Nella Trenkwalder Frassineti non è un “ex di turno” come gli altri.

- Il Resto del Carlino -

27/11/2010 09:22 - Gabriele Gallo

MATTEO Frassineti non è un “ex di turno” come gli altri. Perché il talento della Trenkwalder, domenica sera, non affronterà solo la squadra in cui ha militato la stagione scorsa, ma quella della città dove è nato e cresciuto, nella quale ha iniziato a giocare, si è affermato, ne è diventato simbolo e capitano e ha sfiorato, lo scorso anno, una storica promozione in Legadue, perdendo solo all’ultimo secondo con la Fortitudo Bologna. Poi, per le note disavventure economiche dell’Aquila, i romagnoli sono stati ripescati e domani incroceranno i guantoni con la truppa di Finelli.
Frassineti, doveva arrivare questo momento, prima o poi…
«Già, ed è inutile sottolineare che, per me, sarà una gara particolarissima. Non so dire quante e quali emozioni proverò quando entrerò al Palafiera e mi dovrò sedere sull’altra panchina».
Come si è avvicinato a questa partita?
«Provando a fare in modo che fossero giorni qualunque, pensando poco, come del resto faccio di solito, al match, estraniandomi dalle implicazioni sentimentali. Ma non è stato facile e non ci sono riuscito sempre».
Lei come pensa di evitare di farsi condizionare dal cuore?
«Una volta entrato in campo per il riscaldamento, eviterò accuratamente di guardarmi attorno e mi concentrerò solo su quello che devo fare sul parquet per far vincere Reggio».
Ha parlato con qualche suo ex compagno o con amici in questi giorni?
«Pochissimo e assolutamente non di basket».
Come verrà accolto dal pubblico forlivese?
«La maggior parte penso con grande calore. Alla Fulgor ho dato tutto. Spero che i tifosi abbiano apprezzato il mio impegno e confido di aver lasciato un buon ricordo».
Forlì è salita comunque in Legadue, tramite ripescaggio. Nessun rimpianto per non essere rimasto là?
«Nessuno. La mia è stata una precisa scelta di vita, volevo mettermi in gioco al di fuori della realtà dove ero sempre vissuto. Sono contento comunque di non essere troppo lontano dalla famiglia e dagli affetti».
Finelli ha molta stima di lei e lo ha definito “un grande collante in difesa” in grado di fermare gli avversari più forti.
«E’ un’esperienza nuova per me, perché, gli anni scorsi, non passavo certo per un gran difensore. Ma se voglio avere spazio in Legadue e mirare a palcoscenici più alti devo essere al massimo anche in difesa».
Sinceramente, se la Trenkwalder dovesse espugnare il Palafiera, lei si fermerà a casa domenica?
«Certo, magari a mangiare la pizza con gli amici».

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