Niente da fare. Da Scafati la Trenkwalder torna a Reggio con venti punti di passivo

- Informazione Reggio Emilia -

28/03/2011 10:47 - Dall’inviato Adelmo Tagliavini

SCAFATI- Niente da fare. Da Scafati la Trenkwalder torna a Reggio con venti punti di passivo (78-58 ala sirena) e senza quelle risposte che invece dovevano arrivare. La continuità per questa squadra manca e la cosa non fa parte del suo Dna. Una gara bene ed un’altra male. Non è un caso se nel corso della stagione, la squadra reggiana non sia ancora riuscita a trovare due successi di fila. Non bisogna illudersi. Questa Trenkwalder non ha certezze ed ogni volta non ha mai giocatori che giochino con la stessa intensità.
Da qui alla fine della stagione bisognerà continuare a soffrire.
PRIMO TEMPO Inizio da incubo per Reggio. Scafati cerca di mettere subito le cose in chiaro e la Trenkwalder fatica a reggere il peso. Dopo soli tre minuti di partita, la squadra reggiana si trova sotto sul 9-2 con un solo canestro dal campo e tanti errori commessi in entrambi i lati del campo. La voragine si allarga col secondo fallo sanzionato a Robinson. Togliendo il suo faro, Frates decide di affidare la regia a Bell. In questo modo la squadra biancorossa viene privata di un esterno affidabile con punti nelle mani. Reggio subisce tre conclusioni dalla lunga distanza allo scadere dei 24 secondi. I tiri pesanti portano le firme delle seconde linee Casini, Amoni e dal play titolare Levin. La panchina cerca allora di affidarsi alle seconde linee con Frosini, Pini e Frassineti. La voragine resta immutata e la squadra biancorossa non riesce più di tanto ad avvicinarsi all’avversario, anche perché non ha un giocatore che sappia prendersi sulle spalle la squadra. Tante palle perse con le conclusione degli esterni che vanno sempre a sbattere contro il ferro. Frates ci prova con la difesa collettiva, l’attacco di Scafati s’inceppa e per tre azioni di fila non trova il canestro prima della soluzione efficace di Radulovic da sotto misura per il 35-24 a metà gara con nessun giocatore reggiano con plus minus positivo. L’uomo che Reggio ha più di tutti faticato a contenere è Baldassarre che a metà gara ha 11 punti con 4 rimbalzi e 16 di valutazione.
SECONDO TEMPO-Ci si illude che la gara cambi volto. L’inizio di ripresa è incoraggiante con sei punti messi a segno in meno di due minuti. Invece è un’illusione. Appena ci si distrae un attimo, Scafati è pronta ad allontanarsi di nuovo. Senza punti di riferimento in attacco, con Slanina che non trova mai la via del bersaglio, con Bell che non sta bene, (poi leggerete le sue parole nell’altro servizio ndr) con Frassineti che inizia a segnare a giochi abbondantemente fatti, si capisce che non è giornata. Mai nel corso della gara, la Trenkwalder ha dato l’impressione di potersi rialzare. Errori al tiro, 24 secondi senza segnare, cattive scelte operate hanno portato la Sunrise ad allontanarsi ogni volta che Reggio provava a dare l’impressione di avvicinarsi. Aggiungiamo due canestri subiti allo scadere dei 24” ed i giochi sono fatti. Il divario di venti lunghezze alla sirena rispecchia quanto visto in campo. Nulla da eccepire. Sta di fatto che giocatori modesti come Amoni e Baldassare diventano fenomeni quando affrontano Reggio, non sarà sempre un caso.

Nessun commento: