REGGIO EMILIA. La Reggiana ha un pensiero fisso: vincere il recupero contro il Pisa in programma mercoledì alle 20.45. «Dovrà essere un’altra festa come contro il Teramo – rimarca Stefano Compagni, socio granata e candidato alla presidenza – magari con un briciolo di fortuna in più per conquistare i tre punti».
La Reggiana viene da tre pareggi consecutivi, si può dire che non sa più vincere?
«I pareggi con Ascoli e Teramo hanno un profumo e un significato ben diverso da quello di Prato».
Deluso?
«Diciamo che la Reggiana che siamo abituati a vedere avrebbe sbancato il Lungo Bisenzio».
Cosa è mancato?
«Non spetta a me dirlo ma certamente ho visto un diverso approccio alla partita, forse anche colpa del vento».
Il gol di Bocalon aumenta i rimpianti estivi?
«Che Bocalon sia un bomber nessuno lo può mettere in discussione. Detto questo Ruopolo sta facendo la sua parte».
Le assenze pesano?
«Noi non possiamo permetterci di regalare agli avversari giocatori del calibro di Bruccini, Giannone, Ruopolo ma più in generale è una stagione in cui infortuni e squalifiche ci hanno penalizzato. Quando si parla di fortuna è anche in questo. Nel Teramo, ad esempio, giocano sempre gli stessi. E questo alla fine incide nella classifica».
Ora il pensiero è al Pisa.
«E’ una partita fondamentale per il nostro destino».
Per il primo posto o per i play off?
«Ci servono i tre punti, poi alla fine vedremo per quale obiettivo. In questo campionato può succedere di tutto».
Un’altra notte magica come quella contro il Teramo?
«Ammetto che dopo la partita col Teramo ho fatto fatica a prendere sonno perché avevo negli occhi le immagini della curva Sud e dei Distinti, la loro coreografia e il costante incitamento alla squadra».
Sarebbe piacevole superare i seimila spettatori.
«Reggio è una piazza che con la Lega Pro non ha niente da spartire non solo per passione, partecipazione e amore per la propria squadra ma per la nostra cultura calcistica. Io sono un tifoso che viene dalla curva e mi sento orgoglioso dei nostri supporters».
I tifosi sono mobilitati.
«Anche la società farà di tutto per avvicinare ancora di più i giovani, le famiglie e le donne alla Reggiana. Contro il Pisa deve essere prima di tutto una festa del popolo granata, poi speriamo anche di festeggiare a fine partita la vittoria».
A Prato era in compagnia di Pietro Vavassori, c’è un motivo?
«Vavassori era nella sua azienda di Prato e ha colto la coincidenza per venire alla stadio».
Ma questo matrimonio sa da fare o no?
«Penso che sia un’occasione unica per la Reggiana, da non perdere anche se ho un’idea ben precisa di come strutturare una società di calcio».
Cioè?
«Serve un pool di imprenditori che metta nelle casse delle risorse per la gestione per poi affidare le chiavi del club a una persona di fiducia e competente».
Il riferimento è al digi Raffaele Ferrara?
«Chi lo conosce ne apprezza l’onestà, la serietà e la competenza. Una professionalità che la Reggiana deve conservare in tutti i modi».
Il futuro della Reggiana ripartirà da Ferrara-Colombo?
«Sfido chiunque a dire il contrario. I risultati parlano da soli».
Ferrara e Colombo, però, chiedono un pronunciamento da parte della società.
«Con il presidente Alessandro Barilli stiamo lavorando proprio per questo».
E’ d’accordo: squadra forse se società forte?
«Sottoscrivo, dove devo firmare? E’ la realtà e lo dimostra come la Reggiana ha riconquistato credibilità, affetto, partecipazione e fiducia».
Gazzetta di Reggio
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