Rabbiosa ma confusionaria. Tenace ma timida. La Trenkwalder non vuole proprio tornare quella di un tempo. Gara 2 dei quarti playoff consegna alle cronache una gara che dominano gli attacchi per latitanza delle difese, una gara in cui fino al termine del terzo parziale di gioco entrambe hanno meritato, o demeritato se preferite, più dell’avversaria. Ma ai playoff, si sa, ogni partita fa storia a se ed il secondo capito di questa novella vede i ragazzi di Ramagli uscire a braccia alte e quasi in scioltezza. Non tragga in inganno il risultato finale però, perché la Miro Radici non è venuta in Emilia per onor di firma ma si è giocata la gara a viso aperto, provandoci e riprovandoci salvo poi crollare quando Reggio ha iniziato a difendere in modo almeno decente. 94-79 il punteggio finale, merito di un Fultz che dimostra ancora una volta, semmai ce ne fosse stato bisogno, che è il vero ago della bilancia per questa squadra, fondamentale in tutto e per tutto.
DIFESE APPROSSIMATIVE. Lo starting-five reggiano vede Fultz e Kieza in campo dalla palla a due. Ramagli dimostra di imparare dagli errori commessi e sposta il gioco decisamente più sul perimetro rispetto a gara 1 ed infatti è proprio il redivivo play reggiano che inizia a sparare dalla distanza. Vigevano, però, non trova che una debolissima resistenza nella difesa biancorossa, tanto che Kieza fa posto praticamente subito ad un Frosini eroico, ed i lomellini conducono le danze sino al termine del quarto grazie ad un Williams semi-infallibile ed un Boyette in spolvero. Robert Hite piazza 12 punti nella prima frazione e tiene a galla i suoi che continuano a lasciare praterie sterminate agli uomini di Garelli. La quasi totalità dei punti ospiti arrivano da soluzioni nel pitturato. Gli attacchi dominato ed il 51-49 con il quale si chiude il tempo lo dimostra. i padroni di casa hanno poco da Boscagin e soffrono Williams in difesa. Nella ripresa Reggio parte con il piglio giusto ma l'intensità nella propria metà campo rimane approssimativa, con Smith che pensa più alla fase d’attacco Pugi che pare catapultato da un altro pianeta. Terzo quarto sulla falsa riga dei precedenti, dove Vigevano inizia a faticare sul finire, cadendo nell’errore di gettarsi dentro all’impazzata, poco aiutata dalla giornata negativa di Bertolazzi in regia, ma la Trenkwalder non scappa.
FINALMENTE CATTIVA. Qualcosa deve essere successo nel mini riposo tra il terzo ed il quarto parziale, perché i biancorossi ora sono cattivi, spietati offensivamente e soffocanti in difesa. Fultz riprende a colpire con costanza, supportato da Smith e da capitan Boscagin. La svolta della gara al 34’, quando Pugi piazza un stoppata seguita da una tripla, che caccia gli ospiti al -10 (87-77). Vigevano crolla, non segna per oltre 5 minuti e psicologicamente molla la gara. Smith sale in cattedra e rende quasi eccessivo il divario. Nonostante gli errori dalla lunetta (23/38 per i reggiani, una percentuale che non ci i può permettere ai playoff) i biancorossi tengono la forbice sulle 15 lunghezze (94-79 al 40’) Standing ovation per Hite e Smith al termine. Senza dimenticare un monumentale Frosini.
Venerdì la serie si sposta in Lombardia dove i lomellini inaugureranno, con ogni probabilità, il nuovo palazzo dello sport. Carichi per i risultati ottenuti ma con la consapevolezza che Reggio non è morta, anzi, ora può aver riacquistato un po’ di consapevolezza nei propri mezzi.
PAGELLE
Trenwkalder Reggio Emilia: Verri 5.5, Smith 7, Hite 8, Boscagin 5.5, Fultz 8,5 Frosini 7.5, Ibarra ng, Pugi 5.5, Kieza 5.5, Campani ne.
Miro Radici Finance Vigevano: Williams 7.5, Boyette 7, Bertolazzi 5, Cavallaro 5.5, Ganeto 5.5, Ghersetti 6, Campana ne, Banti 5, Mazzanti ne, Squarcina 6
MVP
I “Robert”, Fultz e Hite: Il primo è ossigeno purissimo, di fondamentale importanza per gli equilibri, per il gioco, per il bilanciamento dell’attacco. Colpisce subito e non si ferma più, Vigevano lo insegue e usa molta fisicità per impedirgli di impostare, ma Robert non sente nulla, piazza 18 punti ed 8 assist. Hite tiene a galla Reggio quando nessuno segna, colpisce in mille modi e difende più che discretamente, un vero pugnale nel fianco lombardo. Sul finire di gara contribuisce ad affossare la Miro Radici, 25 punti, 6 rimbalzi e 3 recuperi.DIFESE APPROSSIMATIVE. Lo starting-five reggiano vede Fultz e Kieza in campo dalla palla a due. Ramagli dimostra di imparare dagli errori commessi e sposta il gioco decisamente più sul perimetro rispetto a gara 1 ed infatti è proprio il redivivo play reggiano che inizia a sparare dalla distanza. Vigevano, però, non trova che una debolissima resistenza nella difesa biancorossa, tanto che Kieza fa posto praticamente subito ad un Frosini eroico, ed i lomellini conducono le danze sino al termine del quarto grazie ad un Williams semi-infallibile ed un Boyette in spolvero. Robert Hite piazza 12 punti nella prima frazione e tiene a galla i suoi che continuano a lasciare praterie sterminate agli uomini di Garelli. La quasi totalità dei punti ospiti arrivano da soluzioni nel pitturato. Gli attacchi dominato ed il 51-49 con il quale si chiude il tempo lo dimostra. i padroni di casa hanno poco da Boscagin e soffrono Williams in difesa. Nella ripresa Reggio parte con il piglio giusto ma l'intensità nella propria metà campo rimane approssimativa, con Smith che pensa più alla fase d’attacco Pugi che pare catapultato da un altro pianeta. Terzo quarto sulla falsa riga dei precedenti, dove Vigevano inizia a faticare sul finire, cadendo nell’errore di gettarsi dentro all’impazzata, poco aiutata dalla giornata negativa di Bertolazzi in regia, ma la Trenkwalder non scappa.
FINALMENTE CATTIVA. Qualcosa deve essere successo nel mini riposo tra il terzo ed il quarto parziale, perché i biancorossi ora sono cattivi, spietati offensivamente e soffocanti in difesa. Fultz riprende a colpire con costanza, supportato da Smith e da capitan Boscagin. La svolta della gara al 34’, quando Pugi piazza un stoppata seguita da una tripla, che caccia gli ospiti al -10 (87-77). Vigevano crolla, non segna per oltre 5 minuti e psicologicamente molla la gara. Smith sale in cattedra e rende quasi eccessivo il divario. Nonostante gli errori dalla lunetta (23/38 per i reggiani, una percentuale che non ci i può permettere ai playoff) i biancorossi tengono la forbice sulle 15 lunghezze (94-79 al 40’) Standing ovation per Hite e Smith al termine. Senza dimenticare un monumentale Frosini.
Venerdì la serie si sposta in Lombardia dove i lomellini inaugureranno, con ogni probabilità, il nuovo palazzo dello sport. Carichi per i risultati ottenuti ma con la consapevolezza che Reggio non è morta, anzi, ora può aver riacquistato un po’ di consapevolezza nei propri mezzi.
PAGELLE
Trenwkalder Reggio Emilia: Verri 5.5, Smith 7, Hite 8, Boscagin 5.5, Fultz 8,5 Frosini 7.5, Ibarra ng, Pugi 5.5, Kieza 5.5, Campani ne.
Miro Radici Finance Vigevano: Williams 7.5, Boyette 7, Bertolazzi 5, Cavallaro 5.5, Ganeto 5.5, Ghersetti 6, Campana ne, Banti 5, Mazzanti ne, Squarcina 6
MVP
di Alessandro Caraffi - basketnet.it
Nessun commento:
Posta un commento