di Nicola Bonafini
REGGIO EMILIA (7 marzo 2011) - Quando alzi gli occhi e vedi Gianni Pastarini di nuovo seduto al tavolo segnapunti pensi che non puoi perdere la partita. Un tocco di romanticismo in un momento topico della stagione della Trenkwalder. E la Trenk, per una volta, mantiene le promesse. Dopo gli appelli all’“unità biancorossa”, al pubblico che si stringa attorno alla squadra, alla garanzia di battersi dal primo all’ultimo minuto, Frosini e compagni hanno dimostrato coi fatti ciò che avevano detto a parole. Insomma, per usare un gergo americano, talk the talk and walk the walk. E così, in una giornata in cui la classifica dava la Trenkwalder virtualmente retrocessa, e Forlì andava a vincere contro una Casalpusterlengo ormai in disarmo, ecco che in via Guasco i biancorossi riscoprivano un cuore ed un’anima sufficientemente forte da battere la Snaidero Udine per 68- 61.
QUADRATA - Il primo quarto mette in mostra le qualità che hanno issata la Snaidero al secondo posto in classifica: squadra quadrata, obiettivi offensivi chiari ed un paio di giocatori di intelligenza cestistica al di sopra della media. Fatto sta che la Snaidero punta dritto al post basso, sia esso occupato da Gerald Lee o Williams, e Reggio non riesce a tenere. Rimane attacca ma si vede che è in affanno. Lee e Williams fanno gioco e panieri, per parte biancorossa, è Dawan Robinson che carica a testa bassa e riesce a tenere fin che può Reggio a contatto. Il problema è che dopo un po’ la coperta inizia ad accorciarsi, Valenti in post basso è una presenza ma sbaglia canestri fatti, e Udine scappa via sul finire del primo quarto, conclusosi col punteggio di 12-19.
ZONA BENEDETTA - Il secondo quarto segna la “genialata” di coach Frates, che indovina la mossa tattica ideale per spaccare la partita. L’Architetto la progetta e la implementa a 7’21” dalla fine del secondo quarto. Il punteggio è 17-21, sull’ennesima zingarata di D-Rob, e lì Udine si affloscia completamente. Garelli dà fiato ai titolari, ma i panchinari sono davvero improponibili a questo livello. Gli “arancioni” spadellano allegramente, mentre Reggio mette le marce alte, Bell, Valenti e ancora Robinson in un gioco da 3 punti. Frassineti da 3 dall’angolo, Reggio va sopra 29-23. Williams batte un colpo per Udine dalla lunetta, ma la marea biancorossa monta sino alla fine con D-Rob (ancora) e Valenti. 32-25 il finale di primo tempo con un bel parziale di 20-6 colorato di biancorosso.
EQUILIBRIO - Coach Garelli, cavalca i suoi titolari al ritorno dall’intervallo, ed ecco che la partita torna improvvisamente in equilibrio. Harrison si sveglia da 3 punti, Dordei balla sul piede perno e gli ospiti sono di nuovo lì (40-39). Frates butta nella mischia Viglianisi, che non fa errori, ed anzi segna un bel canestro a fil di sirena dei 24” (42-39). Fatto sta che Udine è in ritmo e la partita la ribalta ancora con Dordei dalla lunetta fissando il 44-45. Bene per Reggio che su un contropiede Frassineti regala l’extra-pass a Bell dall’angolo che mette la bomba del 47-45 di fine terzo quarto.
LOTTA - L’ultimo quarto è una dog fightin stile play off. Con chiamate discutibili da parte del trio in azzurro. Udine ha Lee e Rinaldi con 4 falli e non riesce a difendere con la necessaria aggressività, sotto il canestro reggiano l’ingombro di Chiacig e Frosini è tale da rendere difficoltosi i loro tiri ed in attacco sono Frassineti, chirurgico nell’occasione, e Robinson a picchiare sulle ferite udinesi. Finisce 68 a 61. E’ finalmente tutto un altro lunedì.
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