Contava vincere e la Trenkwalder ce l’ha fatta. Tutto il resto è secondario. Bella prova, ottimo risultato

- La Gazzetta di Reggio -

23/03/2011 11:33 - REGGIO. «Contava vincere e la Trenkwalder ce l’ha fatta. Tutto il resto è secondario. Bella prova, ottimo risultato». Il commento alla partita di domenica al Palabigi fra Trenkwalder e Forlì è di Mario Ghiacci, un ex atleta e dirigente che a Reggio ha lasciato un bel ricordo. E’ lui che valuta la preziosa prestazione offerta dai biancorossi contro i romagnoli.
«Mi pare di poter dire che Frates ha dato equilibrio alla formazione - commenta Mario Ghiacci - e l’amalgama fra gli “anziani” e i “ragazzini” è ottimamente riuscita. Penso che la chiave di volta del successo sia stata nel mettere il bavaglio a Jones, che aveva guidato la rimonta. La Pallacanestro Reggiana è stata brava a mantenere la calma e, anche quando gli avversari hanno dato una sterzata alla partita, nessuno si è arreso».
Come si spiegano però certi momenti nei quali sembra che più nessuno riesca a ragionare, e la squadra incassa pesanti break?
«In effetti anche contro Forlì la Trenkwalder, ad un certo punto, è parsa imballata: è successo quando ha subito il parziale di 15-0. Ma credo sia un fatto quasi fisiologico, che può succedere. Se la tensione è alta, ci si stanca e a volte ci si distrae. Ma è stato un attimo, e alla fine i giocatori biancorossi sono ripresi alla grande, tanto da imporsi anche nel divario canestri rispetto ai forlivesi. Un bel bilancio domenicale».
I migliori giocatori nella prova contro Forlì?
«Non saprei chi escludere. Lode ovviamente a Robinson, ma anche Bell è stato utilissimo, così come l’ordine di Slanina. Bella la gara sotto canestro di Chiagic, e naturalmente del solito Frosini. Che dire infine di Frassineti e del giovane Pini? E’ stato un successo del gruppo e con un bel bottino: quasi 90 punti. Una vittoria, non dimentichiamolo, che vale il doppio - conclude Mario Ghiacci - perché maturata contro un avversario che insidiava Reggio in classifica e che a questo punto non ha più il vantaggio negli scontri diretti».

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