di ANDREA MELLI
SASSUOLO - Dal 4-3-3 al 5-3-2, da Rosati a Pegolo passando per Pomini per una girandola tra i pali mai vista, un elevato numero di calciatori utilizzati. Cambiati i fattori, il risultato ha comunque portato il Sassuolo a non centrare mai il risultato pieno. Alla ricerca di una fisionomia, quella tattica sembrerebbe essere stata raggiunta con la nuova disposizione, squadra più coperta e pronta a ripartire, Eusebio Di Francesco le ha provato davvero tutte e nessuno gliene potrà fare colpa in un domani.
Di intentato non c'è stato proprio nulla. L'unico presente sette volte su sette dall'inizio è stato Kurtic (sostituito soltanto in casa con la Lazio nel corso dell'ultimo quarto d'ora). Con sette presenze anche Missiroli, ma 'panchinato' al San Paolo e subentrato solo per gli ultimissimi minuti. Insomma, le maggiore conferme, vuoi per contingenza, in mezzo al campo. E sette su sette le ha fatte anche Zaza, partendo dalla panca solo con l'Inter. Sei ne ha collezionate Magnanelli (non c'era con il Livorno dopo essersi fatto male alla prima a Torino uscendo anzitempo e a Parma non l'ha completata per l'espulsione), mentre per Laribi tra terzetto di centrocampo e impiego davanti, l'utilizzo è stato non cospicuo.
Tornando ai più presenti, c'è Ziegler a sei (fuori a Napoli dopo la disastrosa prestazione con l'Inter) nonostante lo svizzero rappresenti ad oggi la più grande delusione neroverde. Deludente è stato anche Rossini che dopo le sette reti incassate con l'Inter è stato
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