- Il Resto del Carlino -
24/03/2011 08:51 - Gabriele Gallo
DA QUANDO la legge Bosman, unita alle politiche della Ue in materia di libera circolazione dei lavoratori, devastanti in ambito sportivo, ha spianato la strada al mercato aperto 365 giorni all’anno, se ne sono viste di cotte e di crude sui campi di pallacanestro. Quindi la vicenda che interessa Roberto Chiacig, pivot 36enne della Trenkwalder, non rappresenta più una novità, anche se desta sempre una certa curiosità. Il buon «Ghiaccio» infatti ha affrontato la squadra reggiana, in maglia Sunrise Scafati, lo scorso 5 dicembre; domenica, viceversa, giocherà contro i suoi ex compagni con la casacca biancorossa.
Chiacig, non le sembra insolito scendere in campo contro Scafati quando, fino a poche settimane fa, giocava proprio con quella maglia?
«Mi era già capitato di fare parte, nello stesso torneo, di due squadre differenti. Mai di disputare uno stesso incontro all’andata con la maglia di un team, al ritorno con quella dell’altro».
Tutto questo tourbillon di giocatori, nel corso di un singolo torneo è un bene o un male per il basket?
«Non deve essere visto, per forza, come un aspetto negativo. Può essere anche una buona cosa. Avere la possibilità di scambiare giocatori in ogni momento della stagione viene incontro alle esigenze sia degli atleti che delle società».
Nel suo caso chi ha fatto l’affare migliore: la Trenkwalder o Scafati?
«Fare un paragone mi pare improprio. La Sunrise ha avuto un rendimento buono e costante lungo tutto il torneo, con Chiacig o senza Chiacig. Reggio sta ritrovando soltanto in queste settimane se stessa, dopo tanto penare. Quando sono arrivato la situazione non era ancora a posto, adesso siamo vicini alla quadratura del cerchio, per merito di tutti. Nelle prossime sei partite sarà fondamentale cercare di vincere sempre, per metterci al sicuro. A cominciare da domenica».
Mica facile però, in casa finora Scafati ha fatto secchi tutti…
«Vero. Ma non c’è mai niente di scontato nel basket e ogni partita fa storia a sé. Le possibilità per sbancare il Palamangano le abbiamo. Le opportunità ci saranno. Dovremo essere bravi a sfruttarle, cercando di imporre la nostra pallacanestro».
Che ambiente troverà la Trenkwalder?
«Gruppo unito e pieno di volontà. Sempre pronto a lottare, in allenamento e in partita. E’ stato il loro valore aggiunto, quest’anno».
Come giudica sinora il suo periodo reggiano?
«All’inizio ho fatto fatica a ingranare perché ero reduce da un infortunio e qui mi è stato chiesto di giocare in maniera diversa rispetto a Scafati. A partire dalla difesa che per la Trenkwalder è un fattore estremamente decisivo per vincere. Mi sto integrando sempre meglio». Per la truppa di Frates allenamento a ranghi completi, ieri. Prosegue il rientro in gruppo di Riccardo Cervi.
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