- Informazione Reggio Emilia -
30/04/2011 12:42 - Di Adelmo Tagliavini
La storia della Reggio dei canestri è arrivata ad una svolta cruciale. Dopo quasi un trentennio vissuto nei campionati professionistici, sull’ascensore che dalla serie A2 portava all’A1 (poi diventata Serie A) e di nuovo al gradino di sotto in Legadue, questa volta il rischio di perdere il patrimonio del basket che conta, è concreto.
La Pallacanestro Reggiana è vicina al baratro e da lì far ritorno nei Dilettanti come avveniva tra la fine del Settanta e l’inizio Ottanta. Gli anni della Simod Padova, della Leone Mare Livorno, di Bergamo, Pavia, San Lazzaro, insomma un bel vuoto. Altroché la Korac, la semifinale scudetto, la finale di Coppa Italia e l’Uleb Cup. Un pezzo di storia passa attraverso questi sette giorni che separano la Trenkwalder dalla gara che si gioca stasera a Barcellona Pozzo di Gotto (il via alle 20.45) con quella di venerdì 6 maggio al PalaBigi contro Veroli. Poi calerà il sipario sulla stagione più controversa della storia. Due giornate dove ci si gioca il presente ma soprattutto il futuro. Arriveranno le polemiche, il budget sforato, il buco da azzerare, poi ci si dimenticherà del nuovo palasport (e forse qualcuno sarà anche contento che le cose vadano in questo modo, così il problema sarà accantonato) e delle sfide con le società che hanno fatto la storia del nostro basket. Il ridimensionamento sarebbe inevitabile. Per evitare questo cataclisma, che arriverebbe a spazzare via una piazza che invece continua a pulsare basket a 360°, bisognerà ottenere due successi. Non si scappa. Poi una volta fatto il proprio dovere non resterebbe che aspettare cosa scaturirebbe dagli altri campi, ma senza una doppia vittoria, il pericolo di cadere nel vuoto, potrebbe diventare reale e la triste realtà della retrocessione prendere piede. Stasera si giocherà la prima tappa di questo doppio scoglio necessario per chiudere la stagione regolare.
COME STA LA TRENK. Acciacchi non ce ne sono. I giocatori stanno bene e sono pronti (così almeno traspare dalle dichiarazioni rilasciate in questi giorni) per scendere in campo, ma come giocheranno? Cosa passerà dalle loro teste? Lo shock per il canestro di Metreveli è stata accantonato o continua a pesare sulle teste di ognuno di loro? E se la gara dovesse di nuovo arrivare punto a punto, i vari Robinson, Bell e soci avranno la freddezza di giocarsi gli ultimi possessi con la freddezza dei veterani? Domande che a priori non si può sapere. Però se questi giocatori hanno qualcosa in corpo è giunto il momento di tirarlo fuori.
QUANTO PESA L’ASSENZA DI FRATES? Non ce ne voglia Menetti, ma il forzato forfait del tecnico è un’assenza che si sente. Un conto è rinunciare alla sua presenza per una gara, un’altra è far senza il suo apporto per una serie di partite decisive. In 40 minuti, le scelte da prendere sono tante e non poter contare sull’apporto di un tecnico come l’architetto milanese, in assoluto tra i primi cinque d’Italia, è un’assenza non di poco conto.
L’AVVERSARIO La classifica fa capire che la Sigma Barcellona è squadra di valore. Ha Crispin in regia, che più volte ha crivellato le retine biancorosse con i colori di Teramo e l’anno scorso di Brindisi, dispone in organico di un giocatore come Hicks che non ha nulla a che vedere con la categoria, ha il nostro Andrea Ghiacci che siamo certi ci terrà a ben figurare, ha Bucci, Mocavero, tutti giocatori di valore. Ma per far risultato, Reggio non potrà guardare chi avrà di fronte, ma dovrà guardarsi negli occhi e mostrare quegli occhi da tigre necessari per le imprese. Tecnicamente non c’è paragone tra le due squadre, però talvolta i risultati del campo vengono sovvertiti e non è sempre detto che la più forte la spunti. Stasera il treno della Legadue passa per la Sicilia, non salirci vorrebbe dire piangere lacrime amare, è questo che si vuole?
30 Aprile 2011 ore 13,32
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