"Una circolare della Figc ci fa sperare" sul deferimento della Reggiana

Reggio Emilia, 5 marzo 2011 - Nessuna "nuova" dal Palazzo federale, il verdetto slitta ancora. La Commissione Disciplinare della Federcalcio non ha comunicato neanche ieri le sue decisioni sul deferimento della Reggiana e di altri 5 club (Salernitana, Lumezzane, Tritium, Pro Vercelli, Crociati Noceto) discussi giovedì scorso, a Roma. E’ molto probabile, a questo punto, che le sentenze vengano diffuse all’inizio della prossima settimana.

Le richieste del Procuratore federale sono state pesanti: un punto di penalizzazione e un’ammenda alla Reggiana, cinque mesi di inibizione al presidente Alessandro Barilli, tre mesi al vice presidente Carlo Filippi e al presidente del collegio sindacale, Mario De Nuccio. Al centro della vicenda, come noto, il pagamento delle ritenute Irpef relative agli emolumenti del mese di settembre 2010, che la Reggiana ha effettuato il 16 novembre (consueta scadenza fiscale), con un giorno di ritardo rispetto al termine indicato dalle normative federali. Davanti alla Commissione Disciplinare, la Reggiana si è presentata con il vice presidente Carlo Filippi e due avvocati, di un affermato studio modenese.

"Ci siamo affidati - spiega Filippi - ad un professionista di grande levatura e autorevolezza come l’avvocato Antonio Tullio, che è anche ordinario di istituzioni di diritto privato all’università di Modena e Reggio. Era affiancato da un collaboratore del suo studio, Guido Corapi. Dopo l’intervento del rappresentante della Procura Federale e le richieste di condanna, ha preso la parola il professor Tullio, che ha illustrato quanto era scritto nella memoria difensiva depositata due giorni prima dell’audizione. Ha sottolineato la buona fede nell’aver effettuato il pagamento dell’Irpef nei termini fiscali, in ritardo rispetto alla scadenza federale semplicemente per una svista, una leggerezza del nostro consulente del lavoro, la cui onestà intellettuale non è in discussione. Tullio ha ricordato la situazione di floridezza economica del nostro club, assolutamente in grado di saldare la somma dovuta per l’Irpef. Poi il professore, con un colpo di teatro, ha prodotto una circolare emessa dal Centro studi tributari della Federcalcio nel novembre scorso, dunque recentissima, nella quale si suggerisce di equiparare la scadenza fiscale a quella regolamentare».

Se il verdetto sarà negativo, la Reggiana è pronta a ricorrere alla Corte di Giustizia sportiva, secondo e ultimo grado. «Se prevarrà il buon senso - continua il vicepresidente granata - la questione si ridimensionerà. Come società abbiamo fatto il massimo, ma confesso di non aver grande fiducia. E’ purtroppo fondata l’ipotesi della condanna e della penalizzazione di un punto. La sentenza sarebbe comunque impugnabile, ci rivolgeremmo alla Corte di giustizia sportiva. Ne abbiamo già discusso col professor Tullio. Speriamo che la sua linea difensiva venga accolta. Si basa su dati oggettivi e chiede che venga tenuto nella giusta considerazione il fair play finanziario chiesto alle società per garantire la regolarità dei campionati. La Reggiana è un sodalizio che rispetta i suoi impegni e non è giusto metterla sullo stesso piano di chi gli stipendi non li paga affatto».

di EZIO FANTICINI

ilrestodelcarlino.it


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