REGGIANA: Dominissini, "Per gennaio pochi movimenti"

martedì 29 dicembre 2009
Dal Lanciano a Lanciano: dopo diciotto gare e quattro mesi di campionato, è tempo di tirare le somme sulla stagione della Reggiana. A farlo è il condottiero dei granata, Loris Dominissini, che nel parlare esprime grande soddisfazione per il gruppo di giocatori che allena ogni giorno, gente che ha il granata come seconda pelle e che può arrivare in alto.


Mister, che bilancio facciamo di questo scorcio di stagione?
“Prendendo come riferimento l’anno solare credo che la Reggiana abbia disputato un’annata più che positiva: nello scorso campionato non c’ero, ma buona parte dei giocatori sì, e la squadra ha dato ai tifosi parecchie soddisfazioni, al di là del risultato dei playoff”.
Ad Agosto, poi, si è ricominciato con lei in panchina. Come valuta queste diciotto giornate?
“Abbiamo impiegato un po’ di tempo nel trovare il modo giusto di collaborare insieme, pur mantenendo il lavoro fatto nelle annate precedenti: l’idea costruita nel tempo, di una squadra capace di entrare in campo per giocare, con una mentalità ben precisa, non andava dispersa e così è stato fatto”.
Inizialmente, però, avete faticato.
“L’inserimento dei nuovi richiedeva un periodo di assestamento. Ora abbiamo trovato l’equilibrio, ma dobbiamo stare con i piedi per terra: si fa presto, infatti, a fare bene e altrettanto a fare male”.
Questo è stato anche l’anno del suo rilancio a livello personale.
“Venivo da un paio d’anni negativi, è vero, ma ho sempre cercato di non perdere l’equilibrio, convinto che le cose possano cambiare repentinamente: ho vissuto queste due stagioni con passione, facendo anche l’osservatore, e l’esperienza mi è servita per imparare tante cose, tra cui che nel calcio è sbagliato essere assolutisti”.
Si spieghi meglio.
“All’estero, ad esempio, sono meno rigidi riguardo le modalità di impiego dei giocatori in campo: li schierano in ruoli diversi e il rendimento è comunque ottimo”.
A tal proposito una delle sue scommesse vinte è stata quella di Viapiana: nelle ultime partite, sulla fascia, è stato perfetto.
“Ne parlavo proprio con lui, dicendogli che mi ricorda Allegretti: il centrocampista del Bari è nato esterno per poi diventare mediano davanti alla difesa, ma Ventura lo schiera spesso esterno alto. Viapiana, contro Ternana e Lanciano, è stato tatticamente perfetto”.
Maschio, invece, sembra rinato.
“Veniva da un anno importante, con tanti gol, e l’astinenza iniziale l’ha messo in difficoltà: noi tutti sapevamo quello che ci poteva dare ed infatti è tornato presto al rendimento solito”.
C’è qualcosa che l’ha stupita di questa squadra?
“Mi avevano parlato di un gruppo affidabile e si è rivelato tale: queste sono le cose che fanno la felicità di un allenatore, come vedere che si lotta tutti per uno stesso obiettivo. Qui ci sono leader intelligenti che hanno la maglia della Reggiana cucita addosso”.
E a lei quest’ultimo aspetto non può che far piacere.
“Certamente, io a Reggio ho trovato la mia dimensione di atleta e di uomo, vivendo appieno la mia professione: questo gruppo ha meritato fiducia fin dal principio, ed è stato giusto difenderlo nei momenti di difficoltà”.
A Gennaio si apre il mercato: cosa di aspetta?
“Quando le cose vanno bene si deve cambiare poco: mi aspetto che, per quanto ci riguarda, ci sia poco movimento”.
Le vicende societarie influiranno?
“Non abbiamo parlato di mercato con la società, ma siamo stati concentrati solo su queste ultime partite: l’unica cosa che posso dire è che ci sarà modo di parlare con chi ha trovato poco spazio e non si sente realizzato”.
Crede che qualcuno lascerà Reggio?
“Chi ha giocato di meno è normale che non sia contento. Non dimenticate che, perché avvenga un trasferimento, è necessario che il verificarsi di tre condizioni: il giocatore deve avere volontà di andarsene, la società deve volerlo vendere e serve qualcuno che lo compri”.
Che ne pensa della situazione di Temelin?
“E’ probabilmente il più importante tra quelli che stanno giocando meno, quindi è sulla bocca di tutti: per voi giornalisti è un caso, per me è come tutti gli altri”.
Dove può arrivare questa Reggiana?
“Questa squadra gioca bene, ha una precisa identità e una spiccata personalità: sono virtù che, se mantenute nel corso dell’anno, ci porteranno lontano”.
Quanto lontano? Il primo posto è possibile?
“Non so dirlo, il cammino è ancora lungo e servirà anche un po’ di fortuna”.

Fonte: L´Informazione di Reggio

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