- La Gazzetta di Reggio -
06/04/2011 09:48 - DANIELE VALISENA
REGGIO. Mentre divampa la polemica a seguito dei «dubbi» del presidente di San Severo sulla partita fra Trenkwalder e Fastweb Casale Monferrato (ma dare almeno un’occhiata alla gara prima di sparare un’affermazione del genere?), in casa biancorossa non c’è nemmeno il tempo per godersi il primo vero sole primaverile di questa stagione.
Sì, perché la MarcoPoloShop.it Forlì ha risposto sul campo al successo reggiano, battendo in trasferta quella Jesi che un favore alla Pallacanestro Reggiana non lo concede nemmeno involontariamente.
Tutto da rifare dunque, ma certo, i due punti e il morale che derivano dalla vittoria su Casale Monferrato non si cancellano, e la Trenkwalder di Frates deve ripartire da questi punti fermi per preparare al meglio un altro match in cui vincere richiede qualcosa di simile a un’impresa. A Venezia, infatti, domenica prossima l’Umana Reyer non ha né la possibilità, né l’intenzione di regalare due punti ai reggiani. Lo sa bene Rodolfo Valenti, simbolo più che mai della nuova Trenkwalder ed esempio costante di professionalità e agonismo.
«Siamo ai ferri corti ormai - sintetizza il lungo ex Soresina -. In campo ci si gioca la vita o la morte, non c’è spazio per i calcoli. Non siamo assolutamente salvi, non ancora, e non bisogna fermarsi nonostante il buon risultato con Casale Monferrato».
Com’è il clima nello spogliatoio biancorosso dopo questo risultato?
«E’ una vittoria che ovviamente ci dà fiducia, ma come ho detto e tengo a sottolineare non possiamo fermarci adesso. Da quando la squadra ha assunto questo assetto, vedete tutti che le cose sono cambiate e i risultati stanno arrivando. Mancano però ancora quattro partite, ce n’è ancora di strada da fare prima di poterci ritenere al sicuro».
La squadra, da quando ha subito l’ultimo riassetto, sembra funzionare al meglio. La vittoria sulla fastweb Casale Monferrato è un’ulteriore segnale?
«E’ un segnale importante perché, è vero, nelle ultime settimane le partite importanti, di fronte al nostro pubblico, non le abbiamo sbagliate. Senza dimenticare la sconfitta di un punto a Ferrara. Ci vogliamo tutti bene e ci aiutiamo l’un l’altro, l’atteggiamento in campo è lo stesso da parte di tutti, dai giovani fino all’ultimo magazziniere o il custode del palazzetto».
Insomma, si può dire che la Trenkwalder adesso è un vero gruppo?
«Sì, siamo tutti perfetti, nel senso che tutti sanno cosa devono fare e lavorano sodo per farlo. Tutti remiamo dalla stessa parte, ci sbattiamo in allenamento e in partita, e direi che i risultati si vedono».
La gioia mostrata dalla Trenkwalder alla fine della gara con Casale Monferrato si è vista poche volte in questa stagione. Per voi è stata una piccola liberazione?
«Beh, perdere tutte quelle gare... Poi i cambiamenti di giocatori, di allenatori... Il profilo basso ad ogni gara, il dover sempre piegare la testa e mostrarsi umili e colpevoli... Tutte queste cose pesano, e questo nostro periodo, finalmente positivo, ci voleva proprio. Pensate a tutto quello che voi giornalisti avete scritto, tutte le volte che abbiamo dovuto dire che era colpa nostra... Lasciateci sfogare un po’, adesso!»
Domenica si va a Venezia: la prima in classifica, di nuovo. Servirà un’altra impresa?
«Come ho detto prima, siamo ad un punto della stagione in cui ci giochiamo tutto in ogni gara. La vita e la morte. Faremo di tutto per salvarci - conclude Rodolfo Valenti - e se proprio dobbiamo morire, voglio che lo facciamo lottando».
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