Reggiana. L’allenatore e il presidente Barilli sono al centro delle critiche dei tifosi stanchi di vivere un altro campionato mediocre
REGGIO. Non piace la Reggiana che pareggia a Cremona, pur reduce da tre sconfitte e un pareggio interno col fanalino di coda Albinoleffe. Suscita critiche, anche violente, perché nel secondo tempo, anziché andare all’assalto dei grigiorossi, forti della superiorità numerica, ha pensato a gestire il risultato.
Sono le stranezza di questa stagione dei granata anche se la verità è che i reggiani sono stanchi di dover ancora fare i conti con una Prima divisione di basso profilo.
Sono considerati alibi tutti i discorsi legati alle assenze, al difficile momento, alla crisi di risultati, a una squadra allestita con 600mila euro e alla costruzione di una squadra che Zauli fatica a elaborare. E’ un momento delicato e sulla graticola ci sono tutti: la gestione di Alessandro Barilli, la conduzione tecnica di Lamberto Zauli e l’architetto della campagna acquisti Franco De Falco. Così è se vi pare, anche se proprio a Cremona la squadra ha lasciato intravedere la luce, sia sotto il profilo delle prestazioni sia dell’assetto tattico. Certo, è una rivoluzione rispetto al progetto iniziale perché sono messi al bando gli esterni d’attacco, ora Zauli sembra voler puntare su una difesa a tre, con quattro centrocampisti, due mezzepunte alla spalle di una prima punta. Forse cambiano gli interpreti, da Ferrara a Matteini, da Panizzi ad Antonelli ma il concetto è lo stesso: avere la superiorità numerica a centrocampo e avere maggiore pericolosità offensiva con tre attaccanti o presunti tali.
Oggi l’unico alleato per la Reggiana è il campo. Non ci sono parole, dichiarazioni, propositi o promesse per riuscire a farsi ascoltare dai reggiani. Bisogna ritrovare il feeling con la vittoria a iniziare dalla partita contro il Sudtirol, per poi proseguire lunedì sera a San Marino e infine chiudere questo ciclo favorevole al Città del Tricolore contro la Tritium.
Tre partite che potrebbero restituire una classifica più consona agli obiettivi iniziali della Reggiana ma soprattutto far ritrovare il sorriso agli sportivi granata.
Battere il SudTirol non sarà una passeggiata ma è certamente un obiettivo alla portata di Zini e compagni se sapranno dare continuità e costrutto alla tanto vituperata prestazione di Cremona.
La Gazzetta di Reggio
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