Trenkwalder: lotta a tre per non retrocedere, ma la fragilità dei biancorossi è disarmante

- La Gazzetta di Reggio -
15/02/2011 09:58 - MAURO GRASSELLI
REGGIO. Sprecato malamente il doppio turno casalingo, la Trenkwalder resta incatenata alla coda della classifica e ora ha una certezza: dovrà lottare fino all’ultimo con San Severo e Forlì per conquistare la salvezza. Solo una delle 3 squadre di coda ce la farà, e Reggio non è la favorita.
Certo, la classifica dice che Reggio ha 12 punti, 2 più dei pugliesi e 4 più dei forlivesi. Ma a 10 gare dalla fine della stagione regolare è difficile essere ottimisti, con una Trenkwalder così disarmante, evanescente, impalpabile, discontinua, fragilissima dal punto di vista psicologico, capace di trascorrere 40 minuti da spettatrice (vedi match con Verona) oppure di lottare per 30 per poi svanire di colpo (vedi gara con Imola). Inoltre, San Severo è in vantaggio negli scontri diretti, quindi Reggio dovrà mantenere i 2 punti di vantaggio, da qui alla fine, perché altrimenti sarà scavalcata.
EXTRABASKET. Con Forlì i biancorossi di Frates sono in svantaggio (79-76 all’andata in Romagna), ma il 20 marzo potranno rifarsi; anzi, il match di quel giorno al Palabigi rischia di essere il più importante della stagione, perché potrebbe mettere in palio il penultimo posto: quello che consente di esercitare la scelta di pagare 250mila euro ed evitare la retrocessione - circostanza antisportiva tanto quanto quella che consente alla penultima della serie A di evitare la retrocessione pagando 500mila euro, ma ormai la Pallacanestro Reggiana deve cominciare a fare i conti anche con queste ipotesi, e forse anche con altre, tipo situazioni extrasportive che possano portare al ripescaggio di una o più squadre retrocesse nei vari campionati. Discorsi, considerazioni e speranze da squadra alla frutta, ma la situazione è proprio questa.
CORSA A TRE. In attesa del match con Forlì, i risultati di due giorni fa hanno definito con chiarezza ancora maggiore che la lotta per non retrocedere riguarda tre squadre. Fino a domenica Lodi e Verona avevano solo 2 punti più della Trenk, ma entrambe hanno vinto, abbandonando la zona critica e avvicinandosi alla zona play off. Corsa a tre con San Severo e Forlì, dunque, con Reggio attesa dalla trasferta di domenica prossima a Pistoia, seguita dalla pausa per le finali di Coppa Italia (stop forse utile per tentare l’impresa dell’anno: rianimare il gruppo biancorosso, in balìa di uno psicodramma, e dargli un’identità). Poi Udine al Bigi, Ferrara in trasferta e la sfida critica con Forlì. Le ultime sei gare della regular season vedranno i biancorossi affrontare le prime della classe. Nell’ordine: Scafati in Campania, Casale Monferrato a Reggio, Venezia in laguna, Rimini al Bigi, Barcellona in Sicilia e Veroli in casa.
GIU’ NEL GORGO. La salvezza dovrebbe passare dai punti conquistati in casa, ma il condizionale è d’obbligo, perché le ultime due gare in casa hanno dimostrato che il fattore campo non conta. Anzi, vista la fragilità psicologica di questa Trenkwalder, forse in trasferta la squadra potrebbe giocare con meno pressione addosso, con meno paura di sbagliare. Quella «paura folle» indicata anche da Frates a fine partita. Una fragilità emotiva peraltro contagiosa, dal momento che ormai un fatto è assodato: anche i giocatori migliori, e pure quelli arrivati da poco (che in teoria non sono ricoperti da strati di negatività psicologica mista a imbrocchimento fisico) vengono risucchiati nel gorgo malefico, con i risultati visti pure due giorni fa in via Guasco.
CROCE BIANCOROSSA. A questo punto è davvero difficile capire quale sia il modo per raddrizzare una stagione disgraziata. La contestazione e la rabbia dei tifosi nei confronti dei giocatori e dello staff sono comprensibili, ma di sicuro sparare sulla Croce Biancorossa - benché sia un’attività legittima e giustificata dall’horror cestistico - non porta alla salvezza. Il club ha a disposizione un altro tesseramento, e chissà se al ricco album delle figurine di questi mesi verrà aggiunto un volto nuovo. Chissà se la stagione circense regalerà altre gioie (un motivatore? Un Lele Mora per il ritiro a Sesso? Perché non un esorcista?). Ma una cosa è certa: è davvero dura salvarsi.

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