In posizioni diverse, Venezia e Verona sono nella stessa situazione: devono vincere entrambe le partite o, in caso di sconfitta sabato, sicuramente l'ultima per raggiungere i rispettivi obiettivi». Andrea Mazzon torna al PalaOlimpia alla guida dell'Umana Venezia, prima in classifica a pari punti con Casale Monferrato (ma seconda perché svantaggiata nel doppio confronto diretto: uno a uno, ma differenza canestri a favore della Fastweb), che deve però guardarsi dall'attacco della Sigma Barcellona, terza tre punti sotto, in casa con la Trenkwalder Reggio Emilia sabato prossimo, poi al Tagliercio di Mestre all'ultima giornata. Venezia, insomma, se perde a Verona, mette a rischio anche il secondo posto. Della Tezenis si sa: se batte Venezia è salva nel caso di sconfitta di una tra Reggio Emilia, Assigeco Casalpusterlengo e Marcopoloshop.it Forlì, altrimenti dovrà andare a vincere anche a Scafati, contro la Sunrise, all'ultimo turno (venerdì 6 maggio), per non correre rischi di retrocessione. «Purtroppo - osserva Mazzon - quello che è capitato alla Tezenis, in coda, con le vittorie delle dirette avversarie, in particolare di Forlì, è accaduto anche a Venezia, con le vittorie di Casale Monferrato e Barcellona. Quella di Verona, per noi, è una trasferta delicata. Stiamo lottando tra il primo e terzo posto perché le altre continuano a vincere. Ci giochiamo tutto nelle ultime due gare. È possibile che a entrambe, a noi e a Verona, serva vincere l'ultima partita, indipendentemente dal risultato di sabato, noi per arrivare primi o secondi, alla Tezenis per conservare la Legadue».
L'Umana Venezia aveva concluso il girone di andata da campione d'inverno con ben 13 vittorie e due sole sconfitte (oggi è a 20 vittorie e 8 sconfitte). È la squadra che maggiormente è rimasta al comando in questo campionato. «Poi - riferisce Mazzon - nel girone di ritorno abbiamo avuto qualche infortunio che ha naturalmente bloccato il nostro processo di crescita. Obiettivamente, alcune gare le abbiamo regalate noi, con errori da parte di tutti, più che vinte dalle avversarie. D'altra parte, il non essere abituati a questo campionato, come è per diversi miei giocatori, e il dover affrontare per le prime volte certe situazioni può pesare. Non è come, ad esempio, Casale Monferrato che da quattro anni convive con lo stesso gruppo». Mazzon ammette che «c'è stato anche un periodo nel quale non abbiamo giocato bene». «Però - aggiunge - siamo primi, non dimentichiamolo, con una squadra nuova e qualche ragazzo che veniva da campionati non eccelsi. Come allenatore, giudico ottima la nostra stagione. Poi, ai play off, vedremo. Lì tutto si azzera e le otto che ci arrivano sono alla pari. In una serie di cinque, conteranno molto le prime due partite in casa, da lì nascerà tutto il resto».
Sono problemi, comunque, che al momento non toccano Venezia. Ora conta solo la partita del palaOlimpia «dove - dice Mazzon - dovremo continuare sulla strada della grande intensità difensiva che ha contraddistinto le nostre migliori serate». «In genere - fa presente Andrea - giochiamo molto meglio fuori casa, dove abbiamo vinto 10 volte su 14. Sotto l'aspetto offensivo, invece, dobbiamo continuare nella crescita che ci porta ad essere determinanti con molti più giocatori, non più con uno o due. Sto avendo chiari miglioramenti dalla panchina e dagli italiani. Se siamo lassù è anche per i lavoro dei Meini, degli Allegretti...». Non è il primo ritorno al PalaOlimpia di Andrea Mazzon «ma è chiaro che quello è un posto speciale per me». «A Verona - aggiunge - mi sento a casa, lì sono diventato uomo. I ricordi sono tanti, come le soddisfazioni che ho provato sia con le squadre giovanili che con la prima squadra».
«La cosa più bella - conclude - che mi porto dentro è aver aiutato a lavorare con tanti giovani e, tutti insieme, aver creato qualcosa senza presunzione o arroganza, con il solo lavoro, avendo molto meno soldi delle altre società. Avevamo un decimo del budget delle grandi squadre, ma eravamo sempre lì a lottare con loro, e mi riferisco sia al periodo in cui ero assistente sia a quello da capo allenatore, e ci capitava di battere la Benetton, la Virtus, giocatori come Wilkins, giocare finali europee e semifinali scudetto. Sono gran belle soddisfazioni perché c'erano sì buoni giocatori, ma si vedeva il lavoro».
Renzo Puliero
larena.it
28 Aprile 2011 ore 11:30
Visualizzazione post con etichetta Forlì. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Forlì. Mostra tutti i post
Lega Due Basket commento prossimo turno 30 Aprile 2011 ore 20:45
Labels:
Basket,
Forlì,
Legadue,
Sigma Barcellona,
Trenkwalder Reggio Emilia,
Verona
MarcoPoloShop.it - Trenkwalder
FORLI’ – Sono tanti i temi tecnici, e non, che accompagnano l’ennnesimo derby emiliano romagnolo, il terzo di quattro per la FulgorLibertas Forlì targata MarcoPoloShop.it. La voglia di rinvicita della Trenkwalder che, candidata semifinalista in Coppa Italia, è caduta in casa proprio per mano della matricola Forlì nel primo match di Q-round; il cambio di panchina di Reggio Emilia che ha portato in bianco rosso quel Finelli che lo scorso anno allenò la scomparsa Fortitudo, che contese proprio ai romagnoli la promozione in LegaDue fino all’ultimo tiro di gara 5; il ritorno da avversario di Frassineti, forlivese doc, che lo scorso anno, di Forlì, era il capitano. Un turbinio di emozioni quindi si abbatterà come un uragano sul Palafiera che si preannuncia gremito, ben oltre quei 3000 di media che fanno di quello forlivese il primo pubblico di tutta la LegaDue. I ragazzi di Di Lorenzo sono reduci dalla bella sconfitta di Barcellona Pozzo di Gotto, dalla quale il play tascabile Piazza è uscito con un sontuoso 38 di valutazione, che gli è valso il riconoscimento di mvp di lega dell’ottava giornata. Il problema però è che le vittorie nel carniere della FulgorLibertas sono solo due ed il rendimento altalenante della squadra non profuma certo di affidabilità. La squadra romagnola alterna ottime prestazioni a match opachi ed imbarazzanti. Difficile onestamente capirci qualcosa, anche per la dirigenza, che ha sguinzagliato il suo uomo mercato in giro per l’europa, alla ricerca di una guardia comunitaria di qualità che, ammesso che esista, difficile possa accettare l’esigua proposta economica di una società dal budget più ristretto dell’espresso del bar all’angolo. Insomma, i problemi di play making e di realizzazione dalla lunga distanza persistono nonostante la bella prestazione di domenica scorsa in Trinacria. La sensazione è che se tutti giocassero al meglio, tutti insieme, e nello stesso momento, il cammino verso la salvezza non dovrebbe presentare ostacoli. Il problema è che questa congiunzione di eventi non si è mai verificata nè in casa, dove i liviensi hanno centrato le uniche due vittorie, nè lontano dalle mura amiche. Ancora una volta, quindi, siamo a raccontarvi di una MarcoPolo che, se vorrà battere l’avversario, dovrà mettere in campo cuore, intensità difensiva e precisione al tiro da fuori.
Già, perchè la Trenkwalder punta molto sul talento degli esterni Frassineti, Slanina, Smith, Fultz e Beck. Meno pericolosità invece sotto canestro dove Frosini garantisce al massimo 20-25 minuti di qualità. Alex Finelli può contare inoltre su una panchina molto lunga in grado di integrarsi al meglio col quintetto nel sistema delle rotazioni. La corsa ed il contropiede rappresentano l’arma di elezione per la Trenkwalder, ma se difesi bene, i reggiani si trovano in difficoltà dissipando facilmente vantaggi consistenti in pochissimi minuti. Ancora poca è la disciplina tattica in virtù del recente cambio di allenatore.
Quintetto canonico per Forlì con Piazza in cabina di regia, in guardia il ceco Licartowsky in odore di taglio, Wittmann in ala piccola, Gordon e Poletti sotto le plance. Avranno qualche minuto anche Lestini e l’ex Campani ai quali manca ormai solo il ritmo partita, prer decretare la fine ufficiale della lunga convalescenza.Non preoccupa il piede del reggiano Beck che, nell’amichevole di metà settimana contro Cremona, ha lasciato precauzionalmente il campo nel corso del primo quarto. Pertanto Finelli dovrebbe confermare, anche contro Forlì, Beck, Fultz, Frassineti, Smith e Cervi, titolari domenica scorsa nella vittoria con Ferrara.
A dirigere il match saranno i signori Gianluca Calbucci di Pomezia, Roberto Materdomini di Grottaglie e Denis Quarta di Torino. Osservatore: Piero Tallone di Varese. Ufficiali di campo: Ilaria Crescentini, Laura Ghetti e Barbara Semeraro.
Prima del match il presidente romagnolo Masoni consegnerà una targa di ringraziamento a Matteo Frassineti dando così il via all’uragano di emozioni che investerà inevitabilmente campo e spettatori.
Massimo Framboas / www.all-around.net
Già, perchè la Trenkwalder punta molto sul talento degli esterni Frassineti, Slanina, Smith, Fultz e Beck. Meno pericolosità invece sotto canestro dove Frosini garantisce al massimo 20-25 minuti di qualità. Alex Finelli può contare inoltre su una panchina molto lunga in grado di integrarsi al meglio col quintetto nel sistema delle rotazioni. La corsa ed il contropiede rappresentano l’arma di elezione per la Trenkwalder, ma se difesi bene, i reggiani si trovano in difficoltà dissipando facilmente vantaggi consistenti in pochissimi minuti. Ancora poca è la disciplina tattica in virtù del recente cambio di allenatore.
Quintetto canonico per Forlì con Piazza in cabina di regia, in guardia il ceco Licartowsky in odore di taglio, Wittmann in ala piccola, Gordon e Poletti sotto le plance. Avranno qualche minuto anche Lestini e l’ex Campani ai quali manca ormai solo il ritmo partita, prer decretare la fine ufficiale della lunga convalescenza.Non preoccupa il piede del reggiano Beck che, nell’amichevole di metà settimana contro Cremona, ha lasciato precauzionalmente il campo nel corso del primo quarto. Pertanto Finelli dovrebbe confermare, anche contro Forlì, Beck, Fultz, Frassineti, Smith e Cervi, titolari domenica scorsa nella vittoria con Ferrara.
A dirigere il match saranno i signori Gianluca Calbucci di Pomezia, Roberto Materdomini di Grottaglie e Denis Quarta di Torino. Osservatore: Piero Tallone di Varese. Ufficiali di campo: Ilaria Crescentini, Laura Ghetti e Barbara Semeraro.
Prima del match il presidente romagnolo Masoni consegnerà una targa di ringraziamento a Matteo Frassineti dando così il via all’uragano di emozioni che investerà inevitabilmente campo e spettatori.
Massimo Framboas / www.all-around.net
Labels:
Forlì,
MarcoPoloSHop.it,
Trenkwalder Reggio Emilia
Nella Trenkwalder Frassineti non è un “ex di turno” come gli altri.
- Il Resto del Carlino -
27/11/2010 09:22 - Gabriele Gallo
MATTEO Frassineti non è un “ex di turno” come gli altri. Perché il talento della Trenkwalder, domenica sera, non affronterà solo la squadra in cui ha militato la stagione scorsa, ma quella della città dove è nato e cresciuto, nella quale ha iniziato a giocare, si è affermato, ne è diventato simbolo e capitano e ha sfiorato, lo scorso anno, una storica promozione in Legadue, perdendo solo all’ultimo secondo con la Fortitudo Bologna. Poi, per le note disavventure economiche dell’Aquila, i romagnoli sono stati ripescati e domani incroceranno i guantoni con la truppa di Finelli.
Frassineti, doveva arrivare questo momento, prima o poi…
«Già, ed è inutile sottolineare che, per me, sarà una gara particolarissima. Non so dire quante e quali emozioni proverò quando entrerò al Palafiera e mi dovrò sedere sull’altra panchina».
Come si è avvicinato a questa partita?
«Provando a fare in modo che fossero giorni qualunque, pensando poco, come del resto faccio di solito, al match, estraniandomi dalle implicazioni sentimentali. Ma non è stato facile e non ci sono riuscito sempre».
Lei come pensa di evitare di farsi condizionare dal cuore?
«Una volta entrato in campo per il riscaldamento, eviterò accuratamente di guardarmi attorno e mi concentrerò solo su quello che devo fare sul parquet per far vincere Reggio».
Ha parlato con qualche suo ex compagno o con amici in questi giorni?
«Pochissimo e assolutamente non di basket».
Come verrà accolto dal pubblico forlivese?
«La maggior parte penso con grande calore. Alla Fulgor ho dato tutto. Spero che i tifosi abbiano apprezzato il mio impegno e confido di aver lasciato un buon ricordo».
Forlì è salita comunque in Legadue, tramite ripescaggio. Nessun rimpianto per non essere rimasto là?
«Nessuno. La mia è stata una precisa scelta di vita, volevo mettermi in gioco al di fuori della realtà dove ero sempre vissuto. Sono contento comunque di non essere troppo lontano dalla famiglia e dagli affetti».
Finelli ha molta stima di lei e lo ha definito “un grande collante in difesa” in grado di fermare gli avversari più forti.
«E’ un’esperienza nuova per me, perché, gli anni scorsi, non passavo certo per un gran difensore. Ma se voglio avere spazio in Legadue e mirare a palcoscenici più alti devo essere al massimo anche in difesa».
Sinceramente, se la Trenkwalder dovesse espugnare il Palafiera, lei si fermerà a casa domenica?
«Certo, magari a mangiare la pizza con gli amici».
27/11/2010 09:22 - Gabriele Gallo
MATTEO Frassineti non è un “ex di turno” come gli altri. Perché il talento della Trenkwalder, domenica sera, non affronterà solo la squadra in cui ha militato la stagione scorsa, ma quella della città dove è nato e cresciuto, nella quale ha iniziato a giocare, si è affermato, ne è diventato simbolo e capitano e ha sfiorato, lo scorso anno, una storica promozione in Legadue, perdendo solo all’ultimo secondo con la Fortitudo Bologna. Poi, per le note disavventure economiche dell’Aquila, i romagnoli sono stati ripescati e domani incroceranno i guantoni con la truppa di Finelli.
Frassineti, doveva arrivare questo momento, prima o poi…
«Già, ed è inutile sottolineare che, per me, sarà una gara particolarissima. Non so dire quante e quali emozioni proverò quando entrerò al Palafiera e mi dovrò sedere sull’altra panchina».
Come si è avvicinato a questa partita?
«Provando a fare in modo che fossero giorni qualunque, pensando poco, come del resto faccio di solito, al match, estraniandomi dalle implicazioni sentimentali. Ma non è stato facile e non ci sono riuscito sempre».
Lei come pensa di evitare di farsi condizionare dal cuore?
«Una volta entrato in campo per il riscaldamento, eviterò accuratamente di guardarmi attorno e mi concentrerò solo su quello che devo fare sul parquet per far vincere Reggio».
Ha parlato con qualche suo ex compagno o con amici in questi giorni?
«Pochissimo e assolutamente non di basket».
Come verrà accolto dal pubblico forlivese?
«La maggior parte penso con grande calore. Alla Fulgor ho dato tutto. Spero che i tifosi abbiano apprezzato il mio impegno e confido di aver lasciato un buon ricordo».
Forlì è salita comunque in Legadue, tramite ripescaggio. Nessun rimpianto per non essere rimasto là?
«Nessuno. La mia è stata una precisa scelta di vita, volevo mettermi in gioco al di fuori della realtà dove ero sempre vissuto. Sono contento comunque di non essere troppo lontano dalla famiglia e dagli affetti».
Finelli ha molta stima di lei e lo ha definito “un grande collante in difesa” in grado di fermare gli avversari più forti.
«E’ un’esperienza nuova per me, perché, gli anni scorsi, non passavo certo per un gran difensore. Ma se voglio avere spazio in Legadue e mirare a palcoscenici più alti devo essere al massimo anche in difesa».
Sinceramente, se la Trenkwalder dovesse espugnare il Palafiera, lei si fermerà a casa domenica?
«Certo, magari a mangiare la pizza con gli amici».
Labels:
Forlì,
Frassineti,
Trenkwalder
Q-Round di Coppa Italia, Trenkwalder-Forlì si disputerà al Palabigi
- Il Resto del Carlino -
03/09/2010 09:29 - LA NOTIZIA era già nota da tempo ma mancava l’ufficialità formale che è arrivata ieri nel pomeriggio. Il Palabigi di Reggio ospiterà uno dei Q-Round di Coppa Italia di Legadue, che serviranno come girone di qualificazione alla Final Four prevista a fine febbraio. La kermesse avrà luogo il 25 e il 26 settembre prossimi. La Trenkwalder di Piero Coen (nella foto), col vantaggio del pubblico e del parquet amico, affronterà sabato 25 la Vem Sistemi Forlì. A seguire Immobiliare Spiga Rimini contro Aget Imola. Il giorno successivo si disputeranno le finali per il 1° e 3° posto. Il primo classificato approderà alla fase finale del 26 e 27 febbraio 2011 insieme ai trionfatori degli altri tre Q-Round; quello di Ferrara (con Reyer Venezia, Snaidero Udine, Naturhouse Ferrara e Tezenis Verona), di Casale Monferrato (Fastweb, Fileni Iesi, Pistoia, Assigeco Casalpusterlengo) e Veroli, che oltre ai padroni di casa vedrà confrontarsi: Mazzeo San Severo, Scafati e Barcellona Pozzo di Gotto. Tornando in casa biancorossa verrà presentata oggi, nella sede di Confcooperative di Largo Gerra, la campagna abbonamenti per la stagione 2010/2011, che prenderà il via lunedì.
03/09/2010 09:29 - LA NOTIZIA era già nota da tempo ma mancava l’ufficialità formale che è arrivata ieri nel pomeriggio. Il Palabigi di Reggio ospiterà uno dei Q-Round di Coppa Italia di Legadue, che serviranno come girone di qualificazione alla Final Four prevista a fine febbraio. La kermesse avrà luogo il 25 e il 26 settembre prossimi. La Trenkwalder di Piero Coen (nella foto), col vantaggio del pubblico e del parquet amico, affronterà sabato 25 la Vem Sistemi Forlì. A seguire Immobiliare Spiga Rimini contro Aget Imola. Il giorno successivo si disputeranno le finali per il 1° e 3° posto. Il primo classificato approderà alla fase finale del 26 e 27 febbraio 2011 insieme ai trionfatori degli altri tre Q-Round; quello di Ferrara (con Reyer Venezia, Snaidero Udine, Naturhouse Ferrara e Tezenis Verona), di Casale Monferrato (Fastweb, Fileni Iesi, Pistoia, Assigeco Casalpusterlengo) e Veroli, che oltre ai padroni di casa vedrà confrontarsi: Mazzeo San Severo, Scafati e Barcellona Pozzo di Gotto. Tornando in casa biancorossa verrà presentata oggi, nella sede di Confcooperative di Largo Gerra, la campagna abbonamenti per la stagione 2010/2011, che prenderà il via lunedì.
Labels:
coppa Italia,
Forlì,
Trenkwalder
Iscriviti a:
Post (Atom)