Difficile credere che il roster della Trenkwalder, versione 2010/2011, rimarrà inalterato da qui a fine campionato

- Il Resto del Carlino -

17/11/2010 08:36 - AL DI LÀ delle dichiarazioni di prammatica del direttore sportivo, Pier Francesco Betti, e del nuovo allenatore, Alessandro Finelli, assai difficile credere che il roster della Trenkwalder, versione 2010/2011, rimarrà inalterato da qui a fine campionato. Lo scenario più probabile è che fino a Natale non si muoverà foglia, perlomeno sul mercato estero. Salvo opportunità stuzzicanti, da «carpe diem».
DIFFICILE strappare prese di posizione ufficiali ma a voler leggere tra le righe delle mosse passate e recenti del management biancorosso, oltre agli immancabili rumors dell’ambiente, è lecito affermare che si è deciso di aspettare il pieno recupero di Donatas Slanina. Intorno alla questione la linea della società è ormai ben delineata: il lituano è un fuoriclasse, uno che in campo sa cosa fare e come farlo, con un atteggiamento da campione. Un tipo insomma che, nei play-off, ovviamente se saranno raggiunti, sarà utile come il sale sulla carne. Se il suo ritorno alla piena forma fisica andrà secondo programma (si prevede uno Slanina al massimo delle sue potenzialità tra gennaio e febbraio) non sarà lui che verrà chiamato a sfoltire il reparto guardie a beneficio di un rinforzo sottocanestro. A questo proposito Betti e soci cercheranno prima di tutto di vedere se qualche centro italiano, in una situazione di mercato sempre aperto, abbia voglia di cambiare aria e venire a Reggio (magari perché gioca poco). Se si individuasse il nome giusto allora sarebbe la quadratura del cerchio, perché non si dovrebbe ricorrere ad alcun taglio e si affronterebbe la post season con tutte le bocche da fuoco biancorosse, Fultz, Beck, Smith, Slanina, Frassineti, pronte a sparare. In caso contrario uno degli stranieri (il candidato sarebbe Beck) andrebbe sacrificato per far posto a un lungo extra Ue, purchè si trovi un elemento in grado di spostare gli equilibri. Se poi la crescita di Riccardo Cervi dovesse risultare superiore alle aspettative, il problema sarebbe risolto alla radice: il vice Frosini diventerebbe a tutti gli effetti la giovanissima pertica (2 metri e 14) di casa nostra.


Gabriele Gallo

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