Reggiana, Corsi: "Ottima andata, la gente tornerà allo stadio"


Reggio Emilia, 14 dicembre 2010. Soddisfatto. Della partecipazione del pubblico, per la verità non molto numeroso 48 ore fa al «Giglio», e della situazione punti granata. Il bilancio redatto dal «ragioniere»-direttore Tito Corsi è positivo. «Direi di sì, la classifica è buona, i 26 punti avrebbero potuto essere di più. Siamo lì, le cose vanno al meglio. Il rendimento della squadra è stato costante».

«Rendimento costante» sottolinea il direttore Corsi. Sembra un’esagerazione dopo l’orribile novembre. «Abbiamo perso malamente alcune partite, gare dove episodi sfavorevoli ci hanno condannato. Con Spal e Bassano abbiamo avuto il pallino del gioco, due singoli errori sono risultati determinanti. La Spal ha creato qualcosa in più, il Bassano ha vinto con un solo tiro in porta».

Ventisei punti sono gli stessi dello scorso anno al giro di boa. Possibile fare un paragone tra la Reggiana targata Dominissini e quella di mister Mangone? «Siamo di fronte a una compagine più giovane, con una propria identità e una propria impostazione tattica. La squadra cerca sempre il gioco, fin qui, non possiamo che essere soddisfatti di quanto messo in mostra da Alessi e soci».

Il rendimento di alcuni baby è la vera sorpresa di questo girone d’andata che si è chiuso con la vittoria a due facce ottenuta col Pavia: primo tempo dominato, ripresa carica di sofferenza. Romizi in gol. E migliore in campo. Le voci iniziano a circolare. Possibile riuscire a riaverlo dalla Fiorentina? Il centrocampista, intanto, dice di voler rimanere almeno fino a fine stagione: «Se ha detto questo gli dico grazie perché significa che ha capito quanto noi crediamo in lui. Con i viola ancora non si è parlato, è prematuro. A breve non ci saranno incontri».

Capitolo Romizi a parte, gennaio si avvicina. E’ in cantiere qualche colpo per ampliare la rosa? «Mercato zero. Se ci danno Ibrahimovic (ride, ndr), un pensierino potremmo farcelo...». Glissa sulle possibili compravendite, risponde senza problemi sulla questione pubblico. L’entusiasmo Barilli sembra non trovare troppi riscontri tra il tifo granata. Poco più di mille i paganti col Pavia, ma Corsi non fa drammi: «Siamo tutti fiduciosi, l’effetto Barilli non è svanito. L’attaccamento a una squadra non nasce dalla sera alla mattina. Bisogna lavorare sui giovani, fare leva su di loro. La società si sta impegnando tanto, la gente tornerà». Gli fa eco il presidente Barilli: «Lavoriamo al massimo per quelli che vengono, per farli divertire. Non ci arrendiamo, sono convinto che le conclusioni saranno positive anche su quel fronte. Domenica ci sarà una sorpresina...»

di Roberto Giampietri / ilrestodelcarlino

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