La Reggiana continua l'epurazione: via anche il tecnico Beretti. Invito a rinnovare gli addetti alla comunicazione

REGGIO EMILIA. Un altro dipendente della Reggiana troverà chiuse le porte di via Mogadiscio la prossima stagione: si tratta di Paolo Beretti, l’allenatore della formazione allievi nazionali.
Continuano quindi a pieno ritmo le “epurazioni” all’interno del club granata, volute dal dottor Calì, attivo non solo sulla prima squadra.
Inatteso il divorzio con il tecnico Beretti, classe ’71 e nativo di Castelnovo Monti, perché non era certo una persona ingombrante e soprattutto aveva ottenuto grandi risultati nelle ultime quattro stagioni, culminate spesso col raggiungimento delle fasi finali di categoria, come quella appena disputata in Romagna dove la Reggiana è uscita a testa alta perdendo la semifinale 3-2 col Como.
«L’altra sera mi è stato comunicato dal nostro nuovo responsabile del settore giovanile di non esser più utile alla causa granata».
Inizia così una lunga lettera tra incredulità e ringraziamenti che il tecnico ha deciso di pubblicare su Facebook.
«Difficile sintetizzare cosa provo - spiega Paolo Beretti - certamente l’orgoglio di aver lavorato per la squadra del mio cuore, la convinzione di aver dato tutto per la crescita dei ragazzi del settore, il ricordo di mille battaglie sportive, ognuna delle quali mi ha regalato vagonate di brividi, soltanto per il fatto di vedere i miei giocatori vestire quella maglia. Sicuramente c’è un velo di rammarico ma anche grande gioia per aver sfiorato, pochi giorni fa, uno scudetto da poter cucire su quella grande favola granata, partorita da una squadra sulla quale, due anni or sono, nessuno avrebbe scommesso qualcosa».
Dopo aver ringraziato i collaboratori è la volta dei tanti ragazzi che ha allenato:
«Ai ‘97: siete miei fratelli, potreste insegnare a tutti, andatene orgogliosi. Ai ‘98: siete stati splendidi, avete scritto piccole grandi storie. Ai 2000: la squadra più difficile e più bella, terzi in Italia, primi per quello che avete mostrato, avete comunque vinto lo scudetto del cuore di tanti, siete dentro di me; ai ‘99: tante volte ci siamo cercati, ma non è stato, purtroppo e non per colpa mia, possibile lavorare insieme e sono convinto che sarebbe stato bello e vincente».
Spazio ad altre riflessioni poi la lettera
chiude così: «Grazie e in bocca al lupo a tutti: chi mi conosce da tempo sa che mi avete cambiato ed in meglio. Dai Regia».
Ora bisognerà capire quale sarà la sorte del suo vice Beppe Alessi, figura-simbolo della Reggiana e ben più complicato e difficile da liquidare su due piedi.
Gazzetta di Reggio

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