Con un canestro di Frosini a 10 secondi dalla fine, la Trenkwalder batte la Prima Veroli, raggiunge i laziali al secondo posto e conquista l’accesso alla Final Four di Coppa Italia (27-28 febbraio).
Una vittoria sofferta e meritata, subito apparsa a portata di mano, poi sul punto di svanire, fino a 5’ dalla fine, sotto i colpi dell’attacco di Veroli, il più prolifico della Legadue. Decisive le doti balistiche di un Boscagin in versione bomber (22 punti), la concretezza di Frosini (13 punti e 10 rimbalzi), le fiammate di Fultz, Melli e Smith, ma anche il predominio a rimbalzo (46-29), soprattutto in attacco (14-2), con le conseguenti seconde opportunità di tiro. Così Reggio la spunta 81-78, nonostante l’8/16 complessivo dalla lunetta.
REGGIO PULITA. Fuori Pugi per problemi alla schiena, in panchina vanno i giovani Potì e Cervi. In quintetto Smith, reduce da una botta alla coscia. La Trenk parte con Fultz e Marigney nel motore. Superassist di Smith per Boscagin, che dopo il 4-0 iniziale di Veroli chiude un 13-0 reggiano. Sempre il capitano, in contropiede, lancia la Trenk a +11 (17-6). La squadra gira con meccanismi puliti; la difesa avversaria non sembra all’altezza. Decolla Hines, re di punti e rimbalzi (ma solo 14 e 2, ieri sera). «Bosca» continua a colpire in penetrazione; Veroli ricuce: -2 con una bomba di Foiera. Infortunio alla mano: esce Simeoli.
MELLI, MANI OVUNQUE. Sale in cattedra Melli, per vedere il quale è in tribuna Mitch Kupchal, gm dei Lakers: mani su tutte le palle volanti, giocate eleganti e 4 canestri consecutivi. Reggio resta avanti e il golden boy arriva all’intervallo con 10 punti e 8 rimbalzi. Dopo la pausa Veroli s’affida al tiro dall’arco e aggancia con 2 bombe di Foiera. Boscagin bombarda ed è testa a testa con le triple di Draper e Smith. Frosini infila al 2º tentativo, poi Veroli tenta la fuga con l’invidiabile batteria di tiratori. Esce una palla toccata da Nissim; gli arbitri prima l’affidano ai laziali, poi cambiano idea.
SOTTO DI 5.Ultimo quarto con Veroli a +5 (63-68) grazie a Nissim e alla spina nel fianco Rosselli (22 finali). Reggio pareggia con una bomba di Kudlacek e una penetrazione di Fultz. Frosini regala una stoppata. A 5’13” Veroli è a +5 con una tripla di Nissim. Reggio mantiene i nervi saldi e in due minuti sorpassa (76-75) con una bomba di Fultz e un gioco da 3 di Frosini a 2’08”. Nel frattempo Melli, autore di qualche forzatura dopo la pausa, è uscito per il 5º fallo.
DECIDE FRO. Il finale è adrenalina pura: Marigney fa 78-75, Veroli sbaglia volte in attacco e si arriva all’ultimo giro di lancette (59” sul cronometro) con Boscagin in lunetta. Ma è 0/2, e Draper, sempre dalla riga bianca, fa -1 a 55”. Sfondamento di Marigney su Nissim, però Veroli perde palla in attacco. L’uomo del match è Frosini, che segna e si guadagna un libero a 10” dal gong. Trema anche la mano veterana (tiro cortissimo), ma è 80-77. Subito fallo su Draper: 1/2 a 9”, ma è rimessa Trenk, perché sul 2º tiro, sbagliato, tocca Veroli. Nissim manda subito Marigney in lunetta a 7”: dentro il primo; il secondo esce, ma il rimbalzo è reggiano, ed è torcida biancorossa.
MAURO GRASSELLI - La Gazzetta di Reggio - 10/1/2010
Una vittoria sofferta e meritata, subito apparsa a portata di mano, poi sul punto di svanire, fino a 5’ dalla fine, sotto i colpi dell’attacco di Veroli, il più prolifico della Legadue. Decisive le doti balistiche di un Boscagin in versione bomber (22 punti), la concretezza di Frosini (13 punti e 10 rimbalzi), le fiammate di Fultz, Melli e Smith, ma anche il predominio a rimbalzo (46-29), soprattutto in attacco (14-2), con le conseguenti seconde opportunità di tiro. Così Reggio la spunta 81-78, nonostante l’8/16 complessivo dalla lunetta.
REGGIO PULITA. Fuori Pugi per problemi alla schiena, in panchina vanno i giovani Potì e Cervi. In quintetto Smith, reduce da una botta alla coscia. La Trenk parte con Fultz e Marigney nel motore. Superassist di Smith per Boscagin, che dopo il 4-0 iniziale di Veroli chiude un 13-0 reggiano. Sempre il capitano, in contropiede, lancia la Trenk a +11 (17-6). La squadra gira con meccanismi puliti; la difesa avversaria non sembra all’altezza. Decolla Hines, re di punti e rimbalzi (ma solo 14 e 2, ieri sera). «Bosca» continua a colpire in penetrazione; Veroli ricuce: -2 con una bomba di Foiera. Infortunio alla mano: esce Simeoli.
MELLI, MANI OVUNQUE. Sale in cattedra Melli, per vedere il quale è in tribuna Mitch Kupchal, gm dei Lakers: mani su tutte le palle volanti, giocate eleganti e 4 canestri consecutivi. Reggio resta avanti e il golden boy arriva all’intervallo con 10 punti e 8 rimbalzi. Dopo la pausa Veroli s’affida al tiro dall’arco e aggancia con 2 bombe di Foiera. Boscagin bombarda ed è testa a testa con le triple di Draper e Smith. Frosini infila al 2º tentativo, poi Veroli tenta la fuga con l’invidiabile batteria di tiratori. Esce una palla toccata da Nissim; gli arbitri prima l’affidano ai laziali, poi cambiano idea.
SOTTO DI 5.Ultimo quarto con Veroli a +5 (63-68) grazie a Nissim e alla spina nel fianco Rosselli (22 finali). Reggio pareggia con una bomba di Kudlacek e una penetrazione di Fultz. Frosini regala una stoppata. A 5’13” Veroli è a +5 con una tripla di Nissim. Reggio mantiene i nervi saldi e in due minuti sorpassa (76-75) con una bomba di Fultz e un gioco da 3 di Frosini a 2’08”. Nel frattempo Melli, autore di qualche forzatura dopo la pausa, è uscito per il 5º fallo.
DECIDE FRO. Il finale è adrenalina pura: Marigney fa 78-75, Veroli sbaglia volte in attacco e si arriva all’ultimo giro di lancette (59” sul cronometro) con Boscagin in lunetta. Ma è 0/2, e Draper, sempre dalla riga bianca, fa -1 a 55”. Sfondamento di Marigney su Nissim, però Veroli perde palla in attacco. L’uomo del match è Frosini, che segna e si guadagna un libero a 10” dal gong. Trema anche la mano veterana (tiro cortissimo), ma è 80-77. Subito fallo su Draper: 1/2 a 9”, ma è rimessa Trenk, perché sul 2º tiro, sbagliato, tocca Veroli. Nissim manda subito Marigney in lunetta a 7”: dentro il primo; il secondo esce, ma il rimbalzo è reggiano, ed è torcida biancorossa.
MAURO GRASSELLI - La Gazzetta di Reggio - 10/1/2010
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