- La Gazzetta di Reggio -
07/03/2011 11:32 - MAURO GRASSELLI
REGGIO. La Trenkwalder ritrova la dignità. Che si trasforma in grinta. Che si trasforma in difesa turgida, rimbalzi catturati, sangue sputato su ogni palla. Da qui la vittoria sulla Snaidero Udine, viceregina del campionato. Vittoria importante, perché significa che la squadra c’è.
Difficile dire se la Trenkwader vista ieri è proprio quella vera. Quella che accompagnerà i tifosi da qui alla fine della stagione. E c’è da chiedersi se è stato solo un sogno, oppure è davvero la stessa squadra vista nel precedente mese e mezzo: quella dei black out disarmanti, dell’autobunga sistematico, del tafazzismo masochistico, della trasformazione scientifica di giocatori appena arrivati da signori atleti a pippe galattiche.
C’E’ VITA. Nell’attesa di svelare l’arcano, ci si gode questa squadra finalmente capace di lottare, oltre che di vincere. Ed è un bene che sia così, perché dopo la vittoria di San Severo su Pistoia nell’arrembante finale dell’anticipo di venerdì, ieri ha vinto anche Forlì, a Lodi. E se i biancorossi avessero perso con Udine, ora sarebbero al penultimo posto (quindi in zona retrocessione) con appena 2 punti di vantaggio sul fanalino di coda Forlì, che peraltro ha vinto la gara d’andata e deve passare dal Palabigi (20 marzo). Certo, la partita di ieri non modifica di una virgola il concretissimo rischo di retrocessione cui la Trenk è esposta. Ma quantomeno si è vista la reazione attesa, invocata, imprecata, grattata con le unghie fin sotto la scorza di una corazza d’apatia e rassegnazione che pareva inscalfibile. C’è vita sul pianeta Trenk, e ora la squadra può ripartire, credere in se stessa, trovare energie che parevano inesistenti. E può lottare per giocarsela sino alla fine. Non sarà facile, a maggior ragione se le altre squadre del minitorneo di coda avranno - pure loro - trovato il modo di dare l’anima ad ogni partita. E se questa sarà una trama consolidata, non è detto che il minitorneo venga aperto anche a Lodi e Verona, entrambe con 2 soli punti più della Trenkwalder. Ciò che conta per davvero, però, è che i biancorossi svendano in campo ogni volta, nelle otto partite residue, con la determinazione mostrata ieri. A cominciare da domenica prossima a Ferrara.
PRONTO, BELL? Quanto alla partita di ieri, va detto dell’esordio impalpabile di Troy Bell: 5 punti in 33 minuti sono davvero pochi per una guardia americana ingaggiata per allontanare la squadra dalla zona-retrocessione a suon di canestri. Ma quantomeno il moretto di Minneapolis ha difeso. Arrivato al Palabigi da poche ore, è risultato un pesce fuor d’acqua, con palesi amnesie rispetto agli schemi biancorossi (si spera possa entrarvi molto rapidamente), ma quantomeno la palla non gli è mai morta in mano, come accadeva spesso con Smith.
DIFESA DECISIVA. Avvio a testa bassa della Snaidero, pulita e lineare nella prima frazione: 6-0 e 19-12, dopo l’accensione dei biancorossi. Nel secondo quarto, grande sorpresa nel palazzone di via Guasco: dopo il -9 iniziale, la Trenk comincia a difendere con grande determinazione, e per Udine diventa difficile trovare varchi. Di fatto, dal 12-21 i biancorossi arrivano ad impattare, sul 23, con le incursioni di un indemoniato Robinson (28 punti, 8 rimbalzi, 9 falli subiti ed mvp del match con 31 di valutazione, alla fine) e un canestrone di Valenti nella pugna furibonda. Poi l’allungo, con un gioco da 3 del play biancorosso e una bomba del rinato Frassineti. La Snaidero sembra un pugile all’angolo e Reggio arriva all’intervallo a + 7 (32-25) con un parziale di 20-6 nella seconda frazione.
Dopo la pausa la Trenk vola a +11 (38-27) con un’incursione di Chiacig e due canestri del tonicissimo Valenti. Udine si sveglia e al Palabigi aleggia lo spettro del solito black-out. Dordei, Lee, Harrison, ancora Dordei per il 38-36 (9-0 in 2 minuti). Segnano Frassineti e il debuttante Viglianisi, ma Udine sorpassa con Mathis e Dordei (44-45). Risponde Bell con l’unica bomba di serata (su 5 tentativi).
DECIDE ROBINSON. La tensione è altissima e gli errori al tiro arrivano di conseguenza. Si arriva all’ultimo quarto sul +2 Reggio. Il Palabigi protesta per un fallo fischiato a Bell in attacco, ma Robinson mette i canestri del +4. A 6’ dalla fine Frassineti diventa protagonista con 2 canestri consecutivi: +8. Bell sbaglia dall’arco il tiro più importante. Bomba di Harrison, ma anche di Frassineti. Ancora Harrison, dall’arco: 58-53 a 4’ dalla fine. Errori, palle perse, tensione a mille. Proteste per il 4º fallo di Valenti, in attacco. Dordei dice 58-55. A 1’56” la botta decisiva, quantomeno dal punto di vista psicologico: piroetta di Robinson in area, con canestro e tiro libero aggiuntivo. 61-56. Quinto fallo di Valenti e Frosini, con Udine che non capitalizza in lunetta (doppio 1/2, così come Chiacig). Ultimo minuto: Dordei 62-59, Robinson a segno, pur fallendo l’aggiuntivo a 37”. Mathis ricuce, ma a 27” Robinson sentenzia dalla lunetta: 66-61. Ferro udinese dall’arco ed è vittoria.
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