiorentina.

Il campionato si concluderà nel weekend tra il 16 e il 17 maggio prossimo, una settimana prima della finale della Coppa Italia Women. Le soste sono previste per il 25-26 ottobre, 29-30 novembre, 28 febbraio-1 marzo, 7-8 marzo, 11-12 e 18-19 aprile (impegni delle Nazionali), per il 27-28 dicembre e per il 3-4 gennaio (festività natalizie).

Tutta la stagione sarà trasmessa su Rai e Dazn, con una copertura mediatica anche sul sito della Figc e sui canali social dedicati alla Serie A Women. La nuova stagione inizierà però nel weekend del 23-agosto con la prima giornata della fase a gironi della Serie A Women's Cup.

La Final Four che assegnerà la nuova competizione è prevista tra il 24-25 (semifinali) e il 27-28 settembre (finale).  (Fonte: ansa.it)

Juve, Massimiliano Allegri licenziato per "giusta causa"


Si preannuncia una dura battaglia legale tra la Juve e Massimiliano Allegri. Il tecnico ha ricevuto infatti la notifica del licenziamento per "giusta causa" da parte del club bianconero in relazione allo sfogo della finale di Coppa Italia che aveva poi portato all'esonero dell'allenatore. Un atto formale che dà seguito alle prime mosse da ambo le parte. Nel giorno dell'interruzione del rapporto, la Juve aveva presentato una prima dettagliata contestazione ad Allegri. Decisione a cui, tramite i suoi avvocati, il tecnico aveva risposto dopo cinque giorni formulando le sue deduzioni difensive e negando ogni accusa. Ricostruzioni che evidentemente non sono state giudicate adeguate dal club, che ha scelto di procedere e notificare all'allenatore il licenziamento per giusta causa direttamente a Londra, dove il diretto interessato si trova per assistere alla finale di Champions League.
sportmediaset

Juventus: lunedì 11 luglio il primo allenamento

 

(ANSA) - TORINO, 01 LUG - La Juventus ha reso noto il programma per la ripresa dei lavori: le visite mediche sono fissate per domenica 10 luglio, il giorno dopo ci sarà il primo allenamento agli ordini di Massimiliano Allegri.

    La Continassa però aprirà già lunedì 4 per "coloro che dovranno proseguire il percorso di recupero dagli infortuni o che non sono stati impegnati con le rispettive Nazionali", come spiega il club in un comunicato ufficiale.

Juve, i convocati di Allegri per la Roma: out Dybala e De Ligt

 

Massimiliano Allegri si prepara per ripartire con il piede giusto, ma a Torino sono in arrivo i giallorossi che non vogliono regalare nulla all'avversario. Questa la lista dei convocati del tecnico bianconero per affrontare la formazione di Mourinho, due assenze importanti, quelle di De Ligt e Dybala, ma anche un gradito ritorno nel reparto d'attacco con Morata pronto a dare tutto per un posto da titolare. Ovviamente non sarà della partita Rabiot ancora fermo dopo la positività al Covid-19 rimediata con la nazionale francese.

Juve, i convocati di Allegri per la Roma

Portieri: Szczesny, Perin, Pinsoglio

Difensori: De Sciglio, Chiellini, Danilo, Cuadrado, Alex Sandro, Pellegrini, Bonucci, Rugani

Centrocampisti: Arthur, Ramsey, Mckennie, Bernardeschi, Chiesa, Locatelli, Bentancur, Kulusevski

Attaccanti: Morata, Kean, Kaio Jorge

Calciomercato: Merih Demiral ceduto alla Juventus


fonte: sassuolocalcio.it
L’Unione Sportiva Sassuolo Calcio comunica di aver completato la seguente operazione di mercato:
  • DEMIRAL Merih ('98, difensore): ceduto a titolo definitivo alla Juventus F.C.

Juventus senza Ronaldo, tutte le opzioni di Allegri


Un secondo dopo aver assorbito, metabolizzato lo spavento per l’infortunio di Cristiano RonaldoMax Allegri ha iniziato a concentrarsi su un quesito meramente pratico: come sostituire CR7? Prima dell’Ajaxci sono tre partite ravvicinate in campionato (Empoli Milan in casa, con in mezzo la trasferta di Cagliari) e un segnale chiaro da lanciare a tutti: la sconfitta di Marassi è stata un episodio, i 15 punti di vantaggio non rilasseranno una Juve, che non ha nessuna intenzione di sedersi sulla prospettiva di avere l'ottavo scudetto già in tasca.
Nelle quattro assenze stagionali di CR7 (compresa la sfida di campionato con l’Atalanta nella quale il portoghese entrò nella ripresa), Allegri ha scelto sempre soluzioni diverse: contro lo Young Boys schieròBernardeschi alle spalle di Dybala Mandzukic; a Bergamo il tridente chiuso da Mandzukic al centro era composto da Dybala e Douglas Costa; contro l’Udinese alzò Alex Sandro sulla linea di Bernardeschi conKean punta centrale, infine contro il Genoa l'allenatore bianconero scelse il ritorno al passato, un 3-5-2 con Dybala e Mandzukic in attacco.
L’esplosione di Kean, proprio nel momento del bisogno, ha fornito una soluzione insperata e aggiuntiva ad Allegri, che punta forte anche sul rientro dall’infortunio di Douglas Costa, desideroso di illuminare il finale di una stagione finora per lui molto travagliata.
Le opzioni di Max per l'assetto offensivo bianconero sono dunque almeno quattro: nell’albero di Natale Bernardeschi e Dybala alle spalle di Mandzukic, nell’affidabilissimo 4-3-3 potrebbe rivedersi il brasiliano con la Joya come esterni di un tridente chiuso al centro dal croato.
L’elemento più duttile e tra l’altro in uno splendido momento di forma è senza dubbio Bernardeschi, che ha mostrato capacità di incidere anche tra le linee, alle spalle di due punte. Come ultima ipotesi infine un attacco a due: in quel caso la coppia probabile, quasi scontata, sarebbe Dybala-Mandzukic.

Juventus batte Chievo 3-2 Bernardeschi ribalta il match

La sequenza dei gol Khedira, Stepinski Giaccherini (r) e Bonucci. Ottimo esordio di Ronaldo pericoloso in diverse occasioni

© AP

A Verona, Juventus batte Chievo 3-2 
La Juventus vince 3-2 in casa del Chievo l'anticipo della prima giornata di Serie A. Al 3' campioni d'Italia in vantaggio: punizione di Pjanic, sponda di Chiellini e Khedira insacca da distanza ravvicinata. I bianconeri dominano e vanno vicini al raddoppio con Cristiano Ronaldo e Douglas Costa. Quasi a sorpresa arriva al 38' il pareggio del Chievo: cross dalla sinistra di Giaccherini e stacco imperioso di testa di Stepinski che non dà scampo a Szczesny. Al 55' veneti in vantaggio su calcio di rigore concesso dall'arbitro Pasqua per fallo di Cancelo su Giaccherini. Dal dischetto trasforma lo stesso Giaccherini. Sorrentino salva su Cristiano Ronaldo al 66', poi la Juve pareggia al 77' con un'autorete di Bani dopo un corner di Bernardeschi. All'87' Mandzukic segna di testa ma il gol viene annullato per precedente fallo di Cristiano Ronaldo su Sorrentino. Al 93' il 3-2 finale con Bernardeschi con un tocco da centro area su traversone di Alex Sandro.
Il tweet in italiano di Ronaldo: "Felice della prima vittoria con la maglia della Juve"
"Si vede che Cristiano Ronaldo e' un giocatore diverso: ha fatto un paio di movimenti giusti, i centrocampisti avrebbero dovuto dargli la palla meglio". Cosi' Massimiliano Allegri promuove la prima di CR7 in maglia bianconera. "Quello che mi ha colpito di piu' - dice Allegri a Sky - e' la semplicita' con la quale si e' subito calato nella Juve. E' stata una buona partita, Sorrentino gli ha tolto la gioia del gol ma alla fine lui era felice per la vittoria".
"Siamo partiti intimoriti, della Juve e di Cristiano Ronaldo: poi la tensione si e' allentata, abbiamo preso campo e abbiamo giocato una partita strepitosa": lo dice il tecnico del Chievo, Lorenzo D'Anna, dopo la sconfitta in casa con la Juve. "E' normale essere intimoriti all'inizio, anche perche' di fronte avevamo non solo Ronaldo ma una squadra fortissima", aggiunge a Sky, parlando poi del processo sportivo per le plusvalenze fittizie. "Non e' stato facile prepararsi con con questa spada di Damocle, e non e' stato facile neanche fare mercato: ma il presidente ci ha rassicurato, e noi non dobbiamo cercare alibi ma trovare la salvezza sul campo".
ansa

LA SERIE A RIPARTE CON LE VITTORIE DI JUVENTUS E NAPOLI



BIANCONERI SOFFRONO CON CHIEVO. PARTENOPEI RIMONTANO LA LAZIO La stagione di serie A si apre con le vittorie in trasferta di Juventus e Lazio. I campioni d'Italia soffrono contro il Chievo ma riescono ad imporsi per 3-2. A secco l'esordio in Italia per Cristiano Ronaldo. Nel posticipo, invece, il Napoli vince in rimonta contro la Lazio. Decidono i gol di Milik e Insigne, dopo la rete d'apertura di Immobile. Oggi, alle 18, si gioca Torino-Roma. Alle 20:30 Bologna-Spal, Empoli-Cagliari, Parma-Udinese e Sassuolo-Inter. La prima giornata si chiude lunedì sera con Atalanta-Frosinone. (ANSA).

Allegri, la Juventus è favorita solo se lavoriamo sodo

"La Juventus è favorita se tutti, tutti, tutti (ripetuto tre volte, alzando il tono, ndr) ci rimettiamo con le orecchie basse e lavoriamo. Non siamo favoriti se affrontiamo la stagione con presunzione, pensando che vinciamo di sicuro. Perché di sicuro non c'è niente". Così Massimiliano Allegri, alla vigilia del debutto in campionato con il Cagliari. "Quest'anno il campionato sarà più equilibrato, ci sono 5-6 squadre in corsa per vincerlo e probabilmente la media scudetto si abbasserà".
   
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Juventus, Buffon giocatore e dirigente: a caccia del record della settima supercoppa


Gianluigi Buffon entra nella sala-stampa dello stadio Olimpico e offre sorrisi. Strizza l’occhio. Ha quasi quarant’anni e l’animo leggero – lo si intuisce. Sarà l’estate ancora piena, forse una conquista dell’età, per lo più la consapevolezza di aver cominciato a pattinare lungo il viale del tramonto. O, probabilmente, la certezza di aver dimostrato già tutto e ogni cosa – e dunque di non dover più dar prova di nulla. Di certo, sul suo volto, non galleggia neppure l’ombra di un turbamento.

Oggi, lo sappiamo, Gigi guiderà la Juventus nella finale della Supercoppa italiana. Lui giocherà di sicuro, ha assicurato (e rassicurato) Max Allegri. È il capitano, del resto, e tra l’altro insegue la propria settima supercoppa. A nessuno mai è riuscita un’impresa simile. «Il fatto che possa essere l’ultima occasione della carriera mi dà la sensazione di una strana euforia», confida. Elegante nel nuovo completo sociale, scandisce le frasi, calmo, quasi a pesare le parole, a disegnare periodi rotondi ed esatti: come se per una volta dovesse tirare un rigore, anziché pararlo. «Sì, c’è una strana euforia», sussurra. Ne è contento; comunque non sorpreso. «Una strana felicità da quando è cominciata la stagione, probabilmente figlia anche di quel pizzico di follia che mi ha sempre contraddistinto e che mi ha portato fino a qui oggi».

Allegri lo guarda, di tanto in tanto, sempre attento. Perché Buffon, senza sforzarsi o fingere, parla insieme da capitano, da allenatore, da dirigente della Juventus Football Club. È il passato, il presente e il futuro della squadra e della società. Così non stupisce la sua serenità nel consegnare la porta bianconera a Szczesny, a cominciare dalla prossima stagione. «Ciech (il diminutivo di Wojciech, ndr) è l’uomo giusto. È stato il miglior portiere dell’anno scorso», garantisce.

Poi gli viene spontaneo alzare un filo la voce. Ed è chiaro che senta sulle spalle, e nella mente, il peso della responsabilità di una squadra e di una tifoseria. «Penso che la Juve sia sempre una squadra molto forte, di questo ne sono convinto, quanto forte spetterà a noi e alla nostra fame di vittorie dirlo, alla ferocia con la quale vogliamo confermarci». Di Bonucci – come pure dell’incubo di Cardiff – ragiona senza paura e in fondo neppure teme di nominarlo: però sa bene che da ora là dietro si dondolerà eccome. «Contro la Lazio sarà una partita importantissima per noi. Per il mondo Juve. E voglio assaporare nel miglior modo possibile questo tipo di emozioni che non saranno eterne». Giuseppe Marotta, l’ad bianconero, laggiù, tra le ultime file della sala-stampa, annuisce. Allora si alza ed esce: glaciale ma lieto. 

Deve aver capito, una volta di più, che il futuro della Juventus è al sicuro.


Il Messaggero

Juve - Lazio, tutti i numeri della Supercoppa

E tredici. Tante sono le partecipazioni della Juventus alla Supercoppa Italiana, la sfida secca tra chi si è cucito sul petto il tricolore e chi conquista la Coppa Italia: visto che però, come già accaduto negli ultimi due anni, su entrambi i trofei ha messo le mani truppa bianconera, dall’altra parte ci sarà la finalista, ovvero la Lazio. Dopo tre anni oltre confine (due in Qatar con l’intermezzo cinese), si torna a giocare sul suolo italiano e a ospitare la sfida di questa sera (ore 20,45 in diretta tv su Raiuno) sarà lo Stadio Olimpico di Roma. 
È la quarta sfida tra Juve e Lazio nella competizione (finale più frequente assieme Inter-Roma) e i precedenti parlano a favore dei bianconeri. I biancocelesti, infatti, alzarono al cielo il primo dei loro tre trofei nel 1998, battendo la Vecchia Signora al Delle Alpi per 2-1 (reti dell’attuale vicepresidente bianconero Nedved e Conceiçao per la Lazio, mentre per la Juve segnò Del Piero su rigore), ma poi si sono dovuti arrendere nelle ultime due occasioni: 4-0 nel 2013 all’Olimpico (Pogba, Chiellini, Lichtsteiner e Tevez) e 2-0 (Mandzukic e Dybala) nel 2015 a Shanghai. Quattro sono anche le Coppe alzate al cielo dalla Juve proprio contro la Lazio nelle ultime stagioni: oltre alle ultime due Supercoppe citate, il confronto si è ripetuto anche in Coppa Italia (2015 e 2017). 
Con sette affermazioni, la Juve è la società che si è imposta il maggior numero di volte nella manifestazione, in coabitazione con il Milan (dieci volte finalista). Seguono l’Inter con 5 successi e la Lazio con 3. Nelle ventinove edizioni precedenti, in cinque occasioni sono stati necessari i calci di rigore, mentre una volta la contesa si è risolta dopo i tempi supplementari. Dal dischetto si è decisa anche l’ultima Supercoppa dello scorso 23 dicembre, che ha visto imporsi il Milan sulla Juve a Doha. 

Massimiliano Allegri ha già vinto due volte il trofeo da allenatore (2011 con il Milan e 2015 con la Juve), mentre Simone Inzaghi ci è riuscito altrettante da giocatore con la Lazio (2000 e 2009), ma non ancora dalla panchina, dove può annoverare soltanto una Supercoppa Primavera conquistata alla guida della formazione giovanile biancoceleste nel 2014. 
lastampa.it

Juve, niente tour in Messico

(ANSA) - TORINO, 11 LUG - Salta la partecipazione della Juventus alla 'Supercoppa Tecate', in calendario a metà luglio in Messico. Il club bianconero, che ha ripreso gli allenamenti domenica scorsa, senza i big, ancora in vacanza, spiega di avere riprogrammato la prima parte della preparazione della squadra in vista dei prossimi incontri ufficiali. Il calendario attuale e il programma della preparazione - continua la comunicazione ufficiale della società - non avrebbero permesso di offrire uno spettacolo all'altezza delle aspettative del pubblico messicano".
    In Messico la Juventus avrebbe dovuto affrontare Monterrey e Tigres, il 18 e 19 luglio prossimi a Monterrey.
   
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Juventus Contro il Crotone vittoria 3-0 e i tifosi adesso aspettano Cardiff


Juventus ecco il sesto scudetto, ed è subito festa allo Stadium e in centro

E' qui la festa, nello Stadium addobbato in maniera scicchissima, letteralmente pazzo di gioia, i decibel sparati a palla, gli smartphone destinati solo a uso fotografico per selfie imperdibili: in fondo, pur tenendo in considerazione una certa familiarità con i trionfi, sei scudetti di fila non li aveva mai vinti nessuno (come tre Coppe Italia) e il richiamo della storia gonfia, amplifica, dilata qualsiasi passione. "Abbiamo vinto il tricolor", è la colonna sonora della partita, alternato a quel 'I campioni d'Italia siamo noi' che riempie orecchie e cuori. Sì, è qui la festa, dopo la vittoria rovente (ma solo per il clima agostano) contro il Crotone, dodici minuti e Mario Mandzukic aveva già schiantato la paura che tutto dovesse essere rimandato di una settimana, e poi chissà, con la Roma a un punto e l'acqua alla gola... Invece ogni cosa, ogni situazione ha avuto uno sviluppo ordinato e ordinario, non ci sono state sorprese, Dybala ha confezionato il raddoppio prima dell'intervallo con il solito gioiello su calcio piazzato, il popolo bianconero ha potuto scaldarsi con i cori e con gli slogan, lasciando per ultimo - a livello di messaggi canori - l'appuntamento con la Champions League: Cardiff non è lontanissima, però conviene evitare confusioni.

Tutto come doveva essere, insomma. E in cima alla lista dei protagonisti di una stagione comunque straordinaria a prescindere dall'esito della missione gallese, va messo Massimiliano Allegri, al quale i tifosi hanno dedicato un'ovazione pari a quella di Gonzalo Higuain e Gigi Buffon. A proposito, per il portiere un eloquentissimo striscione esposto dalla curva chiede il tributo del Pallone d'Oro: che sarebbe davvero cosa buona e giusta. Nessuno come lui in Italia, pochini pure in Europa. C'è da scardinare un preconcetto, però, e non sarà semplice riuscirci. Buffon è la pietra d'angolo sulla quale la Juventus ha costruito un altro campionato dittatoriale: la sua sostituzione, di qui a un anno esatto, sarà esercizio complicatissimo per la premiata ditta Marotta & Paratici. Tornando ad Allegri, in tre stagioni ha saputo cancellare perplessità e ritrosie: per questo rimarrà ancora, con firma sul nuovo contratto, eccetera eccetera. Il progetto della migrazione - in Premier - è rimandato a data da destinarsi.

Sì, è davvero qui la festa, mentre sul palco allestito dalla Lega, con il presidente Carlo Tavecchio impegnato (nonostante i fischi raccolti copiosi) a consegnare un altro trofeo ai bianconeri a distanza di pochi giorni, partono i coriandoli alti nel cielo e la musica inconfondibile dei campioni, il "We are the Champions" che dal 2011 fa da colonna sonora alla primavera della Juventus. La sfilata è un tributo, anzi tenuto conto della ripetitività, un rituale consolidato: tutt'intorno gente in festa, che sventola le bandiere fornite dalla società, che urla a squarciagola i nomi dei giocatori, che improvvisa la ola, che non irride gli sconfitti, che accarezza il sogno Champions.

repubblica.it

Calcio Juventus Allegri noi favoriti ma si vince il 31/5

 "A luglio tutti vincono i campionati, ma se non sbaglio quest'anno lo scudetto si assegna il 31 maggio". Predica umiltà l'allenatore della Juventus, Massimiliano Allegri, che domani sfiderà in amichevole a Londra il West Ham. "Troveremo squadre agguerrite, che cercheranno di capovolgere quella che, ad ora, è la favorita, la Juventus. Il livello della squadra si è notevolmente alzato, ma questo non vuol dire che abbiamo già in tasca lo scudetto o la finale Champions.
ansa

Higuain già bianconero tra i Presepi. Con maglia della Juve a S. Gregorio Armeno


(ANSA) - NAPOLI, 23 LUG - Higuain con la maglia della Juventus è già apparso sui presepi di via San Gregorio Armeno, la celebre strada delle botteghe dei pastori a Napoli.
    "E' il pastore che non avrei mai voluto fare", ha scritto il suo autore, Marco Ferrigno, in un cartello collocato nella sua bottega artigiana.

#Calciomercato folle: 94 milioni per Higuain scandalo sociale

Parte la trattativa a Milano tra il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentis, e Beppe Marotta, amministratore delegato della Juventus, per il passaggio dell'attaccante argentino, Gonzalo Higuain, alla Juve. Per una clausola rescissoria - che il Napoli vuole incassare - il prezzo del giocatore arriva a circa 94 milioni di euro. Una cifra inaccettabile per lo sport, per i valori che rappresenta e per la povertà di tante persone. 
Lo scandalo del calcio 
"Il prezzo non è un prezzo di mercato. E' costruito per avere sempre di più meno valori e più affari". "Oggi, riflette Vittòre De Carli, presidente Unitalsi Lombardia che ha stretto una collaborazione con il Comitato paralimpico nazionale per sostenere gli atleti con disabilità, 94 milioni per Higuain cosa sono? Un giocatore può valere questa cifra? Siamo noi che facciamo questi prezzi perchè non vogliamo investire sui giovani. E' la società che oggi non dà più la possibilità a tanti giovani, che siano italiani o meno, di fare un percorso formativo per arrivare ad essere titolare di una squadra o il campione di domani". "Il calcio era un momento di aggregazione. Oggi lo sport ha perso dei simboli importanti e non ci dobbiamo lamentare se è in crisi. Una volta, i vivai facevano crescere i giocatori. Oggi il calcio è ormai un fatto commerciale. Una volta c'era il ragazzo, poi campione, nato e cresciuto in oratortio. Oggi ce ne sono pochi, ma gli oratori ci sono ancora. Quanto sono importanti, allora, i nostri campi di calcio in oratorio. Quanta aggregazione si fa? Forse dovremmo ripensare un po' tutto".  
radio vaticana

Storia Juventus in un libro e docu-film


Esce nelle sale italiane a metà ottobre "Bianconeri. Juventus Story", atteso docu-film sulla squadra di calcio e il suo legame con la famiglia Agnelli. I fratelli Marco e Mauro La Villa, che firmano la regia, raccontano per la prima volta la storia ufficiale del club e dei suoi successi attraverso immagini esclusive, interviste con i nomi più illustri del calcio mondiale, video di repertorio e materiali inediti. Narrato dal candidato al premio Oscar Giancarlo Giannini, il film vede tra i produttori esecutivi Lapo Elkann e David Franzoni, sceneggiatore de "Il Gladiatore", oltre che la collaborazione speciale del premio Oscar Ennio Morricone.
    Nelle sale italiane solo per tre giorni, dal 10 al 12 ottobre, "Bianconeri. Juventus Story" descrive il club da un nuovo punto di vista, "umano e familiare", come lo definisce Ginevra Elkann per Good Films, che lo distribuisce con Nexo Digital. Con l'uscita del film nelle sale, arriva in libreria anche il libro omonimo, pubblicato da Rizzoli.

ansa

Juventus - Sassuolo la diretta twitter: aggiornamento in tempo reale

Zaza: "La sconfitta con il Sassuolo la svolta del campionato della Juve"

TORINO - «La sconfitta con il Sassuolo è stato il punto di svolta del nostro campionato». Simone Zaza ricorda così, ai microfoni di Sky Sport, il ko dell'andata con il Sassuolo, ultima sconfitta stagionale dei bianconeri. «Era un momento negativo per noi - aggiunge - dopo quella sconfitta i veterani si sono fatti sentire, provocando anche inconsciamente la svolta in seno alla squadra». Venerdì sera, allo Stadium, i bianconeri si troveranno di nuovo di fronte gli emiliani, che domenica hanno battuto il Milan. «Ricordo emozioni negative ma anche positive - ha detto a proposito della sfida d'andata contro la sua ex squadra - visto che ho incontrato il mio passato».
fonte: corriere adriatico