Domenica prossima la Trenkwalder affronterà la Sutor Montegranaro,
squadra che arriva da una grande vittoria in trasferta a Venezia: 83-89
il punteggio finale, dopo che i marchigiani erano stati a lungo avanti
di una ventina di punti.
La Sutor è stata pesantemente rifondata in estate e nelle prime
gare ha pagato la mancanza di amalgama e l'inesperienza di molti
stranieri, alla prima esperienza in Italia.
Le cose però a quanto pare stanno migliorando, e la vittoria di domenica è un bel pieno di fiducia nei propri mezzi.
L'allenatore Carlo Recalcati descrive così la partita disputata
contro la Reyer: «Abbiamo giocato molto bene. Un primo tempo perfetto
sia in attacco che in difesa. Nella seconda parte abbiamo sofferto
l’aggressività dei nostri avversari e le percentuali al tiro sono
calate, ma siamo riusciti a reggere, nonostante avessimo anche Slay
infortunato. Ero andato a Venezia per vedere una crescita nel nostro
gioco e direi che ho avuto anche di più dai miei giocatori. Un grande
risultato».
Questo vi dà grande carica per la partita di domenica prossima contro la Trenkwalder?
«Giocando ad Ancona, da Montegranaro non viene tanta gente –
risponde Carlo Recalcati –. L'impianto è grosso, quindi abbiamo la
necessità di coinvolgere anche la gente del posto. I buoni risultati
servono sia alla classifica che al marketing: più vinciamo, più si crea
interesse ed entusiasmo intorno a questa squadra. Anche la Trenkwalder
sarà “carica”, visto che viene da 3 vittorie consecutive. Direi che si
affronteranno due squadre che stanno trovando la giusta strada. Dobbiamo
portare rispetto per Reggio e cercheremo di preparare al meglio la
partita. Sarà importante anche recuperare Daniele Cinciarini e Slay, che
si sono infortunati a Venezia».
Della Trenkwalder che cosa può dire a livello tecnico?
«E' una squadra con una buona miscela di giovani di talento e
giocatori esperti. Non possiamo pensare di bloccare un solo giocatore
perché uno dei punti di forza della squadra è di non dipendere dalla
vena di un giocatore o di un altro. C'è un apporto di tutta la squadra, e
la panchina di Menetti è abbastanza lunga. Può trovare diverse opzioni
durante la partita. In più, mi pare che la squadra non abbia pagato
molto il salto di categoria».
Per voi sarà la difesa reggiana il principale scoglio da superare?
«Vedremo. Stiamo preparando la partita e abbiamo diverse frecce
al nostro arco, da usare di gara in gara a seconda degli avversari.
Cercheremo il modo di mettere in difficoltà la difesa della
Trenkwalder».
Della sua squadra invece cosa può dirci?
«E' un gruppo tutto nuovo, con stranieri che sono per lo più
alla prima esperienza nel nostro paese. Vengono da campionati meno
competitivi e quindi stanno ancora cercando di caprie il nostro basket,
ma col tempo mi aspetto una crescita da parte di tutti. Credo che il
tempo lavori a nostro favore. Un concetto che deve essere chiaro per i
miei giocatori è che bisogna lavorare insieme, non ci sono stelle che
decidono da sole le partite. Questa è la strada da seguire. Ci manca
ancora la continuità, ma penso che siamo sulla strada buona».
In estate avete preso in prova e poi confermato in squadra il reggiano Luca Campani. Cosa le è piaciuto di lui?
«E un ragazzo che si applica molto. Ha capito che la Sutor è
per lui una grande opportunità di crescita, anche se il suo minutaggio è
scarso. Ha ottima tecnica, ma in serie A serve più prestanza fisica. Ci
sta lavorando con il nostro staff. Per noi è un investimento sul
futuro. Anche lui – conclude l’allenatore della Sutor Montegranaro – sa
che non pretendiamo che sia pronto subito, ma ci aspettiamo una crescita
costante».
Riccardo Bellelli - Gazzetta di Reggio

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