Trenkwalder: LA NOTTE infinita, è finita. Forse. La crisi infinita, è finita. Forse. Il digiuno infinito, è finito. Forse. Scusateci, ma non ci fidiamo.

- Il Resto del Carlino -

07/03/2011 09:40 - Trenkwalder 68 Snaidero 61

TRENKWALDER: Bell 5 (1/5, 1/5), Robinson 28 (10/16, 1/4),Valenti 11 (3/8), Slanina 2 (1/2, 0/3), Chiacig 5 (2/6); Frassineti 14 (3/4, 2/2), Frosini 1 (0/3), Viglianisi 2 (1/1), Pini. N.E. Veccia, Germani e Zanotti. All. Frates
SNAIDERO: Williams 7 (0/3, 0/3), Mathis 6 (2/4, 0/1), Harrison 21 (4/7, 4/7), Dordei 13 (5/10, 0/2), Lee 12 (5/8); Truccolo (0/3 da 3), Rinaldi 2 (1/5), Prandin (0/3 da 3), Pascolo. N.E. Molinaro. All. Garelli
Arbitri: Pascotto, Ciano e Cappello
NOTE - Parziali tempi: 12-19, 32-25, 47-45. Tiri liberi: Trenkwalder 14/19, Snaidero 15/20. Usciti per 5 falli: Lee al 38’04 (60-55), Valenti al 38’22 (61-55) e Frosini al 38’34 (61-56). Rimbalzi: 41-32 per la Trenkwalder. Spettatori 2339 per 22.965 euro

Daniele Barilli

LA NOTTE infinita, è finita. Forse. La crisi infinita, è finita. Forse. Il digiuno infinito, è finito. Forse. Scusateci, ma non ci fidiamo. Esultiamo e respiriamo di sollievo, ma, accidenti, di questa Trenkwalder non riusciamo proprio a fidarci. Troppe volte ci ha illuso. Troppe volte ci ha messo lo zuccherino sul palato e poi ci ha servito quintali di olio di ricino. Troppe volte sembrava sul punto di risorgere dalle proprie ceneri e poi si è sbriciolata nuovamente al primo alito di vento. E, allora, per tutto questo, ci portiamo a casa due punticini che valgono più di un paio di barili di petrolio, registriamo un successo che cancella un digiuno storico (l’ultima affermazione biancorosso risaliva al 16 gennaio con Jesi) e rialziamo la testa. Ricominciando a guardare avanti con un minimo di fiducia. E qualche speranza in più. Perché, diciamoci la verità, un’altra sconfitta ieri, dopo le affermazioni di San Severo e Forlì, sarebbe stata letale. Per la squadra, per l’ambiente e per i tifosi. La vittoria sulla Snaidero, seconda in classifica, è, invece la dimostrazione che la Trenkwalder è viva. E questa era la notizia più importante che volevamo darvi.
SÌ, LA TRENKWALDER è viva e sta provando a lottare per non affondare. E ieri, per la prima volta da tanto tempo, i biancorossi hanno fatto di tutto, e di più, per portare a casa il successo. Lottando in difesa, restando aggrappati alla partita con le unghie e con i denti e dimostrando quella compattezza che serve a superare i momenti difficili. Quando, insomma, Udine ha spinto sul pedale dell’acceleratore risalendo dal meno 11 (38-27) fino ad effettuare il sorpasso con un parziale di 18-6 (44-45), la «vecchia» Trenkwalder si sarebbe sciolta come neve al sole. Ieri, invece, pur soffrendo e faticando, pur facendoci correre migliaia di brividi lungo la spina dorsale, la compagine reggiana è rimasta dentro la partita. Con la testa e con il cuore. Dimostrando uno spirito nuovo. Come se il gruppo si fosse ritrovato e ricostruito. Ed è riuscita, a poco a poco, a riemergere.
TAMPONATA l’emorragia, cancellati tanti fantasmi, ritrovata un minimo di solidità, la Trenkwalder ha capito che poteva farcela per davvero. E quando al fianco di Robinson, è apparso il rigenerato Frassineti, la squadra di Frates ha ripreso a volare salendo sul più 8 (58-50) proprio con 7 punti dell’ex forlivese e sbagliando il più 11 in transizione con il neo-acquisto Bell. Fosse entrato quel canestro, la partita sarebbe, probabilmente, finita lì. Invece c’è stato da soffrire fino in fondo. Perché la Snaidero ha confermato di essere squadra tosta e compatta. E le ha provate tutte. Sbagliando tanto (il pallone, su un tentativo di schiacciata, è finito addirittura contro il tetto del palasport...) e soffrendo moltissimo la difesa reggiana.
ECCOLA qui, la vera arma in più della nuova Trenkwalder. Che, forse, per la prima volta in questa stagione ha difesa con la giusta determinazione e cattiveria. Concedendo pochissimo agli avversari e infilandoli dentro un imbuto dal quale difficilmente riuscivano ad uscire. E a cambiare il volto del match era stata una difesa a zona 2-3 che Frates aveva estratto dal suo cilindro nel secondo quarto del match (e che forse era il caso di riproporre di più nella ripresa...). Quando, per intenderci, la Snaidero ha realizzato solo 6 punti in 10 minuti. La partita è girata lì: perché Reggio ha preso coraggio e la Snaidero ha capito che aveva di fronte una squadra vera. Disunendosi quel tanto che bastava per aprire una via di fuga ai biancorossi. I quali sono andati al riposo sul più 7 (32-25) e sono riusciti a superare il temuto e consueto black-out, limitando i danni. Poi ripresa in mano la gara, la Trenkwalder non l’ha più mollata spegnendo l’ultimo tentativo di rimonta ospite (Dordei aveva portato Udine a meno 3 sul 62-59 a meno di un minuto dalla fine) con 4 punti di un inarrestabile Robinson. Alleluia, la crisi infinita, è finita. Forse. La notte infinita, è finita. Forse.

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