In verità non ci sarebbe null’altro da dire, quanto scritto sopra potrebbe già bastare perchè siamo in pieni Playoffs, conta solo il risultato e perchè già lunedì 13 maggio al Pala Bigi andrà in scena Gara 3 ma non posso esimermi dal narrare un’altro capitolo, l’ennesimo, che questo straordinario sport porta seco da sempre e che si lega all’incredibile mistero che alberga nel cervello umano.
Com’è possibile che accada, infatti, che l’ACEA Virtus Roma nel giro di 48 ore soltanto possa passare dalle stalle alle stelle imponendosi in modo così netto, perentorio al cospetto dell’avversario, letteralmente sbranato nel primo e decisivo tempo della sfida chiudendolo sul 50-24 e mettendo, ad esempio, questa sera a segno già al 20° il 95% dei punti messi a segno giovedì 9 in Gara 1, e cioè la miseria dei 58 punti in 40°? Ad avvalorare ancor di più il peso specifico di questo incredibile accadimento concorre l’assenza completa dell’asse portante dell’intera squadra, al secolo Jordan Taylor e Gani Lawal, impossibilitati a poter dare il proprio contributo alla causa questa sera il primo per la rottura completa del setto nasale nello scontro involontario con Andrea Cinciarini ed il secondo alle prese con i postumi dello scavigliamento, sempre in Gara 1, subito nel tentativo inutile di fermare la tripla di Mladen Jeremic. A pochissimi minuti dalla palla a due regnava ancora l’incertezza sulla loro presenza in campo ma poi, alzando lo sguardo in tribuna, si poteva osservare prima un Jordan Taylor con un rattoppo vistoso sul naso e non in tenuta da gioco accomodarsi mestamente in panchina a mirare il riscaldamento dei compagni e, all’ingresso delle stesse squadre in campo, un Gani Lawal sì in tenuta da gioco ma assolutamente attento a non esagerare con le schiacciate, come avviene in ogni pre-gara, e ad ogni singolo movimento: niente da fare nemmeno per lui quindi.
Neanche il tempo di realizzare l’accadimento ed il rammaricarsi della sfortuna accaduta (in tutta la Regular Season la Virtus aveva dovuto rinuciare un paio di volte a D’Ercole ed una volta a Datome, pluridegenza di Dagunduro a parte), riscaldamento e presentazioni delle squadre, pronti e via e Roma cominciava il suo personalissimo show lentamente ma inesorabilmente. Sarà stata la rabbia accomulata per la pessima Gara 1, oppure il voler e dover dimostrare il proprio valore al numeroso pubblico accorso al Pala Tiziano o financo il voler dimostrare che il terzo posto in campionato non era stato poi casuale, non lo sappiamo. Fatto sta che l’ACEA ha atteso sette, otto minuti di gioco e dopo la prima tripla della sua serata dall’indiziato numero uno, quel Phil Goss così clamorosamente mancato in Gara 1, portatasi sul 16-13 la squadra di Marco Calvani non si è più guardata indietro ed è filata dritta verso il traguardo vincente di Gara 2 chiudendo il primo quarto sul 23-14.
Ma il bello doveva ancora venire per i padroni di casa perchè, nel secondo quarto, l’Urbe ripartiva ancora più agguerrita di prima e prima un parziale di 8-0 sempre grazie a Phil Goss ed al redivivo Bobby Jones, poi un altro break da 10-0 griffato da Super Gigi Datome ed Olek Czyz scavavano il solco definitivo dentro il quale si spegnevano le speranze di rimonta reggiana.
Di fatto al 20° la gara era bella che andata per Reggio Emilia e vinta per i romani che potevano quindi amministrare al meglio le forze, in previsioni di due match al Pala Bigi al calor bianco e, almeno per Gara 3, ancora senza Lawal e Jordan Taylor.
Una prova di forza dunque, di concretezza e di sostanza come da tempo la bella ACEA di quest’anno non faceva vedere, forse addirittura dall’esaltante e perentoria vittoria di Siena di fine febbraio scorso ma anche un segnale forte, molto forte a chi pensava in casa Trenkwalder di avere già un piede in semifinale dopo la meritata vittoria in Gara 1. L’aver dominato l’avversario in questo modo, senza poter ammettere nessuna replica obbliga adesso la bella realtà di Menetti a guardarsi allo specchio ed a capire dove porre rimedio su come arginare, ad esempio, il veemente Gigi Datome di questa sera in versione NBA o su come arginare lo strapotere atletico di Olek Czyz, Bobby Jones e Petar Lorant, calati nel modo più completo nel ruolo di guastatori e difensori dell’altrui e del proprio fortino, senza dimenticare il grande lavoro difensivo e di tiro da parte di Lorenzo D’Ercole e del nuovo arrivato Bryan Bailey, quest’ultimo play titolare al posto dell’assente Jordan Taylor ed ottimo difensore sul pericolo pubblico numero due emiliano, Troy Bell, anche lui apparso poco reattivo e concentrato. Infine, applausi anche per il Tonno, al secolo Alessandro Tonolli, di nuovo in campo dopo tanto tempo a festeggiare la 645 presenza in maglia Virtus ma soprattutto al giovane Matteo Tambone, silenzioso ed utilissimo capace di raccogliere addirittura ben 6 rimbalzi, segnare 4 punti e di regalare molti minuti ai titolari a riposare in panchina mostrando doti da interessantissimo prospetto, al pari dei suoi compagni entrati Alessandro Guagliardi e Filippo Gorrieri.
Ed ora ci si sposta nella capitale della pianura padana, a Reggio dove la Trenkwalder dovrà aumentare o, se preferite, ritrovare quella fluidità smarrita questa sera nel muovere la sfera in attacco e dovrà anche iniziare a preoccuparsi d’allargare il perimetro di difesa come fatto questa sera se è vero che la Virtus ha chiuso con un perentorio 45% da fuori l’arco. E dovrà interrogarsi come ri-coinvolgere il positivo Demian Filloy di Gara 1 ed avere più costrutto da Riccardo Cervi e Greg Brunner, in affanno in modo netto contro i più rapidi e muscolari avversari. Ma dopo questa sera una cosa è certa e cioè che questa sarà una sfida che potrà facilmente arrivare a Gara 7, prepariamoci a goderne in ogni singolo possesso.
La cronaca.
Primo periodo, Calvani è costretto a non poter contare su Lawal e J. Taylor, parte quindi con Goss, Datome, Czyz, Jones e Bailey con quest’ultimo play mentre Menetti conferma lo startin’ five di giovedì e va con Cinciarini, Antonutti, D. Taylor, Brunner e Slanina. Reggio parte contratta, 3 falli in 2 minuti e Roma riprende la saga dei liberi ma intanto spara bene da tre, l’ACEA però ha un’altra faccia sotto canestro, 6-6 al 4° con ritmi non certamente ossessivi. La notizia è che però i reggiani hanno 4 falli al 4°, Datome impatta sull’8-8 in entrata. Czyz ha 2/2 nel pitturato e Roma va 10-8, un’altro Czyz rispetto a giovedì, Calvani vuole grande pressione in difesa e mette D’Ercole e Lorant per Czyz e Bailey. Menetti s’adegua e mette Jeremic e Bell ma Roma continua a penetrare, a subire fallo ma senza realizzare il canestro aggiuntivo. Zone-press dell’Urbe ma Reggio sembra essersi adeguata. Bell s’inventa una tripla d’applausi con Bailey addosso ma dall’altra parte Datome schiaccia in entrata, 13-13 al 7°. I biancorossi sono però impacciati, la sfera non gira come Gara 1. Goss va da tre, finalmente ma subito dopo Taylor, quello di Reggio, si procura due liberi ma ne segna solo uno ma con ben due extra-possessi in attacco, Filloy spreca e Lorant punisce sempre dalla lunetta non convertendo l’ennesimo fallo. E subito dopo un tiraccio di Jeremic e Roma vola con Goss e D’Ercole da tre: è un’altra Roma, decisamente, che chiude il primo quarto in crescendo, 23-14 con Reggio in difficoltà che sigla la stessa cifra di Gara 1 del primo quarto.
Terzo periodo, Slanina va da tre e Bailey perde il possesso, 50-27 ed anche Antonutti replica, 50-29 al 21°. Jones fa 2/2 dalla lunetta, Slanina fa passi ma Bailey lo imita. Brunner segna il primo canestro della serie e, dal lato opposto, Jones va di tripla, 55-31 al 23°. Taylor ancora, Reggio cerca di rientrare ma Bailey recupera, corre ma Taylor lo stoppa, Jones a rimorchio ed è 57-33 al 25°. Entra Filloy per Antonutti ma Roma difende di nuovo allo spasimo adesso ed è show-time con Bailey che serve in contropiede Datome che deposita nel cotone, 59-33 al 26° e Menetti deve ancora fermare l’onda impetuosa capitolina. Si rivede Bell con Cervi ma è sempre Taylor a tenere a galla i suoi ma Datome, stimolato dalla fortissima ala reggiana, lo imita, 61-35 al 27°. Goss si concede la prima infrazione di 24”, c’è il debutto di Silins nella serie che fa subito passi. Ancora Datome che schiaccia in reverse spettacolarmente, ovazione per lui. Ecco di nuovo Tambone che recupera palla in attacco, bravo, ma ora Roma attacca con minor intensità, logico direi. Jeremic da tre, prima tripla nel periodo per Reggio Emilia ma Lorant, monumentale, riporta avanti 26 Roma. Si chiude con due liberi di Bell, 67-43 ma Roma è sempre presente, la Trenkwalder ci ha provato a riaprire la sfida ma senza crederci più di tanto.
Sala Stampa
Menetti
Che dire? Complimenti a loro, grande gara di oggi che però accresce la nostra vittoria di giovedì. Loro son stati bravissimi nei primi minuti con la loro aggressività e la loro tecnica a metterci sotto, ci abbiam provato a resistere ma poi abbiamo pensato alla prossima gara. Roma è forte, niente chiacchiere, serviranno delle grandi prove in futuro se vogliamo passare in semifinale e non sarà per niente facile. Gli errori in difesa sono stati mentali, abbiamo abbassato molto l’intenstià e loro ne hanno giustamente approfittato, forse l’assenza dei due titolari (Lawal e Jordan Taylor, ndr), ci ha condizionato ma loro sono una grande squadra, non scherziamo, sono giunti terzi non a caso. Sono comunque soddisfatto di tornare al Pala Bigi sull’1-1 ma sarà durissima battere questa Roma, l’assenza di Taylor e Lawal ripeto che ci ha forse condizionati ma non dimentichiamo i valori di Roma, che sono assoluti. Comunque credo che in queste prime due gare abbiamo visto il meglio delle due squadre, giovedì noi abbiamo fatto bene e Roma forse molto male, oggi noi male e loro meglio, noi siamo una squadra completamente diversa rispetto a Roma perchè non siamo così atletici come loro ma dobbiamo prendere le cose buone che abbiamo fatto ma, ripeto, Roma è uan grande squadra e per battere quest’ACEA ci vorranno altre grandi prove. Non sottovalutiamo poi il lato emozionale ma la storia del playoff che stiamo giocando la potremo scrivere solo a serie finita.
Audio Calvani Roma-Reggio 11Mag2013
Tonolli
Siamo scesi in campo tranquilli perchè era difficile ripetere la brutta prova di Gara 1, l’altro ieri avevamo fatto troppi errori che ci hanno penalizzato troppo ma il bello è che abbiamo reagito stasera da grande squadra. Certo, abbiamo usato il nostro fisico perchè dovevamo farlo, giochiamo in casa (ride, ndr). Ci siamo parlati poco tra giovedì sera e ieri, e l’assenza di Lawal e Taylor ci ha responsabilizzato, questo sicuramente ci ha dato anche una gran carica ma questo significa che siamo una squadra vera, con carattere e che non siamo mai morti e non moriremo facilmente. Ma lo abbiamo dimostrato in tutto il campionato, non certo solo stasera, abbiamo ribaltato gare in trasferta che sembravano perse e, soprattutto, abbiamo dato un bel segnale a Reggio Emilia.
Datome
Sarò breve come l’altra sera, ci credevamo ed abbiamo fatto una prova maiuscola. Il bilancio è negativo, 1-1 ci sta ma non ci premia. Andremo a Reggio Emilia con il carattere giusto ma l’approccio di questa sera è quello giusto, saremo carichi a mille ed andiamo a vincere perchè vogliamo dimostrare che non siamo arrivati terzi a caso. Importante poi non aver sprecato tante energie ed è anche un segnale, un altro segnale forte ma non ci accontentiamo, siamo fiduciosi, non so se recuperemo Gani o Jordan, vogliamo tornare a Roma per vincere la serie. Anche Bailey sta andando bene, ha avuto gli occhi giusti anche se è quì da poco, siamo stati aggressivi tutti e non era per niente facili, bravi tutti.
ACEA Virtus Roma – Trenkwalder Reggio Emilia 82-58
Parziali: 23-14; 27-10; 17-19; 15-15
Progressione: 23-14; 50-24; 67-43; 82-58
Tabellini
MVP: Semplicemente Gigi Datome, con 20 punti spacca in due la gara nel secondo break, decisivo, nel secondo periodo. Una prova maiuscola come anche un applauso a tutta la Virtus Roma, coach Calvani in testa.
WVP: Silins fa -6 ma a gara ormai finita, ma delude tutta Reggio, anche Donnell Taylor.
all-around.net
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