Trenkwalder - Rimini: il modo più bello di vincere, il modo più atroce di perdere.

- La Voce di Romagna -

18/04/2011 09:22 - Matteo Peppucci

REGGIO EMILIA - Il modo più bello di vincere, il modo più atroce di perdere. Il basket è lo sport più bello del mondo perché si diverte a prendere una partita, rivoltarla 500 volte come un calzino, portarla alla sua ovvia conclusione e poi, a un battito d’ali dalla fine, fotografarla nel modo più assurdo del mondo. Perché se Roderick, a 1’ dalla fine sul 68-69, non avesse perso quella palla, se Chiagic non avesse preso l’ennesimo rimbalzo offensivo di un secondo tempo tutto reggiano, se poi Lollis non avesse commesso il quinto fallo su Robinson, al 100% Metreveli non sarebbe entrato e non avrebbe appoggiato, sulla sirena, il gol partita. Una roba allucinante, coi tifosi reggiani disperati e quelli riminesi in estasi globali: a Forlì saranno contenti di sapere che “qui” nessuno vuole la loro retrocessione. Un sms di Caja e dei suoi uomini, l’emblema di una squadra che è e resta di granito pesante.
TATTICISMI Per la serie ‘esperimenti pre-playoff’, Caja mette sul parquet una costante alternanza di uomo e zona (2-3 e 3-2, anche box & one su Robinson in certi frangenti) che, di fatto, inizialmente manda al manicomio la Trenkwalder. Perché privata del post basso di Chiagic, con Bell e Robinson che non riescono ad attaccare il mezzo ben presidiato dai Granchi, la Reggiana ‘sbarella’ mentre dall’altra parte Vukcevic dipinge per se stesso e per Lollis, che ne ha già segnati 8 comodi (4/4) sui classici giochi a due perfetti della premiata coppia. Rimini da gas (9-17 al 7’), ma Menetti ringrazia Slanina, che lo tiene in vita con due bombe fuori ritmo, una con fallo annesso, e una Spiga che regala qualche pallone di troppo in contropiede (17-21 al 10’).
STRAPPO Quando però le bombe non entrano più, la Trenk si affloscia ulteriormente: Lollis si diverte come un matto a finteggiare Chiagic e Frosini (al 20’ avrà 14 punti con 7/9 dal campo e 4 rimbalzi...), e se dalla panca Metreveli riesce pure ad incidere - 4 punti subito - la fuga è bella che dipinta. Il vantaggio dei Crabs lievita a dismisura (20-33 al 16’, addirittura 24-39 al 18’), perché la palla, nell’area reggiana, gira che è una meraviglia: l’unico segnale un po’ storto è il ‘misero’ +12 che la Spiga si porta in dote nel tunnel - 29-41, Robinson e Bell a raccattare spazzatura e Roderick troppo incerto sulla linea di fondo -, un affare per la Trenk considerando il dominio globale evidenziato anche dal 50 a 25 in valutazione e dal clamoroso 20-6 a rimbalzo.
BELLI ADDORMENTATI Lo si dice perché ‘sto gioco un ormai è conosciuto: e infatti, buttando alle ortiche un paio di palloni ad inizio ripresa, i Granchi si ritrovano, dopo appena 4’, con la Trenk attaccata (38-41, break 9-0). Il time out di Caja non sortisce effetto, anche perché come spesso accade gli arbitri vanno ‘con’ chi recupera, consentendo alla Reggiana una difesa mani addosso impunita su Vukcevic e Roderick. Galvanizzati dalle bombe del miglior Slanina dell’anno, la Trenk prima pareggia (43-43 al 26’, break complessivo 19-4 dal 24-39 del 18’), poi addirittura passa sopra con i muscoli di Valenti e le incursioni di Robinson.
SORPRESA Quando Caja, che nel frattempo alterna Tomassini e Piazza a mo’ di girandola, si prende un tecnico per proteste, la Spiga sembra spiaggiata (63-58 al 32’), ma una rubata di Gurini rimette in onda Rimini e si va col punto a punto mozzafiato. Tomassini, Vukcevic e Roderick più diverse ottime difese consentono ai Granchi di giocare la palla sul 67-68 a 1’ dalla fine, ma il Tom la perde, e poi Roderick trova il modo, sul deragliamento di Robinson, di farsela scippare di nuovo. La dea bendata, però, ha già deciso come deve finire: col georgiano che parla bene l’italiano a ricevere, sotto il ferro, appoggiando docilmente una palla che può cambiare l’esito di un intero campionato. E’ la pallacanestro, signori miei.

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