E’ la media da marzo in poi, ottenuta anche grazie al rientro di
Lavrinovic e Silins La svolta dopo il clamoroso ko contro Milano. Ora la
squadra gioca “da playoff”
di Adriano Arati
Gazzetta di Reggio
REGGIO EMILIA. Una difesa che prosciuga
gli avversari, da marzo limitati a 67.3 punti di media. Negli ultimi 50
giorni ha cambiato faccia, la Grissin Bon. Il rientro di
elementi-chiave come Lavrinovic e Silins ha dato una bella mano, anche
se prima di tutto sembra cambiata la mentalità. La svolta è arrivata
dopo il peggior ko della storia biancorossa: il 118-68 rimediato a
Milano il 1° marzo. Da quel momento la Grissin Bon ha infilato 5
vittorie, inframezzate dalla sola sconfitta di Roma. E non ha mai
concesso più di 72 punti alle rivali. Solo Avellino ha superato i 70,
in una larghissima vittoria reggiana (96-72) in cui nel finale la
tensione agonistica era sparita. Da allora, 5 gare con le avversarie
tenute a 66 punti (Roma, Bologna e Sassari) e 67 (Capo d’Orlando e
Venezia). La media è di 67.3 punti concessi, davvero eccellente, e
migliora l’ottima cifra complessiva: sinora in campionato la Grissin Bon
ha subito 73.7 punti di media, quarta miglior difesa assoluta dietro
Milano, Venezia e Roma. E nel conto vanno messi i famosi 118 presi
dall’Olimpia, che “guastano” il dato.
Reggio sta iniziando a
giocare un basket da playoff, dove la fisicità e la capacità di reggere
dietro sono ancora più importanti. Si giocherà molto spesso; non tutte
le serate si può pretendere che i tiri entrino e che tutti giri al
meglio in attacco, ma in compenso è possibile garantire costanza
difensiva. Questa Grissin Bon di marzo e aprile lo sta dimostrando, e il
progressivo recupero di tutta la squadra non potrà che aiutare.
Permetterà rotazioni più ampie, tutti potranno dare il massimo senza
paura di non avere paracadute alle spalle, e con tante partite a stretto
giro non è cosa da poco. L’arrivo di Chikoko e il progressivo
reinserimento di Cervi porteranno poi intimidazione verticale in area,
che non guasta mai.
Come si è arrivati qui? La botta di Milano
ha costretto tutti a una riflessione, e magari a qualche urlaccio
chiarificatore, che hanno portato nella giusta direzione, trainati dalla
grinta e dall’esempio di Kaukenas. Anche perché non sono cambiate le
strategie: si alternano la difesa a uomo a pochi ma calibrati momenti a
zona. È diversa l’intensità. Dal punto di vista tecnico, è cambiata la
capacità di rimanere concentrati per 40 minuti. La presenza di
Lavrinovic, non brillante atleticamente ma bravissimo a usare il corpo e
a provocare contatti sotto canestro, ha dato una bella mano in un’area
in quel momento sguarnita. Nelle ultime partite è poi tornato Silins, il
miglior difensore individuale biancorosso, e va citata anche la grande
condizione di Polonara. Insieme regalano una difesa che sta assumendo le
sfumature dell’acciaio.
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