Con la straripante vittoria di domenica scorsa (8-0 all’Imola) la
Reggiana ha concluso quasi al meglio il trittico di partite disputate in
una sola settimana. Certamente due vittorie ed un pareggio
rappresentano quasi sempre un buon bottino: il quasi si
riferisce all’occasione persa dalle granata a Cervia contro il Virtus
Romagna, dove c’era la possibilità di fare bottino pieno. Sarebbe
bastato in pizzico di determinazione in più in fase offensiva, per
portare a casa i tre punti.
Se poi osserviamo i risultati che sono maturati tra giovedì e
domenica scorsi non c’è che recriminare per l’occasione persa, il doppio
pareggio della capolista New Team Ferrara e la pesante sconfitta
casalinga del Noceto hanno consegnato una classifica nelle prime
posizioni strettissima.
Ora Ferrara comanda il girone con un solo punto di vantaggio
sulle granata, che a loro volta hanno un solo punto di vantaggio sulle
parmensi. La prestazione della Reggiana contro l’Imola è stata per 45
minuti devastante: ottimo l’atteggiamento in campo, buona la
circolazione di palla e soprattutto si è rivista quella squadra mai
sazia che aveva iniziato la stagione.
Buono anche il secondo tempo granata ma è chiaro sul 7-0
diventava difficile rimanere concentrati come nel primo, ma anche le
ragazze che mister D’Astolfo ha chiamato dalla panchina hanno dimostrato
di poter dare il proprio contributo.
Una nota di merito va Sara Tardini, la modenese ultima
arrivata nella famiglia granata, oltre a due gol realizzati è stata un
vero e proprio spauracchio per la difesa ospite che non è quasi mai
riuscita a fermare se non con interventi fallosi.
La classifica: New Team Ferrara 20, Reggiana Barcom 19,
Crociati Noceto 18, Virtus Romagna 17, Riccione 14, Correggese 12,
Crociati Parma 10, Daino Mondaino e Olimpia Forlì 7, Imola e United 6,
Bologna 5, Sammarinese 0.
Maurizio Rossi - gazzetta di reggio
Reggiana Calcio femminile, serie C
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Reggiana Calcio Femminile
Volley A2: l’ucraino del Conad spiega i motivi dello scivolone contro il Padova
Da salvare del lunedì nero degli uomini di Cantagalli c'è poco o niente, se non la consapevolezza di non doversi ripetere: lasciarsi sfuggire di mano un secondo set che sembrava già vinto e perdere il terzo 23-25 con tanti, troppi errori, non è quello che ci si aspettava dopo due prestazioni di livello. L'importante è ritrovare subito la giusta determinazione ed andare a vincere contro un Caffè Aiello Corigliano che ha quattro punti soltanto in classifica. La gara giusta per scacciare l'incubo Padova.
Diachkov, non siete proprio entrati in partita.
«Avevamo preparato bene quella gara, poi in campo è mancato qualcosa. Abbiamo fatto molta fatica soprattutto nel meccanismo muro-difesa, due fondamentali che abbiamo pagato tantissimo. Così non siamo riusciti a contrattaccare, a mettere la palla per terra, mentre loro hanno fatto delle difese incredibili. La palla per terra ce l'hanno messa».
I veneti on hanno mai mollato, anche in svantaggio.
«Sì, mentre loro sono rimasti sempre in partita, a noi è mancata la concentrazione, da parte di tutti. Non ci resta che rimetterci sotto con gli allenamenti: quando si perde bisogna lavorare ancora di più».
Prima del Padova però stavate andando bene.
«Sì. Posso parlare solo delle partite in cui ho giocato, da Brolo in poi, e sia lì che a Sora abbiamo vinto perché eravamo tutti pronti a fare del nostro meglio. Dimentichiamo Padova e andiamo avanti pensando alla prossima gara contro Corigliano».
Per tre settimane, due trasferte più pausa, mancherete dal Bigi: niente sostegno della tifoseria.
«E’ un vero peccato, anche se contro Padova dagli spalti ho sentito parole non buone verso di noi. Purtroppo una serata così può capitare, lo sport è così, non ci sono solo vittorie e i tifosi lo sanno».
Nonostante la serata no, a Reggio si trova bene?
«Sì, sto molto bene qui e voglio continuare a fare del mio meglio. Farò tutto il possibile per continuare a fare punti come nelle mie prime due gare. Una sconfitta così brutta mi ha fatto stare molto male, ora voglio solo guardare avanti e tornare a vincere. Il gruppo è buono, ce la possiamo fare».
Francesca Manini
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Conad Reggio Emilia
Nella Trenkwalder non esiste l’egoismo ecco la nostra forza
REGGIO. E’ stata decisamente buona, la partita per Ojars Silins contro la Scavolini Pesaro;forse la migliore del giovane giocatore lettone della Trenkwalder, cresciuto negli ultimi anni nelle giovanili biancorosse.
Per lui 4 punti e 6 rimbalzi con un buon impatto ogni volta che è entrato sul parquet del PalaBigi.
Dopo aver ottenuto buoni risultati con la sua Nazionale, ora Silins ha laconcreta possibilità di mettersi in mostra nel basket professionistico italiano di massimo livello.
Il salto dalle giovanili alla Serie A è stato diretto, senza aver fatto la gavetta delle serie minori. Questo ha accresciuto da una parte la curiosità di vedere un giocatore che ha attirato su di se tanta fiducia da parte dello staff e dall'altra i dubbi sul fatto che potesse reggere da subito il campo.
Dopo fugaci apparizioni nelle prime due partite (3 minuti in tutto), Max Menetti ha iniziato a dargli più spazio fino ai 17 minuti nel big match a Milano ed i 14 contro la Scavolini.
Presentato come buon attaccante, ora Ojars sta cercando di migliorare anche in difesa per potersi ritagliare spazio.
Come procedono le cose per lei?
«Mi sento un po' più sicuro rispetto agli inizi. Tutti mi dicono di non avere fretta, anche l'allenatore, le cose buone non arriveranno. So che però devo ancora lavorare tanto».
E' soddisfatto della sua prestazione contro la Scavolini?
«Abbastanza. Quando sono entrato in campo, sono riuscito ad entrare subito nel ritmo delal partita, sia in attacco che in difesa. Forse nel secondo tempo ho giocato meglio che nel primo. Comunque decisamente meglio delle prime gare dove cercavo di mettere tanta grinta in difesa ma in attacco faticavo un po'».
Sente la fiducia di Menetti?
«La sento. La sua fiduciame la devo conquistare soprattutto facendo bene in allenamento. In partita se la squadra lavora bene, anche io riesco a dare di più».
Cosa avete fatto in più della Scavolini, per vincere?
«Nei primi due quarti la difesa ha fatto la differenza. Anche a rimbalzo abbiamo tenuto bene. Nella seconda parte siamo cresciuti in attacco. Taylor ha segnato 3-4 canestri importanti all'inizio dell'ultimo quarto e da lì abbiamo mantenuto il ritmo e abbiamo controllato fino alla fine».
Qual è secondo lei la qualità principale che sta uscendo da questa squadra?
«Giochiamo come un gruppo unito. Non ci sono egoismi e tutti seguono le direttive dell'allenatore con totale fiducia. Questo è molto importante in campo».
Riccardo Bellelli - gazzetta di reggio
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Trenkwalder Reggio Emilia
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