Trenkwalder, servono Fultz e Hite


Stasera seconda sfida con Vigevano: bisogna riportare in parità il duello

- Il Resto del Carlino -

11/05/2010 10:46 - URLANDO contro il cielo. Il day-after biancorosso riparte da lì. Dalle urla di rabbia e amarezza. Urlando contro il cielo e la sfortuna galattica di questi tempi. Urlando contro il cielo e con le spalle al muro. Non ha più alternative, la Trenkwalder. Non ha più vie di fuga. Ha sprecato il vantaggio del fattore campo in una notte da incubo. E ora deve rimboccarsi le maniche e cominciare a scalare, sul serio, questa montagna chiamata play-off. O lo fa stasera (si gioca alle 20,30 in via Guasco: venerdì a Vigevano andrà invece in onda la terza sfida diretta) o, per quest’anno, non potrà più farlo. Perché se dovesse ripetere la prova di 48 ore prima, alzando bandiera bianca davanti a Vigevano, la storia della stagione biancorossa si chiuderebbe qui. Impensabile, infatti, in queste condizioni illudersi di poter vincere due volte in trasferta. In un ambiente, per di più, gasatissimo e che sente di avere in mano una storica qualificazione alle semifinali-promozione. La Trenkwalder, per farla breve, si gioca tutto stasera: o batte la Miro Radici e riporta in parità la sfida e riaccende qualche scintilla di speranza oppure si va tutti al... mare.
COSA serve alla squadra di Ramagli per cambiare volto in poche ore e tornare una squadra vera? Beh, intanto bisogna assolutamente recuperare Robert Fultz. La sua assenza, domenica sera, è stata devastatante. perché si è aggiunta a quella di Kudlacek e perché ha lasciato la compagine biancorossa senza una mente pensante in grado di guidarla. E questo, contro una formazione compatta e ben organizzata come quella di Garelli, è stato letale. Ha pagato caro e ha pagato tutto, la Trenkwalder. Fino all’ultimo centesimo. Fultz sta un po’ meglio e c’è un cauto ottimismo sulla possibilità di vederlo sul parquet.
E POI ci vuole il vero Hite. Quello, per intenderci, che esprime al meglio il suo talento e sa fare male agli avversari. Quello che apre le difese avversarie con i suoi tiri dal perimetro. Quello che regala sicurezze a tutta la squadra in fase offensiva. Perché, è più che ovvio, se si chiude un match con 1/15 da 3 punti non si batte nessuno. Solo allargando le maglie difensive di Vigevano e aprendo l’area colorata, infatti, la formazione reggiana può far la differenza sotto canestro dove i lunghi biancorossi paiono avere qualcosina in più degli avversari. Tanti buoni motivi, come si può vedere, per capire che solo Fultz ed Hite possono cambiare volto alla Trenkwalder e al suo futuro. Fermo restando che per girare l’inerzio di questo duello, bisogna cominciare a difendere sul serio e a mettere le mani addosso agli avversari. Quello, per intenderci, che la Miro Radici ha fatto benissimo domenica sera.
A TUTTO CIO’ va poi aggiunto l’aspetto psicologico. Come reagiranno i biancorossi alla batosta rimediata domenica sera? Tireranno fuori gli attributi, l’orgoglio e la rabbia o si lasceranno prendere per mano dallo sconforto? E Vigevano, dopo una vittoria così larga e una partita quasi perfetta su entrambi i lati del campo, come si ripresenterà sul parquet di via Guasco? Piena di entusiasmo o con un po’ più di apprensione? Perché i lombardi domenica sono arrivati a Reggio a cuor leggero. Sapevano di non avere nulla da perdere e hanno disputato una gara quasi perfetta. Ora, però, un po’ di pressione cominceranno ad averla anche Ghersetti e compagni. La partita di questa sera, insomma, potrebbe assumere connotati completamente diversi rispetto alla prima sfida. Per uscire dal tunnel la Trenkwalder deve fare un salto di qualità. Crescere, migliorare e crederci. Aiutata, magari, dai suoi tifosi. E, al contempo, bisogna che Vigevano cali un po’. Solo così le urla di rabbia, verso il cielo, potrebbero trasformarsi in urla di gioia. Sperom...
Daniele Barilli

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