- Informazione Reggio Emilia -
20/03/2011 10:16 - di Adelmo Tagliavini
Trenkwalder, siamo algiorno decisivo. Non si scappa. Non ci sono balle che tengano, pressione o non pressione , paura o meno di sbagliare. Uscire sconfitti (palla a due alle 18.1 5) c o n t ro Forlì vorrebbe dire avere poche possibilità di conservare la Legadue e la
lunga storia della Reggio dei canestri venire cancellata in 40 minuti. Dopo
mesi orribili di campionato e i tanti cambiamenti apportati all’organico, la
stagione reggiana è arrivata ad una svolta. Sbagliare vorrebbe dire piangere lacrime amare per lunghi mesi estivi. Contro Forlì (squadra che gioca senza un pivot di ruolo) ci si gioca il presente ma soprattutto il futuro. Una sconfitta vorrebbe dire non riuscire più a rialzarsi. Il calendario non si presenterà benevolo con i biancorossi che dovranno vedersela contro Scafati, Venezia e Barcellona fuori casa, Casale, Rimini e Veroli al PalaBigi. Date uno sguardo alla classifica di Legadue e vi accorgerete che la Trenkwalder dovrà affrontare formazioni di
prima fascia, squadre che giocheranno tutte le sfide playoff, che a fine stagione non lasceranno nulla d’ intentato. Con già lo scontro avverso contro San Severo , avere col pollice giù anche la doppia sfida contro Forlì, significa avere più di un piede in A Dilettanti. I giocatori ch e vanno in campo devono quindi sapere a quello cui vanno incontro perché in ballo non c’è solo una gara di basket ma un futuro che
da roseo (con un proprietario del calibro di Stefano Landi) rischierebbe di
diventare pieno di nubi.
L’AVVERSARIO. Purtroppo la Trenkwalder si trova sulla sua strada una
squadra che viaggia a mille. Forlì sembrava spacciata sino a poche settimane fa, invece adesso ha trovato la forza di risorgere. La
neopromossa formazione romagnola si presenterà in
via Guasco sorretta da 400 tifosi inferociti ed un organico rivoluzionato rispetto alla gara di andata. Due squadre quindi nuove di
zecca o quasi. Il problema è che la formazione romagnola è reduce da due vittorie di fila. La prima in trasferta contro Casalpusterlengo,
la seconda in modo ancor più convincente contro Barcellona. Le parole uscite dalla bocca del tecnico dei siculi Cesare Pancotto suonano da pieno
allarme rosso. Le sue, non sono sembrate di circostanza, ma molto sincere . Squadra che cerca il tiro rapido e che si affida molto alle soluzioni dei suoi esterni. Il finalandese Huff (chi lo conosceva alzi la mano), arriva in Romagna e Fabrizio Frates sprona i suoi ragazzi
in due gare segna 33 punti, Bobby Jones (niente a che fare col compagno di squadra dell’ex Sivers dei tempi di Doctor J) e Goldwire (nemmeno parente dell’ex Fortitudo) segnano a raffica. Sta di fatto
che la Marco Polo ha messo a segno 86 punti in trasferta contro la squadra di Sacco (Casalpusterlengo che ha un probante 2-0
contro Reggio) e domenica scorsa 98 a Barcellona col 54% da 2 e il 48 da 3 con 10 su 21 dal campo e otto giocatori a bersaglio.
LA STORIA CONTRO. Aggiungiamo che la storia non è dalla parte di Reggio. Nelle gare dove ci si gioca la stagione in casa, la
storia di Reggio è tutta da dimenticare . Sconfitta contro la Fortitudo Bologna (il famoso 2 aprile’92) quando la formazione felsinea doveva salvarsi, superata due volte in casa nella finale playoff che valevano l’A1 contro Livorno (2001) e Napoli (2002), sconfitta contro l’Ar mani
jeans Milano di Garris e Gallinari (aprile 2007) ,quando vincere voleva dire salvarsi. Quattro precedenti di certo poco benauguranti nella gare dentro o fuori. Questa volta però in panchina siede Fabrizio
Frates. All’architetto milanese, che ha dimostrato di avere a cuore le sorti del basket targato Trenkwalder, il compito di ribaltare questa striscia negativa.
Che i tifosi inizino a scaldare le ugole affinché possano far sentire il loro incitamento a chi va in campo, ai giocatori il compito di non far piangere il popolo di fede biancorossa.
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