CALCIO EUROPA LEAGUE: ARRIVA IL LUCERNA, MA IL SASSUOLO VUOLE I PLAYOFF

Scommetti alla grande!
Si riparte da due rigori, quello segnato da Berardi che è valso l'1-1 di Lucerna e quello parato da Consigli che ha permesso al Sassuolo di uscire con un prezioso pari dalla sua prima storica trasferta europea. Stasera alle 20,30, al Mapei Stadium di Reggio Emilia, la squadra di Di Francesco cerca l'accesso al play off di Europa League, che permetterebbe ai neroverdi di cominciare a "vedere" i gironi. Il risultato conquistato Oltralpe permette di poter impostare una gara più di attesa, magari confidando nello 0-0 che varrebbe il passaggio del turno. Il pallino passa dunque in mano agli svizzeri di Markus Babbel, che dovranno per forza segnare almeno un gol per sperare di fare fuori la squadra emiliana. Di Francesco, come da consuetudine, non si fida del match di andata. "Non gestiremo il risultato - dice il tecnico - perché non è nella nostra indole. Non siamo abituati alla gara su andata e ritorno, ma a cercare di fare sempre la gara per prendere i tre punti. La partita dell'andata ha detto che possiamo starci anche noi in Europa e vogliamo confermarlo anche a Reggio". Di Francesco si attende un Lucerna che debba fare una gara offensiva. "Il loro 4-4-2 è molto spavaldo - prosegue - alzano spesso i due mediani e noi dovremo essere bravi a sfruttare quegli spazi che si creeranno per segnare un gol prima possibile. All'andata siamo stati poco incisivi e dovremo fare sicuramente meglio. Il sogno dei gironi? Non vedo l'ora che si realizzi e non sarebbe un problema il fatto di dover poi giocare eventualmente ogni tre giorni". Il tecnico della squadra emiliana dovrebbe confermare l'11 che ha strappato il pari a Lucerna. Ancora assenti sia Pellegrini che Missiroli e così le scelte in mediana si riducono allo stesso terzetto visto in Svizzera con Magnanelli sostenuto da Duncan e Biondini. L'unico dubbio è in attacco, dove Berardi e Sansone (per lui assalto del Villareal, arrivato a 15 milioni) sono certi del posto, mentre il posto da centrale è conteso da Defrel, ancora in leggero vantaggio, e da Trotta. In difesa nessun dubbio con Gazzola e Peluso esterni, mentre l'ultimo arrivato Pol Lirola potrebbe anche accomodarsi in panchina. 

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segnalazione web a cura di Giuseppe Serrone e Albana Ruci



Europa League #SassuoloLuzern, probabili formazioni e tempo reale


 (link>>>#SassuoloLuzern segui alle 20.30 il ritorno del terzo turno preliminare si riparte dall'1-1, dal gol di Berardi ) 
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Momento della verità per il Sassuolo che attende ilLucerna al Mapei Stadium per il ritorno del terzo turno preliminare di Europa League. Si riparte dall'1-1 dell'andata: un risultato non malvagio. Insomma, i playoff per entrare nella fase a gironi sono nel mirino della truppa di Di Francesco. Il tecnico dovrebbe confermare il 4-3-3 con il tridente composto da Berardi, Defrel e Sansone. Gli svizzeri però arrivano carichi visto che sono primi nel loro campionato (punteggio pieno dopo due giornate). 
RISVOLTI DI MERCATO - Le manovre e le voci di mercato che sono anche legate all'avventura europea. Se il Sassuolo passa il turno, Squinzi darà il via libera per un attaccante di livello coi nomi che girano di Matri (ipotesi prestito con la collaborazione del Milan), Pinilla(contatti avviati con l'Atalanta disponibile) e Quagliarella valutato 4 milioni dalla Sampdoria (potrebbe rientrare Falcinelli come contropartita).
LE PROBABILI FORMAZIONI
SASSUOLO (4-3-3): Consigli; Gazzola, Cannavaro, Acerbi, Peluso; Biondini, Magnanelli, Duncan; Berardi, Defrel, Sansone.
LUCERNA (4-2-3-1): Zibung; Grether, Costa, Piljic, Lustenberger; Schneuwly C., Haas; Neumayr, Hyka, Jantscher; Schneuwly M.
tratto da Corriere dello Sport
segnalazione web e link a cura di Giuseppe Serrone - Redazione Sport

#SassuoloLuzern segui alle 20.30 il ritorno del terzo turno preliminare si riparte dall'1-1, dal gol di Berardi

Il Sassuolo vuole continuare a vivere il suo sogno europeo

Contro il Lucerna al Sassuolo basterebbe lo 0-0 per approdare agli spareggi di UEFA Europa League, ma Eusebio di Francesco e Federico Peluso sono concordi: niente calcoli, in campo per la vittoria nel ritorno del terzo turno preliminare.


Il Sassuolo riparte dall'1-1 dell'andata contro il Lucerna, con l'obiettivo di staccare il pass per gli spareggi di UEFA Europa League. Ai Neroverdi, all'esordio assoluto sul palcoscenico continentale, basterebbe un pari senza reti per proseguire il cammino, ma sia il tecnico Eusebio di Francesco che il difensore Federico Peluso sono concordi: la squadra giocherà per vincere. Di Francesco ha sottolineato come la sua squadra non sia costruita per un approccio speculativo, ma per ottenere il risultato attraverso il gioco: "Non siamo abituati a giocare andata e ritorno, né a pensare al peso del gol in trasferta, né a gestire. Siamo abituati a fare la partita per vincere. La squadra ha una buona condizione, domani dovremo alzare i ritmi". Se all'andata il Sassuolo aveva accusato un po' di tensione per la prima in Europa, Di Francesco è sicuro che a Reggio Emilia si vedrà una squadra più incisiva. "A inizio partita a Lucerna eravamo un po' intimoriti - ha ammesso il tecnico neroverde -. Alla distanza però siamo usciti, dimostrando di potercela giocare. Abbiamo il cruccio di essere stati poco incisivi, domani dovremo essere più bravi a capitalizzare". Poi un'istantanea degli avversari: "Il Lucerna gioca in modo spavaldo, pur rischiando di subire qualcosa in più. Loro in amichevole hanno segnato tanto, noi dovremo colpire il prima possibile, limitarli ad attaccare con gli esterni e in area di rigore". Federico Peluso è sulla stessa lunghezza d'onda del tecnico: "Questa partita per noi può rappresentare una svolta. E' una sfida importante, che ci permetterebbe di continuare questo sogno e di accedere al turno successivo. Siamo qui perché l’anno scorso abbiamo dato tutto e dovremo farlo ancora se vogliamo che il sogno si avveri". "Dovremo dimostrare di essere superiori al Lucerna - ha aggiunto il difensore ex Juventus -. All'andata potevamo fare meglio, invece è stato solo 1-1. Il Sassuolo deve meritare di passare il turno davanti ai suoi tifosi, anche se il Lucerna è più avanti nella preparazione e ha valori tecnici importanti". 

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SASSUOLO-LUZERN: arbitra il turco Ali Palabıyık

Sarà il Sig. Ali Palabıyık (TUR) a dirigere la partita Sassuolo-Luzern, gara di ritorno del 3° turno preliminare di Europa League, in programma Giovedì 4 Agosto alle ore 20.30 presso il Mapei Stadium di Sassuolo.
Assistenti sono stati designati il Sig. Çem Satman  (TUR) ,  Ekrem Kan  (TUR). Quarto Ufficiale il Sig. Alper Ulusoy  (TUR). Saranno presenti in qualità di Delegato Uefa il Sig. Eugène Westerink  (NED) e di Osservatore Arbitro il Sig. Uno Tutk  (EST).
sassuolocalcio.it

SASSUOLO-LUZERN: sono 21 i convocati neroverdi

In vista del match di oggi con l'F.C. Luzern, 3° turno preliminare di UEFA Europa League in programma al Mapei Stadium alle ore 20.30, mister Eusebio Di Francesco ha convocato i seguenti calciatori:

PORTIERI
  • 1 Alberto POMINI
  • 47 Andrea CONSIGLI
  • 79 Gianluca PEGOLO
DIFENSORI
  • 5 Luca ANTEI
  • 13 Federico PELUSO
  • 15 Francesco ACERBI
  • 20 Pol LIROLA
  • 23 Marcello GAZZOLA
  • 28 Paolo CANNAVARO
  • 39 Cristian DELL'ORCO
CENTROCAMPISTI
  • 4 Francesco MAGNANELLI
  • 8 Davide BIONDINI
  • 12 Stefano SENSI
  • 22 Luca MAZZITELLI
  • 32 Alfred DUNCAN
ATTACCANTI
  • 9 Diego FALCINELLI
  • 10 Nicola SANSONE
  • 11 Gregoire DEFREL
  • 16 Matteo POLITANO
  • 25 Domenico BERARDI
  • 29 Marcello TROTTA
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Rio2016 Brasile Verso le Olimpiadi Giochi ormai son fatti Ma Rio è una polveriera


ll Pelope brasiliano spedisce cartoline variopinte da Copacabana. Mirtilo si fa un tuffo in mare e poi va a stendersi in baia con vista sulla ragazza di Ipanema (Ippodamia) che danza la bossa-selfie. E poi di corsa con il perfido e geloso Enomao in fondo a San Conrado passando per il tunnel che sbuca al villaggio olimpico della Barra da Tijuca. Vista così, in chiave epica come l’avrebbe raccontata Apollodoro e non nell’era della caccia di Pokémon Go, questa rimane la cidade maravilhosa. Ma a guardarla bene è già un’altra Rio rispetto a quella dei Mondiali di calcio del 2014. Infrastrutture in ritardo, una quarta linea metropolitana ferma al palo e comunque incompleta, paludi, fili e nervi scoperti un po’ ovunque. Le gare per diciassette giorni distoglieranno da questi cattivi pensieri, ma non potranno cancellare il rischio reale di un maracanazo. Una disfatta socioeconomica, annunciata una volta chiusi i Giochi, è ciò che più preoccupa un intero Paese. È solo l’inizio di Rio 2016, la prima Olimpiade sudamericana, ma l’aria di questo autunno caldo (perfino il meteo è anomalo e spara afa fino a 28°) sa tanto di atmosfera da ultima spiaggia. Si respira un’aria soporifera, sicuramente meno olimpica rispetto alle ultime edizioni “2.0”, anche se il confronto con l’ultimissima, la regale e pre-Brexit “London 2012”, è improponibile. La migliore definizione del momento che sta vivendo la Rio olimpica l’ha data l’urbanista Paulo Mendes da Rocha affidandosi alla novella del più grande visionario argentino, il Manoscritto di Brodie, di Borges: «Rio si sente come l’ospite che è felice di essere ben ricevuto, ma capisce di essere prigioniero». Prigionieri dell’ennesimo braccio di ferro contro il gigantismo dei Giochi moderni, fenomeno che a Pechino 2008 toccò il vertice assoluto: preventivo di spesa quattro miliardi, saldo finale di oltre quaranta miliardi gettati dagli oscuri tycoon del Dragone.

Il budget previsto alla vigilia di Rio 2016 era di 6,7 miliardi di euro, una follia anche per una delle potenze economiche in ascesa dell’asse Brics (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica), però a conti fatti è probabile che si sfori pesantemente fino a 10 miliardi. «Nessuna anomalia», confortano i pescecani della finanza pronti a soccorrere o annegare definitivamente la Rio in apnea. «Anche la wonderful Londra aveva visto lievitare le spese da 4,6 a 10 miliardi di euro», ma la sana e consapevole amministrazione della capitale del Regno Unito ha poi generato uno sviluppo economico per 12 miliardi. Lo stesso sviluppo di due miliardi che ha previsto Rio, ma sarà impossibile sintonizzarsi sulle stime di radio Londra che grazie ai Giochi del 2012 ha calcolato che tra il 2004 e il 2020 può sperare in una ulteriore performance pari a un business stellare tra i 36 e i 52 miliardi. L’economia di Rio e quella del Brasile non può sognare in grande perché procede a ritroso come un gambero sulla battigia di Botafogo: dopo la marcia trionfale la crescita del Pil si è dimezzata del 50%: da 7 punti agli attuali 3,5. E la stessa pasionaria Dilma Rousseff, il premier defenestrato il 12 maggio dall’impeachment-golpe, sentendo «aria contaminata» non presenzierà venerdì alla cerimonia d’apertura dell’Olimpiade. In caso di destituzione di Dilma, l’attuale reggente Michel Temer resterà in carica fino al 2019. «Momento di massimo razzismo. La peggiore atmosfera dai tempi della dittatura militare finita nel 1985», gli fanno eco i nostalgici del predecessore della Rousseff, Lula. Ma il lulismo al momento è fuori dai giochi di potere e i venti milioni di poveri che aveva strappato alla povertà rischiano di tornarci. “Mani pulite” in salsa carioca, Lava Jato, ha punto più della zanzara Zika: dalla Rousseff, al capo della camera Eduardo Cunha – sacerdote maximo della chiesa evangelica – passando per i manager bancari e quelli petroliferi del colosso Petrobras. Dinanzi a questo scenario apocalittico, rappresentano un pan di zuccherino quei centoventimila nuovi posti di lavoro, per lo più contratti a progetto, che ha portato Rio 2016. Dopo la tregua olimpica qui si torna alla solita guerra. 

La città ha fatto scattare l’allarme terrorismo per una presunta cellula legata al Daesh, ma la vera minaccia costante rimane quella della criminalità comune che ha mietuto 1.200 vittime per omicidio soltanto nel 2015. Il primo record da consegnare a chi arriva in questo inferno mascherato da paradiso sono le 18,6 vittime ogni centomila abitanti: Roma in confronto è un ridicolo “romanzo criminale” con il suo 0,90 omicidi. Deodoro, zona nord, uno dei quattro poli olimpici con Barra, Maracanà e Copacabana, è considerato il luogo più a rischio, un’autentica polveriera. Per questo il sindaco di Rio Eduardo da Costa Paes ha chiesto il massimo sforzo al Governo sul fronte sicurezza e la risposta è stata lo schieramento di 85 mila militari (4.500 riservisti), il doppio di quelli messi in campo a Londra. Ma qui i meninos de rua sparano già a sei anni per le strade delle oltre trecento favelas niente affatto bonificate, come promesso durante il Mundial. E la polizia fluminense che dovrebbe garantire l’ordine è un’altra minaccia con ottomila omicidi negli ultimi dieci anni e centinaia di bambini che sono stati fatti sparire, molti dei quali diventati merce di scambio nell’atroce traffico internazionale degli organi. Le forze militari per il lavoro straordinario che devono compiere in questo mese di agosto riceveranno compensi mai visti prima, 60 euro al giorno, ma c’è agitazione per i pregressi non pagati e sono in ritardo tanti degli stipendi pubblici legati a Rio 2016.

Pagano i tagli finanziari che hanno avuto ripercussioni anche sugli stoici volontari delle Olimpiadi ridotti in corso d’opera da settantamila a cinquantamila (oltre trecentomila le richieste inviate da tutto il mondo). Meno volontariato, uguale meno posti numerati in 14 dei 32 impianti olimpici per i quali sono stati investiti due miliardi di euro. Il 40% provenienti da fondi pubblici – statali e regionali –, il 60% frutto di quei finanziamenti privati dei tanti “Pelope” sparsi per lo Stato di Rio. Del resto, anche sotto il Corcovado lo sanno, i Giochi nell’antichità cominciarono con la corruzione: quella di Mirtilo che guidava la biga di Enomao. Pelope vinse – con l’inganno – e così poté sposarne l’amata figlia Ippodamia. Solo organizzando i Giochi Pelope si salvò dalla maledizione di Zeus, magari Rio ha pensato di emularlo confidando nella clemenza del Cristo Redentore.

avvenire

Rio2016 Olimpiadi Brasile Italia azzurri a caccia di (almeno) 25 medaglie



Ne servono 25 per essere soddisfatti. Se fossero di più, viste le premesse, sarebbe un piccolo trionfo. Ma se ne arrivassero di meno, sarebbe lecito parlare di disfatta. A due giorni dalla cerimonia d’apertura e a tre dalla prima gara che assegna il podio, è più o meno questo lo scenario relativo alle medaglie azzurre ai Giochi. 

Una prospettiva incerta, condizionata in negativo da due assenze eccellenti dell’ultima ora (Tamberi, infortunato, e Schwazer, fuori gioco per la nota vicenda doping) che avrebbero garantito quasi certamente due medaglie nel salto in alto e nella marcia. In più il turn-over delle discipline olimpiche in questa edizione ci penalizza parecchio nella scherma, altro tradizionale “medaglificio” per l’Italia. 

Nelle ultime cinque edizioni dei Giochi estivi (Atlanta, Sydney, Atene, Pechino e Londra) gli azzurri hanno conquistato rispettivamente 35-34-32-27 e 28 medaglie. Di cui 13-13-10-8 e 8 d'oro. 

Malgrado sia da record la partecipazione (309 gli italiani in gara) in queste Olimpiadi, il presidente del Coni, Giovanni Malagò sa bene che sarà molto difficile fare altrettanto – considerando anche che dopo la mancata qualificazione della nazionale di basket, sono solo 4 gli sport di squadra che ci vedono in gara – ma si accontenterebbe di restare nel “G-10” delle potenze sportive mondiali. 

Alla vigilia c’è comunque un moderato ottimismo. A fronte di un ricambio generazionale all’interno delle squadre azzurre, è altrettanto vero che ci sono segnali di risveglio per noi in due discipline che sono le regine dei Giochi: atletica e nuoto. Quattro anni fa a Londra entrambe raccolsero un clamoroso flop. Ora invece hanno un buon numero di atleti da podio.

La prima medaglia in assoluto potrebbe arrivare già venerdì pomeriggio nel tiro a segno grazie a Petra Zublasing. In questa disciplina l'Italia ha una grande tradizione, e anche il fidanzato Niccolò Campriani è sempre vicino all'elite mondiale. In serata invece è lecito attendersi buone cose dalciclismo: il percorso della prova su strada si addice alle caratteristiche di Nibali, Aru e Ulissi. Nei giorni successivi, le due ruote promettono altro podi dalla prova su pista (Viviani), dalla mountain bike (Fontana) e magari anche dalla strada femminile (Elisa Longo Borghini). Renato Di Rocco, il presidente che ha ripulito il mondo del ciclismo dal doping, si aspetta 2-3 medaglie in tutto. 

Ma è dalla piscina che si attendono le cose migliori: nellapallanuoto la medaglia è più alla portata del Setterosa che del Settebello, mentre nei tuffi Tania Cagnotto vuole chiudere una splendida carriera con un succeso ch la ripaghi dei due quarti posti di Londra. Grandi emozioni arriveranno naturalmente dal nuoto. Da Detti a Dotti, da Paltrinieri (oro probabile dei 1500 ), alla “divina” Pellegrini, sino alle staffette (4x200 sl donne e 4x100 sl uomini) saranno notti da stare svegli (quasi tutte le finali sono in programma alle 3 del mattino italiane). Qualche bella sorpresa dovrebbe arrivare anche dal nuoto di fondo e dal sincronizzato.

Capitolo scherma: a Londra furono 7 in tutto (3 ori) le medaglie. Stavolta è impossibile fare altrettanto, il programma ci penalizza fortemente togliendoci tre podi probabili, se non certi. Ma per il ct Giorgio Scarso anche qui a Rio dovrebbero confermarsi la bontà di una scuola davvero inesauribile. La scherma è lo sport che ci ha dato più medaglie nella storia olimpica (48 ori e 121 volte sul podio): non tradirà nemmeno questa volta.

Difficile invece il compito della pallavolo: per la squadra maschile arrivare tra le prime tre questa volta sarebbe un’impresa, e lo stesso è facile prevedere anche per le donne. 

Difficile nel tennis anche il compito della coppia Vinci-Errani, ma se torna ai valori del passato, è da podio. La vela azzurra si batterà invece alla pari dei rivali nelle infide e inquinate acque di Rio. L'atletica si affida a Fassinotti, alla Trost e alla marcia femminile. Il pugilato vive un momento felice, per la prima volta avremo anche un'azzurra (Irma Testa): chissà che non arrivino un paio di medaglie fra Russo e Manfredonia. Un’incognita ilbeach volley: Ranghieri-Carambula e Lupo-Nicolai sono (quasi) al livello dei migliori.
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