Il nuovo assetto in casa Trenkwalder, a seguito delle «epurazioni» di Frates, sembra finalmente aver restituito ai biancorossi l’appellativo di «squadra», nel pieno senso della parola

Ora dobbiamo continuare su questi binari e cercare altri punti per mettere al sicuro la salvezza

- La Gazzetta di Reggio -

04/04/2011 10:23 - DANIELE VALISENA
REGGIO. Il mercato della Trenkwalder quest’anno ha portato a transitare per Reggio un numero di giocatori bastante ad allestire due squadre competitive per la categoria. Ecco, non proprio tutti gli atleti si sono dimostrati all’altezza delle aspettative della società biancorossa e dei suoi tifosi, per utilizzare una formula abbastanza morbida.
Però il nuovo assetto in casa Trenkwalder, a seguito delle «epurazioni» di Frates, sembra finalmente aver restituito ai biancorossi l’appellativo di «squadra», nel pieno senso della parola. Forse non così piena di talento; forse non così atleticamente esplosiva, un po’ lenta e datata vicino a canestro, certo, ma con tutti i suoi limiti questa è una Trenkwalder che suda, che si sbatte e che piace per l’atteggiamento e per la volontà che dimostra di avere in campo.
Roberto Chiacig non è più il giocatore che era a Siena, e forse neppure quello della prima annata a Scafati, soprattutto dal punto di vista fisico, ma venerdì sera contro la Fastweb Casale Monferrato si sono rivisti brani della sua pallacanestro, fatta di lotta per prendere posizione vicino al ferro, rimbalzi e soprattutto difesa nei momenti importanti. «Dovevamo vincere e abbiamo vinto - esordisce il centro friulano - questa è ovviamente la cosa più importante. Abbiamo lottato sino alla fine, strappando con i denti due punti per noi assolutamente fondamentali, senza stare a pensare che di fronte c’era la prima della classe. E’ un risultato che sicuramente fa morale e che ci permette di affrontare queste ultime quattro gare di campionato con maggiore tranquillità».
Una gara segnata da tanti falli, molto fisica. Il suo lavoro contro i lunghi rossoblù ha pagato.
«I duelli sotto canestro sono stati uno degli aspetti fondamentali di questo incontro. Costringere Casale a ruotare tutti i suoi uomini prima del previsto, mettendogli sulle spalle tanti falli fin da subito, ci ha permesso di impostare la gara come volevamo noi. Quella che all’inizio, per caratteristiche fisiche e tecniche, sembrava una situazione di svantaggio per noi è divenuta un’arma importante sino alla fine della gara».
Rispetto al passato non avete subito mentalmente i loro tentativi di rimonta. E’ un segnale del nuovo stato mentale della squadra?
«Abbiamo avuto un piccolo black-out nel terzo quarto, ma non ci siamo lasciati prendere dall’ansia o dalla paura e abbiamo continuato con il nostro gioco, cercando per lo più soluzioni semplici e costruite. Certo, abbiamo trovato una buona serata al tiro e questo ci ha aiutato, ma le nostre scelte sono state nella meggior parte dei casi positive».
La sconfitta di Scafati ha condizionato l’approccio alla gara?
«Scafati è un campo un po’ strano. Finora nessuno ci ha vinto, e forse nessuno ci vincerà da qui alla fine del campionato. Quando sbagli molte conclusioni è difficile mantenere la serenità e fare le scelte giuste. Noi a Scafati abbiamo avuto una cattiva serata al tiro fin dai primi minuti, mentre contro Casale Monferrato le cose hanno girato dalla parte giusta».
Tra tutte le gare che restavano da vincere, avrebbe scommesso su questa?
«Prima della palla a due in pochi avrebbe puntato qualcosa su di noi, ma siamo in una situazione che non ci permette di scegliere quando e come vincere. Ora dobbiamo continuare a lavorare su questi binari e cercare altri punti per mettere al sicuro questa salvezza».

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