REGGIO. La partenza della Trenkwalder nel nuovo campionato ha avuto luci e ombre.
Alessandro Frosini, per ora vede il bicchiere mezzo pieno e dà
questa interpretazione delle prime due gare: «Abbiamo affrontato Siena e
Venezia che sono due squadre che lotteranno per il vertice. Contro di
loro abbiamo dovuto giocare un basket diverso da quello del
precampionato, per poter sperare di vincere era necessario giocare ad un
ritmo diverso, più basso, con una difesa particolarmente attenta e
aggressiva. Questo ha condizionato la qualità dell'attacco. In più
quest'anno il livello delle difese avversarie è molto alto e anche il
sistema di gioco è cambiato. Sono passate solo due partite, abbiate
pazienza».
A Treviso all'inizio si sono viste diverse forzature e tiri dopo pochi secondi, come mai?
«A volte ci sono state delle forzature, qualcuno si è
intestardito forse troppo col palleggio, tutte cose su cui dovremo
lavorare. Ci sono giocatori che devono ancora inserirsi a pieno. James
comunque l'ho visto in crescita. Cinciarini sta crescendo pure lui.
Credo che l'ossatura della squadra sia buona».
Non è preoccupato?
«In difesa la squadra è andata bene e ha seguito le indicazioni
degli allenatori in modo scrupoloso. Si sono fatte delle scelte per
cercare di vincere ma purtroppo ci siamo andati solo vicino senza mai
poter gioire a fine gara. Certi problemi erano preventivati, non capisco
questo pessimismo che sento in giro e non mi piace. Vedo ogni giorno
una squadra che si allena bene. Certamente ci sono delle cose da
sistemare ma è normale».
Dominic James appare ancora poco incisivo. Che problemi sta trovando?
«Gli manca un po' la preparazione fisica e gli serve ancora
tempo per capire il sistema di gioco della nostra serie A. E' un buon
atleta, diamogli tempo. Contro Venezia l'ho visto meglio: ha preso due
tiri importanti, ha cercato di gestire bene la palla e ha mostrato di
avere buona visione di gioco».
Anche Taylor sembra un po' faticare in questo inizio.
«Taylor ha giocato buona parte del pre-campionato da playmaker,
ora è ritornato nel suo ruolo e magari deve ritrovarsi. Ora deve capire
in fretta quello che gli stiamo spiegando da tempo: deve inserirsi in
un sistema di gioco di squadra. Se pensa di poter segnare
intestardendosi sul palleggio o sull' uno contro uno, farà fatica con le
difese della serie A. Questa non è la Legadue».
Chi invece è arrivato tra pochi clamori ma si sta facendo apprezzare è Jeremic.
«Siamo contenti di lui. Ha qualità e ottimi fondamentali. Per
le difese può essere un problema da marcare. Dobbiamo cercare di
coinvolgerlo di più in attacco con tiri piedi a terra. Per il resto ha
mostrato buone doti di lettura della difesa e di passaggio. Anche in
difesa se la cava bene».
L'approccio di Riccardo Cervi in A come le sembra?
«Direi buono, soprattutto in difesa dove ha già dimostrato di
poter stare in categoria. In attacco deve essere più presente, palla in
mano lo voglio più concreto. In Legadue schiacciava senza trovare grossi
contrasti, ora rischia di essere stoppato. Nelle due partite ha mancato
qualche occasione cercando la schiacciata ma ha sbagliato a causa dei
contatti con gli avversari che sono più grossi ed energici. Sta comunque
avendo un buon minutaggio e anche lui sa che può e deve fare meglio.
Gara dopo gara sta imparando».
Riccardo Bellelli / gazzettadireggio
Nessun commento:
Posta un commento