L'APPRENSIONE che nell'entourage della
Trenkwalder si nutriva per le condizioni fisiche di Riccardo Cervi ha
trovato conferma negli accertamenti a cui il giovane pivot biancorosso è
stato sottoposto ieri.
CERVI accusa uno stiramento alla spalla destra, che si è procurato nel
corso dell'allenamento di venerdì scorso in seguito a un contrasto dopo
una stoppata. La risonanza magnetica effettuata negli ambulatori di
villa Salus ha evidenziato il problema sopra citato. Il lungo della
Pallacanestro Reggiana resterà a riposo assoluto almeno fino a giovedì
(compreso), giornata in cui sarà rivalutato.
FERMO fino al 25 ottobre anche Ojars Silins. Il talento lettone ha
subito una distorsione alla caviglia durante il match contro l'Angelico
Biella di domenica scorsa, proprio nel momento in cui si stava
disimpegnando egregiamente. Anche per lui un nuovo controllo, per
valutare le condizioni dell'arto interessato
dall'infortunio, sarà svolto giovedì.
Il Resto del Carlino
Tutto sullo sport a Reggio Emilia e non solo: calcio, basket altri sport e discipline locali. La voce dei tifosi online
Visualizzazione post con etichetta Riccardo Cervi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Riccardo Cervi. Mostra tutti i post
L'apprensione che nell'entourage della Trenkwalder si nutriva per le condizioni fisiche di Riccardo Cervi ha trovato conferma
Labels:
Basket,
Riccardo Cervi,
Trenkwalder Reggio Emilia
Basket Lega A: Trenkwalder, Cervi al lavoro a Las Vegas
Cervi al lavoro a Las Vegas
Il giovane talento biancorosso Riccardo Cervi è attualmente impegnato all' Impact Basketball di Las Vegas, dove sta svolgendo test ed allenamenti mirati in vista della prossima stagione agonistica, seguito da uno staff specializzato di preparatori e allenatori e sempre sotto l’occhio vigile del preparatore atletico della Pallacanestro Reggiana Emanuele Tibiletti.
Rashard Lewis, ala proprio una settimana fa ha firmato con i campioni in carica NBA, i Miami Heat.
Gaia Spallanzani
Responsabile Relazioni Esterne e Ufficio Stampa
Pallacanestro Reggiana Srl
Il giovane talento biancorosso Riccardo Cervi è attualmente impegnato all' Impact Basketball di Las Vegas, dove sta svolgendo test ed allenamenti mirati in vista della prossima stagione agonistica, seguito da uno staff specializzato di preparatori e allenatori e sempre sotto l’occhio vigile del preparatore atletico della Pallacanestro Reggiana Emanuele Tibiletti.
Rashard Lewis, ala proprio una settimana fa ha firmato con i campioni in carica NBA, i Miami Heat.
Gaia Spallanzani
Responsabile Relazioni Esterne e Ufficio Stampa
Pallacanestro Reggiana Srl
Labels:
Pallacanestro Reggiana,
Riccardo Cervi
Cervi, a Reggio Emilia per altri tre anni La Trenkwalder ha adeguato il contratto dell'MVP italiano
Riccardo Cervi resta alla Trenkwalder, con cui ha appena conquistato la promozione in Serie A. Reggio Emilia ha infatti adeguato il contratto del pivot di 2.14, portando la scadenza dell'accordo fino al 2015. Cervi, 21 anni, ha contribuito in modo determinante alla promozione di Reggio Emilia, conquistando anche il titolo di MVP italiano (intitolato a Martin Colussi) della Legadue.
tuttosport
19 Giugno 2012
tuttosport
19 Giugno 2012
Labels:
Riccardo Cervi
LegA2: Trenkwalder Reggio Emilia, il boom di Cervi
Gabriele Gallo
QUANDO UN GIOVANE e promettente cestista vive la sua prima notte di gloria (attendendo, ed è la cosa più difficile, che ne arrivino altre a conferma che non sia fama effimera) viene naturale chiedersi dove sia sbocciato il suo talento. Nel caso di Riccardo Cervi, ventenne pivottone (215cm) della Trenkwalder, messosi in luce nel corso di questo campionato ed autore, domenica scorsa contro la fortissima Enel Brindisi, di una prestazione davvero «monstre», la risposta è semplice: al Basket 2000 di Reggio.
SOTTO LE SAPIENTI cure di due apprezzatissimi coach del vasto microcosmo della pallacanestro giovanile reggiana: Mariella Iotti, tuttora responsabile dell’area tecnica del Basket 2000, e Luciano «Ciga» Giumbini, indimenticato fromboliere delle mitiche Cantine Riunite il quale, prima di dedicarsi alla ristorazione, ha allenato nelle giovanili del sodalizio cittadino. La Iotti ha «svezzato» cestisticamente il giovanissimo Cervi, Giumbini ha iniziato ad affinarne il talento.
«A portarlo da noi - commenta Mariella Iotti, la cui mano di allenatore ha plasmato volti conosciuti del nostro basket come Federico Pugi, Filippo Masoni, Simone Cortesi e, durante la parentesi a Parma, Matteo Bertolazzi - fu Renato Brevini. Riccardo, che fino a quel momento aveva giocato a calcio, da portiere, voleva provare il basket ma, all’epoca, era un ragazzo molto timido e non si attentava a venire da solo. Da un punto di vista tecnico - aggiunge - era davvero ai primi passi, tuttavia, per il fisico che aveva, già lungo e longilineo, era comunque ben coordinato. In più era svelto ad apprendere e si impegnava tantissimo. Non era, insomma, il classico «giandlon» addormentato».
Per quanto fosse ancora acerbo già allora, si parla del 2003, metteva in mostra alcune caratteristiche che, ancora oggi, sono suoi punti di forza. «Era svelto - dice ancora la Iotti - aveva una grande sensibilità nelle mani e mollava giù valanghe di stoppate. Dopo alcuni anni, insieme con Giumbini, che poi prese ad allenarlo, ci siamo resi conto che al Basket 2000 avrebbe potuto crescere fino a un certo punto, così ne parlammo con Andrea Menozzi che lo portò alla Pallacanestro Reggiana». Nonostante le avances, velate, della Virtus Bologna, e costanti, della Fortitudo che, al tempo, era ancora «la Fortitudo», Cervi scelse la «sua» Reggio, prima in prestito poi, è storia recente, a titolo definitivo.
PRIMA DELL’APPRODO in biancorosso è stato Luciano Giumbini a contribuire alla sua crescita tecnica:«Di Riccardo - ricorda il popolare «Ciga» - mi hanno sempre colpito il suo impegno e la sua costanza. Era l’unico della squadra, benchè avesse le tipiche problematiche di tutti gli adolescenti, ad essere sempre presente. Inoltre era motivatissimo ad apprendere. Sono questi, credo, i fattori fondamentali che l’hanno portato a diventare quello che è. Quando ho iniziato ad allenarlo - prosegue - era sui quindici anni ed era già alto oltre 2 metri. Un po’ dinoccolato ma molto mobile, iniziò all’epoca, anche se solo in allenamento, a schiacciare stabilmente. In più - sottolinea Giumbini - dato che era bravo a palleggiare, a volte gli facevo fare pure il play-maker, per la sua crescita tecnica. Da noi poteva fare solo due, raramente tre, allenamenti a settimana. Col passaggio alla Pallacanestro Reggiana ha migliorato in maniera esponenziale i suoi fondamentali».
QUANDO UN GIOVANE e promettente cestista vive la sua prima notte di gloria (attendendo, ed è la cosa più difficile, che ne arrivino altre a conferma che non sia fama effimera) viene naturale chiedersi dove sia sbocciato il suo talento. Nel caso di Riccardo Cervi, ventenne pivottone (215cm) della Trenkwalder, messosi in luce nel corso di questo campionato ed autore, domenica scorsa contro la fortissima Enel Brindisi, di una prestazione davvero «monstre», la risposta è semplice: al Basket 2000 di Reggio.
SOTTO LE SAPIENTI cure di due apprezzatissimi coach del vasto microcosmo della pallacanestro giovanile reggiana: Mariella Iotti, tuttora responsabile dell’area tecnica del Basket 2000, e Luciano «Ciga» Giumbini, indimenticato fromboliere delle mitiche Cantine Riunite il quale, prima di dedicarsi alla ristorazione, ha allenato nelle giovanili del sodalizio cittadino. La Iotti ha «svezzato» cestisticamente il giovanissimo Cervi, Giumbini ha iniziato ad affinarne il talento.
«A portarlo da noi - commenta Mariella Iotti, la cui mano di allenatore ha plasmato volti conosciuti del nostro basket come Federico Pugi, Filippo Masoni, Simone Cortesi e, durante la parentesi a Parma, Matteo Bertolazzi - fu Renato Brevini. Riccardo, che fino a quel momento aveva giocato a calcio, da portiere, voleva provare il basket ma, all’epoca, era un ragazzo molto timido e non si attentava a venire da solo. Da un punto di vista tecnico - aggiunge - era davvero ai primi passi, tuttavia, per il fisico che aveva, già lungo e longilineo, era comunque ben coordinato. In più era svelto ad apprendere e si impegnava tantissimo. Non era, insomma, il classico «giandlon» addormentato».
Per quanto fosse ancora acerbo già allora, si parla del 2003, metteva in mostra alcune caratteristiche che, ancora oggi, sono suoi punti di forza. «Era svelto - dice ancora la Iotti - aveva una grande sensibilità nelle mani e mollava giù valanghe di stoppate. Dopo alcuni anni, insieme con Giumbini, che poi prese ad allenarlo, ci siamo resi conto che al Basket 2000 avrebbe potuto crescere fino a un certo punto, così ne parlammo con Andrea Menozzi che lo portò alla Pallacanestro Reggiana». Nonostante le avances, velate, della Virtus Bologna, e costanti, della Fortitudo che, al tempo, era ancora «la Fortitudo», Cervi scelse la «sua» Reggio, prima in prestito poi, è storia recente, a titolo definitivo.
PRIMA DELL’APPRODO in biancorosso è stato Luciano Giumbini a contribuire alla sua crescita tecnica:«Di Riccardo - ricorda il popolare «Ciga» - mi hanno sempre colpito il suo impegno e la sua costanza. Era l’unico della squadra, benchè avesse le tipiche problematiche di tutti gli adolescenti, ad essere sempre presente. Inoltre era motivatissimo ad apprendere. Sono questi, credo, i fattori fondamentali che l’hanno portato a diventare quello che è. Quando ho iniziato ad allenarlo - prosegue - era sui quindici anni ed era già alto oltre 2 metri. Un po’ dinoccolato ma molto mobile, iniziò all’epoca, anche se solo in allenamento, a schiacciare stabilmente. In più - sottolinea Giumbini - dato che era bravo a palleggiare, a volte gli facevo fare pure il play-maker, per la sua crescita tecnica. Da noi poteva fare solo due, raramente tre, allenamenti a settimana. Col passaggio alla Pallacanestro Reggiana ha migliorato in maniera esponenziale i suoi fondamentali».
ilrestodelcarlino
Labels:
Riccardo Cervi,
Trenkwalder Reggio Emilia
Iscriviti a:
Post (Atom)